L’eco del violento attacco di Berlusconi sferrato ieri nel corso del congresso del Ppe ha fatto dichiarare al leader del Pd che Berlusconi deve dire agli italiani dove intende portare la nostra Repubblica.
La risposta gliel’ha data a stretto giro di posta Filippo Graviano, indirettamente ma molto chiara.
Abbiamo assistito nei giorni scorsi alle dichiarazioni del procuratore nazionale dell’antimafia Piero Grasso e del procuratore generale di Napoli Vincenzo Galgano con le quali i due magistrati hanno inteso manifestare alcuni dubbi sulla correttezza delle procedure seguite da alcuni pm, rispettivamente per quanto riguarda la deposizione del pentito Gaspare Spatuzza e per quanto riguarda il processo al sottosegretario Nicola Cosentino.
Oggi, in diretta tv, ascoltiamo Filippo Graviano affermare, in risposta all’avvocato della difesa che gli domandava se avesse mai detto a Spatuzza quelle parole che facevano riferimento ad una sua vendetta nel caso che i politici a cui la mafia si appoggiava non avessere mantenuto gli impegni, che lui non aveva bisogno di alcuna protezione, che non aveva necessità di fare alcuna vendetta e che se l’avesse voluta fare nulla gliel’ho avrebbe impedito e che non ha mai conosciuto Marcello Dell’Utri. Una raffica di risposte che però, precisa Graviano, già aveva dato più volte agli inquirenti.
Una risposta anche alle dichiarazioni di Spatuzza secondo le quali il fratello Giuseppe (il quale ha comunicato che farà pervenire un memoriale) gli aveva fatto i nomi di Berlusconi e di Dell’Utri circa una trattativa avvenuta con la mafia. Esclude che suo fratello abbia potuto dare quella risposta perché nessuna trattativa era in corso con la mafia.
Anche l’altro boss Cosimo Lo Nigro ha smentito alcune dichiarazioni di Spatuzza.
Dunque, Filippo Graviano aveva già deposto più volte dichiarando falsa la deposizione di Spatuzza. E allora? Perché non se ne è tenuto conto?
Perché si è voluto far deporre Spatuzza in mondovisione quando si sapeva già che le sue accuse contro Berlusconi e Dell’Utri non avrebbero potuto trovare alcun riscontro perché già negate?
Bersani si domanda come mai Berlusconi abbia fatto quel violento attacco. Sono io a domandarmi se Bersani si sia reso conto di ciò che sta accadendo in Italia.
Certa magistratura conduce le indagini a capocchia, senza alcun rispetto per i diritti degli inquisiti, ma finalizzando le indagini ad interessati risultati politici.
Ad esempio: mentre i procuratori Ingroia e Spataro possono andare in tv e dire ciò che più piace loro, il procuratore generale di Napoli Vincenzo Galvano è sottoposto, per le summenzionate dichiarazioni rese ad un giornale, sotto inchiesta.
Berlusconi è questa Italia che ha denunciato, e dove l’ha denunciata? Dove poteva essere ascoltato, in Europa di fronte alla famiglia a cui appartiene, il Ppe, visto che in Italia perfino il suo infido alleato Fini gli fa la guerra.
Di Pietro pagò una pagina dell’Herald Tribune per sparlare del nostro governo e del nostro Paese. Berlusconi non ha pagato un centesimo, ma ha detto ciò che pensa all’interno di un partito, il Ppe, di cui fa parte. Il consenso da esso ricevuto dimostra che il chiarimento che ha voluto dare ai colleghi europei su ciò che il suo governo sta vivendo, continuamente diffamato, anche all’estero, era la strada giusta, e che è giunto, dunque, il tempo che gli ipocriti siano smascherati.
L’opposizione apra gli occhi, rinvigorisca la mente, e ci dica in modo chiaro se vuole restare ferma alla malmendosa prima Repubblica o se è decisa, insieme sicuramente alla maggioranza degli italiani, a passare il Rubicone.
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Commenti
2 risposte a “Bersani: Berlusconi ci deve dire dove ci vuol portare. Risponde Graviano”
Qui il commento di Cavallotti sul Legno e questa la prima risposta di D’Alema.
Preghiamo perché domenica il Signore illumini Berlusconi e il Popolo del centrodestra.
Ricevo questo da Sarcastycon, mi pare utile come documentazione.