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Anche Verderami come Sorgi

26 Settembre 2013

Ieri me la sono presa, bonariamente, con Marcello Sorgi che si era messo a cantare il peana a Napolitano, del tipo: Meno male che Napolitano c’è, ricordandogli che l’origine delle disgrazie odierne vanno ricercate proprio nei comportamenti che Napolitano tenne allorché Gianfranco Fini cominciò dall’interno la sua manovra disgregatrice del Pdl. I silenzi di Napolitano (a cui allora la stabilità del governo Berlusconi interessava poco o niente, al contrario di quanto a lui interessa oggi la stabilità del governo Letta) furono complici di quella caduta di credibilità delle istituzioni di cui oggi paghiamo salato il conto.

La trama di Napolitano è simile a quella, raffinata, della ragnatela del ragno. Il ragno se ne sta nascosto in agguato e aspetta che la vittima cada nella rete (leggi: i trabocchetti della politica, le missioni sul Colle di Gianni Letta), e infine compare e se la mangia.

Quando Berlusconi indica in Napolitano il suo peggior nemico, dice il giusto; solo che doveva accorgersene prima e cacciare dai suoi consiglieri quel Gianni Letta che all’ambasciatore americano rilasciò una confidenza pessima su Berlusconi. Anche allora Berlusconi assolse il suo consigliere, e considerò false e strumentali le rivelazioni di Wikileaks.

Oggi è Verderami a sollecitare la mia attenzione. Scrive:

“Ma non c’è verso, almeno così sembra, per placare l’ansia di chi si sente ormai braccato e vittima di una «operazione eversiva », e che – vellicato da quanti nel Pdl temono per il proprio futuro – sembra aver deciso di indossare l’armatura e teorizza una «insorgenza civile », chiama a raccolta i parlamentari e dice loro: «Servono dimostrazioni di massa, dovete pacificamente portare la gente per le strade, nelle stazioni, negli aeroporti, per denunciare la perdita della democrazia ».”

I miei lettori sanno quanto poco io stimi la maggior parte dei parlamentari del Pdl. Il motivo è che sono flaccidi e opportunisti, mentre detesto quelli del Pd perché hanno la menzogna e il voltafaccia facili messi al servizio del doppiopesismo e degli interessi superiori del partito.

Perciò scrivere come fa Verderami che Berlusconi sia stato “vellicato” ad assumere le decisioni delle dimissioni in massa dei suoi parlamentari nel caso di cacciata dal senato, “da quanti nel Pdl temono per il proprio futuro”, mi sorprende non poco. Caso mai era logico attendersi il contrario, ossia che coloro che “temono per il proprio futuro”, si adoperassero per la continuità della legislatura, fino alla maturazione di taluni diritti legati alla sua durata, tra i quali quelli alla pensione.

Forse Verderami crede che a costoro interessi, più dello scranno, rimanere in buoni rapporti   con Berlusconi per un qualche riconoscimento nella risorta formazione di Forza Italia? Sarebbe ridicolo. Sono personaggi che non lasciano il certo per l’incerto. Del resto il Pdl si trova a vivere un momento di gravi tensioni tra falchi e colombe, tale che sarà molto difficile che chi ha mostrato le ali di colomba possa aspettarsi una ricompensa in Forza Italia. Per quanto accadrà a Berlusconi è ipotizzabile infatti un nuovo partito molto aggressivo e determinato ad ottenere molto di più di quanto è riuscito ad ottenere finora. Non ci saranno molti posti per le colombe di oggi. Mi si risponderà: Ma se non avrà la maggioranza che cosa potrà mai pretendere? Rispondo: La nuova Forza Italia è un partito che, pur mirando ad essere il primo partito in Italia, ha già in programma di far valere una eventuale percentuale minore di voti come rilevante nelle decisioni del governo. Infatti, alle prossime elezioni, mal che vada, Forza Italia non scenderà sotto il 20-18%, talché qualunque maggioranza dovrà fare i conti con lei.

E ora veniamo alla decisione assunta ieri dal Pdl. La condivido. Oggi sui giornaloni-latrina se ne leggono di tutti i colori. Gli aggettivi non si sprecano: da “irresponsabili” a “eversivi”. Si veda qui l’esempio di quanto ancora si ritenga che la vicenda Berlusconi sia una vicenda personale e non di democrazia. Al contrario di quanto osserva, con il suo solito acume, Arturo Diaconale, qui. Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare.   Si tratta di esercitare tutte le libertà democratiche comprese quelle delle dimissioni di massa poiché siamo in presenza di un parlamento che ha deciso incostituzionalmente di rinunciare alla propria autonomia per mettersi a disposizione del potente di turno, che ieri era Mussolini ed oggi è la magistratura.

Mussolini eliminò Matteotti e poi sottomise il parlamento. Ma oggi sarà difficile che la magistratura faccia fuori più di 200 parlamentari che le si rivolgono contro e richiamano il parlamento ad avere più dignità.
Per scuotere un parlamento succube e ipnotizzato la protesta del Pdl è il meno che si possa fare. Siamo in guerra: una guerra per il ripristino della democrazia. Certo, ci saranno, come in tutte le guerre, macerie dappertutto. Ma chi vuole mantenere lo status quo avvalendosi della paura di queste macerie, è un vile e condanna l’Italia a rotolare ancora per anni lungo la china di un precipizio.

Il mio dubbio è, invece, quello che, quando si arriverà a dover dare il colpo di grazia, il Pdl ritiri la mano. Quante volte è già accaduto!

P.S. La decisione del Pdl viene criticata anche perché giunge “proprio mentre il premier Letta parla all’Onu e alla comunità finanziaria”. Lo scrive Luigi La Spina su “La Stampa” di oggi, e lo scrive pure Massimo Franco sul “Corriere della Sera”. Faccio notare che a Berlusconi nel 1994 arrivò addirittura un avviso di garanzia mentre presiedeva a Napoli un incontro internazionale. Fu completamente assolto, ma a causa di quell’avviso di garanzia di lì a poche settimane cadde il suo governo. Non mi pare che i giornaloni-latrina abbiano mai scritto che quello di inviare un avviso di garanzia proprio in quel momento fosse un gesto irresponsabile.

E qualcuno non si azzardi a fare la biscia e a dire che si tratta di due casi diversi, perché li stramaledirei (in guerra non si può più essere buonisti) in quanto ipocriti e falsi e cancrena di quest’Italia messa in mano a dei cialtroni!


Letto 2928 volte.


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