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Addio alla speranza?

5 Novembre 2011

Temo di sì. Fra pochi giorni lo sapremo.

Con l’errore dell’altra sera, quando  non si è impuntato sul decreto legge ed ha lasciato passare la scelta di trasferire alcuni importanti impegni nel maxiemendamento, Berlusconi potrebbe essersi scavato la fossa.

Circondato da consiglieri flaccidi, e interessati non tanto al bene comune ma agli interessi propri, Berlusconi ha rinunciato a ragionare con la propria testa, e così è stato trascinato verso il baratro dalle sirene degli ominicchi.

La sola cosa che ora gli resta da fare è quella di rifiutare categoricamente di uscire di scena senza ricevere prima il voto di sfiducia del parlamento.
In questo modo, sarà il parlamento ad assumersi la responsabilità della sua caduta.
In un Paese in cui ciascuno cerca di scansare le proprie responsabilità per addossarle agli altri, è il minimo che si può chiedere al premier.

La fase nuova (e caotica) che si aprirà non si dovrà incolparla a Berlusconi ma alle forze che lo avranno fatto cadere.
Sarà facile così agli italiani individuarle e farsene una opinione. Naturalmente il discorso  sarebbe diverso se Berlusconi dovesse ricevere la fiducia. In questo caso il programma di governo è segnato dagli impegni assunti in sede europea, e potrà contare, secondo me, sul sostegno di Napolitano.

Un’altra decisione risulterà determinante: quella del rifiuto del Pdl ad entrare in qualunque modo nel governo di emergenza che si dovesse prefigurare.
Il suo no deciso metterà tutti con le spalle al muro: il presidente Napolitano che si troverà di fronte alla  deprecabile scelta di approvare o meno il ribaltone; il Pd che si troverà , in caso affermativo, a guidare, almeno con il suo appoggio determinante, un eventuale governo di emergenza e sarà così costretto a fare i conti con gli obblighi assunti dall’Italia (e in primis da Napolitano)   in sede Ue e finora bypassati dall’opposizione.

Probabilmente assisteremo nei prossimi giorni alle ultime mosse di un  Berlusconi premier, e alle prime mosse di una risorta prima Repubblica, in cui i cittadini torneranno a fare la parte del popolo bue e i giochi di palazzo si trastulleranno a costruire per il successo di ambizioni personali, un’infinità di governi inconcludenti e balneari.

Come si concilierà questa specie di Repubblica perniciosa e pasticciona con il nuovo che avanza sarà tutto da vedere.
Per quanto mi riguarda, io invece chiuderò gli occhi e non vorrò vedere.
Lascerò che i giovani provino sulla loro pelle ciò che per tanti anni ho provato sulla mia, arrabbiandomi e soffrendo. Inutilmente.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“Il Cav: dimissioni? Solo pettegolezzi. Vado avanti nella battaglia di civiltà” di Nico Di Giuseppe. Qui.

“Barroso: «L’Italia ha deciso di chiedere il monitoraggio del Fondo Monetario »”. Qui. Da cui estraggo:

“«L’Italia ha deciso di sua iniziativa di chiedere al Fondo monetario internazionale di monitorare i suoi impegni di riforme fiscali ed economiche ». Barroso ha aggiunto che la decisione dell’Italia è «un passo importante » per Bruxelles.”


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart