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Anche Mario Sechi se ne sta accorgendo

23 Dicembre 2011

Lo confesso, mi sono meravigliato che Mario Sechi, giornalista che stimo, abbia osannato questo governo e benedetto l’operazione che lo ha fatto nascere.
Un esperto come lui, non ha sentito odore di bruciaticcio?, mi sono chiesto.
Eppure la puzza si sentiva a distanza.
Ma meglio tardi che mai.

Oggi, con il suo editoriale, pare che cominci a percepire qualcosa, e ci fa piacere, giacché lo vorremmo sempre vigile e attento in un momento tra i più delicati della nostra vita democratica.

Monti e il suo staff, reputato di prim’ordine, riusciranno a fare ben poche cose tra quelle che veramente servono al Paese.
Una serie di veti incrociati li costringerà a varare riforme di poca sostanza, tali da non incidere proficuamente per un futuro all’altezza dei tempi.
Anche Sechi conclude:

“La transizione è storicamente necessaria, è appena iniziata, va in qualche modo guidata, ma non deve diventare il trampolino di lancio del vecchio che non serve e del finto nuovo che (non) avanza. Decidono gli elettori, non le manovre di Palazzo.”

 Sì, decidono gli elettori, questa è la sostanza della democrazia. In un momento in cui c’è da salvare il Paese, non possono essere alcuni illuminati ad imporre agli elettori ciò che si deve o non si deve fare.
In questo modo, un po’ tirannico, si creano solo le premesse per un malcontento assai pericoloso.

Colpire il ceto medio, che è l’ossatura del Paese, e colpirlo in modo così traumatico e aggressivo, nuoce al prestigio delle Istituzioni. Leggete qui.

Sechi non ha ancora traversato del tutto il guado, però. Ancora è convinto che il capo dello Stato sia il custode e il salvatore dell’Italia. Scrive:

“Confesso di avere fiducia in una sola persona: Giorgio Napolitano. È un uomo che ha una storia dentro i partiti, ha senso delle istituzioni, ama la Patria.”

Nessun accenno al modo in cui ci si è liberati del governo Berlusconi. Nessun rammarico per le parole ardite con cui Napolitano continua a difendere l’operazione Monti.
Quando Napolitano sostiene che non è stato violato il responso delle urne, infatti, si limita a riconoscere solo una parte della verità, ossia che uno dei vincitori delle elezioni, il Pdl, sostiene, come accadeva con il governo precedente, il nuovo governo, e dimentica invece che non lo sostiene un’altra parte della maggioranza,la Lega Nord, che alle elezioni del 2008 aveva fatto blocco unico con il Pdl. Ma soprattutto dimentica che gli elettori avevano relegato il Pd al ruolo di opposizione, ed invece se lo ritrovano a governare con le stesse chance del Pdl, ossia di chi quelle elezioni le vinse.

Se Sechi non vede ancora la differenza e non arriva a concepire lo strazio che si è fatto del risultato elettorale, rischierà di rimanere a lungo in mezzo al guado e di non contribuire per nulla a risanare, con il ritorno alle urne, una anomalia che non può durare e tanto meno essere giustificata.
Bonanni si lasciò scappare alcuni giorni fa che la manovra varata da Monti era di quelle che avrebbe saputo varare anche suo zio, che di economia si intendeva o s’intende poco.

Vedrete che sarà così anche per la fase due, che Monti dice essere già incominciata, ma che stenta ad emergere agli occhi almeno dei cittadini.
Quella fase due sarà una fase due che anche lo zio di Bonanni avrebbe potuto o potrebbe varare.

Come si dice in questi casi, in cui in gioco ci sono le sorti del nostro Paese, anch’io mi auguro di sbagliare e di essere stato vinto, per colpa delle esperienze del passato, dal pessimismo. Ma il governo Monti non mi ispira fiducia, nonostante che un parlamento in ginocchio gliel’abbia votata.
Se farà bene sul piano delle riforme avrà in me un deciso sostenitore, così come Berlusconi, con il suo pavido comportamento (soprattutto a lui, alla sua mancata resistenza, si deve imputare la gragnola di tasse che è piombata sul ceto medio, e che il nuovo patto fiscale europeo non consentirà più di rimuovere autonomamente) ha perso il mio sostegno. Non credo possa fare molto per correggere le molte iniquità che sono cadute sulle spalle dei soliti e onesti contribuenti.
Sarà molto difficile, perciò, che in futuro mi faccia di nuovo circuire dalle sue promesse. Promesse da marinaio, secondo il vecchio e saggio proverbio.

P.S. Si intensificano le voci (già circolate più di un mese fa) che la Germania stia facendo stampare in Svizzera marchi tedeschi, da adottare evidentemente in luogo dell’euro. Monti, così autorevole in Europa, più di Berlusconi, può dirci qualcosa? Siamo vicini al patatrac? E allora a che è servita questa manovra di tasse di cui l’Europa e la Merket sono rimasti impressionati? Monti è stato preso in giro?

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Bart