Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

La favola del commissariamento

6 Novembre 2011

Vien da ridere quando si sente l’opposizione gridare, ma non solo in questi giorni, che l’Italia è stata commissariata dall’Europa.
Che significa?
Non siamo stati già commissariati, noi Paesi che ne facciamo parte, nel momento in cui abbiamo aderito all’Ue e alle sue regole?

Quando la nostra Banca d’Italia ha visto ridotti al lumicino i suoi poteri passati alla Bce, di che cosa si è trattato?
Gli stupidi che parlano di commissariamento sono proprio quelli che sull’unità europea e sul suo significato hanno le idee molto ma molto confuse. Diciamocela tutta: costoro sono ben lungi dal lavorare in favore di essa. La detestano e la contrastano.
Poi, da vigliacchi e da ipocriti, quando si trovano in pubblico fingono di auspicare un’Europa che conti e che guidi gli Stati che ne fanno parte.

Lavorare per l’unità europea ha significato sin dal principio la disponibilità di ciascun Stato aderente a rinunciare alla propria autonomia in cambio di un ideale più alto che fu voluto dai padri fondatori, tra cui due italiani, Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli.
Se fossero ancora tra noi, De Gasperi e Spinelli si scaglierebbero contro coloro che danno all’intervento europeo l’appellativo insultante di commissariamento.

L’Europa, non certo la Francia e la Germania, ma l’Europa tutta, rappresentata dai suoi organismi più importanti sta aiutando l’Italia e nel contempo anche se stessa, poiché l’Italia è parte del suo corpo, come lo è la Grecia, e come lo sono tutti gli altri, assediati o meno da questa spaventosa crisi.

Certo, l’Europa ci aiuta, ma anche noi italiani abbiamo dei doveri nei confronti dell’Europa che compra i nostri titoli del debito pubblico, cercando di arginare la speculazione che si è accanita su di noi. Che essa controlli che il suo aiuto non venga sprecato o sperperato (l’Italia non ha mai avuto una buona fama) mi pare nell’ordine delle cose.

Il presidente Barroso ha peraltro voluto precisare, di fronte ai chiacchiericci della nostra opposizione, che:

“«L’Italia ha deciso di sua iniziativa di chiedere al Fondo monetario internazionale di monitorare i suoi impegni di riforme fiscali ed economiche ». Barroso ha aggiunto che la decisione dell’Italia è «un passo importante » per Bruxelles.”  

A mio avviso (l’ho scritto altre volte) questa crisi, la più imponente che sia mai avvenuta, aiuterà, se riusciremo a cavarcela, a comprendere come l’unità politica dell’Europa sia necessaria ed urgente.
Va riconosciuto che attualmente non abbiamo ai vertici degli Stati europei personalità di spicco capaci di coltivare e lavorare per il raggiungimento di questo obiettivo, ma non è detto che la crisi non faccia maturare in fretta e presentare sul palcoscenico europeo le personalità di rilievo che mancano.
È un augurio che mi sento di formulare con molta convinzione.

Non è la prima volta che la Storia ci mette lo zampino al fine di raddrizzare certe storture.
Per l’Italia, poi, che pare avviarsi irrimediabilmente sulla pessima strada del ritorno alla prima Repubblica, sarebbe il miracolo atteso.

Mi sento di dire che, se le riforme promesse non verranno realizzate, sarà proprio l’Europa politica a fare piazza pulita della prima Repubblica.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“Dodici quesiti al governo che verrà” di Luca Ricolfi. Qui.

“In tv le prove tecniche per il dopo Cavaliere” di Giuliano Ferrara. Qui.

“Così la prima Repubblica vuole vendicarsi di Silvio” di Mario Giordano. Qui.

“Governissimo e sacrifici: il Colle non aiuta il Pd” di Marco Gorra. Qui.

“Incompatibili con l’agenda dell’Europa” di Mario Sechi. Qui.


Letto 1070 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart