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1 Novembre 2010

Perché Napolitano non interviene a difendere Berlusconi?
Io so perché. Ma credo che lo sappiano tutti gli italiani anche quelli che stanno dalla sua parte. Perché ormai Napolitano è uomo schierato. Non ci sono dubbi.

Un’altra prova, se ce ne fosse stato bisogno, è il silenzio sull’assalto che viene fatto al presidente del Consiglio per essere intervenuto a favore di una giovane disadattata. Se ne scrivono di tutti i colori, e questa ragazza, ormai, passa per essere andata a letto con il premier, a prescindere dalle sue dichiarazioni che lo negano.

Per ragioni bassamente politiche (far cadere il governo) si sta tenendo in prima pagina una ragazzina che fino a ieri è stata minorenne. Oggi compie gli anni, ma avrà ancora l’onore della prima pagina, vedrete.

Napolitano sentì il dovere di difendere Fini dagli attacchi del Giornale. Ecco che cosa disse all’Unità:

«Questo è il momento di abbassare i toni, di compiere uno sforzo di responsabile ponderazione tra le esigenze della chiarezza politica e quelle della continuità della vita istituzionale, guardando al paese che ha bisogno di risposte ai propri problemi anziché di rese di conti e di annunci minacciosi nell’arena politica cui non consegua alcuna prospettiva generatrice di fiducia ».

Oggi non fa altrettanto con Berlusconi attaccato da tutta la stampa di sinistra, né si è degnato di difendere una minorenne dall’assalto degli squali.

Che cosa ne dicono gli elettori di sinistra? Non vedono la parzialità anche in questa vicenda?
Se non la vedono, ho pietà per loro. Perché non sapranno mai accorgersi quando siamo in democrazia e quando stiamo scivolando verso l’eversione, un vero e proprio colpo di Stato, come paventò più di un anno fa il ministro Brunetta.

Il voto degli elettori dovrebbe essere sacro per tutti. Invece non lo è per la sinistra. Non lo fu al tempo di Prodi, quando venne scalzato da D’Alema, e non lo è oggi, quando, nel timore che Berlusconi vinca di nuovo le elezioni, l’opposizione (anche finiana) fa di tutto per non andare al voto.

La consultazione elettorale è la massima espressione della democrazia, e poiché in Italia non c’è mai stato un periodo così confuso e pieno di tradimenti come l’attuale, tutta la biancheria sporca, come ho già scritto, deve essere messa in una capace lavatrice, di buona marca, e questa lavatrice di buona marca altro non può essere, in una sana democrazia, che il corpo elettorale.

La congiunzione che si sta per realizzare in Italia tra comunismo e fascismo è una miscela esplosiva la cui portata è difficilmente immaginabile.
Non prendere, da parte della classe politica più democratica, le distanze da Fini, anzi fare il contrario, e, cioè, osannarlo, è uno di quegli errori madornali che i cittadini pagheranno a caro prezzo.

Due fascismi si stanno mescolando, quello rosso e quello nero (si pensi all’intesa che si sta profilando tra D’Alema e Fini). Mai successo prima e forse in nessuna parte del mondo. Possibile non vederne la minaccia e il pericolo?

Sono due fascismi, moderni, camuffati, che nascondono una eversione sottile, e proprio per questo il fenomeno, ormai vicino a saldarsi, richiede il massimo di attenzione. Un capo di Stato veramente imparziale se ne sarebbe accorto da un pezzo.
Ma Napolitano è interessato, invece (non si può spiegare altrimenti), a questa saldatura, e in qualche modo la favorisce.

La politica dimostra di non essere in grado di fermare questo processo eversivo, ne è succube.
Per questo Berlusconi deve capire che a decidere, e presto, sul futuro del nostro Paese devono essere unicamente i cittadini. Nessun altro, compreso il capo dello Stato, ha il diritto di sostituirli.

L’aiuto vero di cui l’Italia oggi ha bisogno è quello degli elettori.

Articoli correlati”Il Pdl, il governo e la paralisi. Il coraggio della verità” di Ernesto Galli della Loggia. Qui.

“Ricatto: Fini vuol bloccare la Camera Fa il dipietrista: Lodo non è priorità” di Francesco Cramer. Qui. Da cui estraggo:

“No, non si riferisce alla svendita dell’appartamento a Montecarlo a una società off-shore le cui chiavi restano in tasca al parente, Fini. Ma fa riferimento alle ultime lenzuolate sullo stile di vita del premier. «È una vicenda che dimostra disinvoltura, malcostume, e un uso privato del potere pubblico. Mi auguro non sia vero ciò che è stato riportato ». No, non sta pensando alle pressioni su un dirigente Rai per far lavorare il cognato, Fini. Né alle sue immersioni illegali nelle acque di Giannutri. Ma ancora alle serate del Cavaliere. «Ci sarà da attendere che gli organi preposti a fare chiarezza, facciano appunto chiarezza ». No, non sta pensando all’anomalia che sul contratto di affitto della casa monegasca abitata da Tulliani sotto le diciture «locatario » e «locatore » ci siano due firme identiche, Fini. Sta ragionando se effettivamente la minorenne marocchina sia stata lasciata dalla questura di Milano a seguito della telefonata della presidenza del Consiglio.
«Evitiamo di dire che fa testo la versione dell’una o dell’altra a seconda della convenienza. Dobbiamo affidarci alla valutazione finale ». No, non sta rimuginando sulle tante versioni relative al prezzo e all’esistenza di offerte ben maggiori per quella casetta ereditata oltreconfine, Fini. Sa bene, infatti, che la magistratura lo tratta bene: le procure – sempre colabrodo – se indagano lui diventano tupperware: ermetiche. E se lo iscrivono nel registro degli indagati contestualmente ne chiedono l’archiviazione.”

“Ruby, la verità sulla telefonata del premier” di Enrico Lagattolla. Qui. Da cui estraggo:

“Nessun abuso, assicura. Perché di fronte al tentativo di trovare per la giovane marocchina una soluzione che non fosse una notte passata in questura, Ostuni avrebbe aperto uno spiraglio.
E non perché il premier abbia speso il nome del presidente egiziano Hosni Mubarak. «Non ho mai detto che fosse la nipote di Mubarak – garantisce Berlusconi -, era lei che aveva raccontato di essere egiziana e di avere una parentela con Mubarak ». Ad ogni modo, il capo di gabinetto spiega che «ci vuole una persona che si assuma la responsabilità dell’affido ». E così – nel racconto di Berlusconi – entra in scena Nicole Minetti, ex igienista dentale e ora consigliere regionale del Pdl. «Ho chiamato la Minetti – ricorda il Cavaliere -, le ho spiegato la situazione e le ho chiesto di andare in questura. Lei mi ha risposto che non avrebbe potuto ospitare la ragazza. Le ho detto che era sufficiente che se ne assumesse la responsabilità ».”

“Una verità, quella di Berlusconi, che arriva nel pieno di uno scontro frontale tra Questura e tribunale per i Minori. Perché sabato sera, dagli uffici dell’ex questore Vincenzo Indolfi, spiegavano che il collocamento della giovane marocchina alla consigliera regionale lombarda Minetti era stato firmato dopo aver ottenuto il consenso del magistrato di turno. Opposta e inconciliabile, invece, la versione del pm Annamaria Fiorillo. Contattata più volte dalla polizia, infatti, non avrebbe dato l’autorizzazione al collocamento. E, anzi, smentirebbe ancora una volta la versione della questura, perché, secondo lei, non si sarebbe mai raggiunto, sul rilascio di Ruby e sulla custodia alla Minetti, alcun accordo. Accordo peraltro non necessario visto che il collocamento è un provvedimento amministrativo (disciplinato dall’articolo 403 del codice civile) che può essere adottato dalla pubblica autorità (nel caso, dalla polizia) e che non necessita dell’approvazione del tribunale dei Minori.

“Caso Ruby, in arrivo nuovi avvisi di garanzia” di Paolo Colonnello. Qui.
Da cui estraggo:

“Anche se poi, si evince dalla relazioni di servizio, il pm Fiorillo, che «non ricorda esattamente » il contenuto delle varie telefonate che si susseguirono dalle sette di sera alle 2 di notte tra il 27 e il 28 maggio, avrebbe alla fine disposto che Ruby-Karima venisse pure affidata alla consigliere regionale Minetti sulla base, come minimo, di informazioni giunte dalla Questura. Parziali? Non sembra, dato che nella relazione degli agenti è scritto: «Visto che al pm occorreva solo la copia del documento d’identità, si arrivava all’identificazione della ragazza col codice univoco ottenuto mediante fotosegnalamento e la copia del documento d’identità pervenuto dalla struttura di Messina ». E non quindi solo la semplice promessa di un fax che la responsabile della casa di accoglienza di Letojanni, da cui Ruby era fuggita mesi prima, si sarebbe impegnata a spedire il giorno dopo in Questura.”

“Fini, il giorno dello sciacallo” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Lettera al giudice “condannato” a fare l’archivista” di Massimo De Manzoni.
Qui.

Sul caso Ruby. Qui.


Letto 1995 volte.


11 Comments

  1. Commento by Cesare — 1 Novembre 2010 @ 11:48

    Questo quanto scrive oggi un commentatore -Galli della Loggia, Corriere- certo non ostile al centrodestra:

    “Non si tratta dell’avventurosa vita notturna del presidente del Consiglio, della quale egli mostra troppo spesso di sottovalutare i rischi. Fin dall’inizio ci siamo volenterosamente sforzati di dire che in fondo (e sia pure entro certi limiti) tutto questo riguardava la sua vita privata: convinti tra l’altro, come i fatti hanno finora dimostrato, che non sarebbe stato certo agitando tali argomenti che l’opposizione sarebbe mai riuscita ad avere la meglio. Né si tratta della ben nota disinvoltura istituzionale del premier: disinvoltura che spetterà al magistrato appurare se nell’ultima vicenda della ragazza marocchina abbia superato o no il confine della legge.”

    Dunque, cosa dovrebbe difendere, Napolitano? l’ “avventurosa vita notturna”? La “ben nota disinvoltura istituzionale”?  Per favore, Bart.  Sono cose sotto gli occhi di tutti.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Novembre 2010 @ 14:32

    Non mi hai capito, Cesare.

    Come fece con Fini, Napolitano avrebbe dovuto difendere l’attacco alla istituzione capo del Governo.

    Se l’ha fatto per Fini (scandalo Montecarlo) non c’è motivo che non lo faccia per Berlusconi (nel caso di Fini fra l’altro il fumus del reato c’è eccome!, nel caso di Berlusconi no).

  3. Commento by Cesare — 1 Novembre 2010 @ 16:30

    Io trovo veramente paradossale che tu difenda in questo modo questi politici.Il punto e’ che Napoltano ha sbagliato, invitando impropriamente la stampa ad abbassare i toni nel caso di Fini. Ora dovrebbe sbagliare nuovamente difendendo qualcosa di evidentemente indifendibile?  La stampa faccia il mestiere della stampa. Napolitano si occupi del decoro delle istituzioni, che non sono certo le inchieste o i giornali a minacciare.

    Io mi stupisco che tu accetti queste storie giustificando pure Berlusconi come un Ghedini qualsiasi. Riporti l’articolo de Il Giornale con una spiegazione che dovrebbe tranquillizzare, ed invece e’ ancora piu’ penosa:

    «Non ho mai detto che fosse la nipote di Mubarak – garantisce Berlusconi -, era lei che aveva raccontato di essere egiziana e di avere una parentela con Mubarak ».

    Dai verbali della questura risulta che la presidenza del consiglio aveva telefonato facendo presente che la ragazza era nipote di Mubarak; e ora, il presidente del consiglio per tutta spiegazione afferma: l’aveva detto lei, mica io, che fosse parente di Mubarak. Lei chi? La ragazzina cubista amica di Lele Mora.

    Degno di un film di Boldi e De Sica. Capisco che Napolitano non voglia metterci la faccia.

  4. Commento by Cesare — 1 Novembre 2010 @ 17:07

    ps: tra l’altro, non si capisce per quale motivo “essere parente di” dovrebbe garantire un trattamento privilegiato rispetto a quello riservato a qualsiasi minorenne fermato dalla polizia.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Novembre 2010 @ 17:10

    Napolitano non doveva intervenire su Fini, lasciando che la stampa facesse il suo mestiere. Né dovrebbe intervenire ora. Questa è sempre stata la mia posizione. Ossia, Napolitano è da tempo che esorbita dai suoi limiti costituzionali.

    Detto questo, vorrei farti notare che il caso Fini è assai più grave del caso Ruby. Nel caso Fini le menzogne sono acclarate, e dette pure in tv davanti a milioni di telespettatori. Le colpe di Fini sono provate e le menzogne pure. Come sono provate le sue raccomandazioni in Rai.

    Eppure Napolitano c’ha messo la faccia.

    La domanda importante è: Perché non c’è la mette per Berlusconi? Eppure sul caso Ruby la parola di Berlusconi per il momento vale quanto quella di chi afferma che sia stato proprio lui a parlare di parentela con Mubarack. Ma io vado più in là. Ammettiamo che Berlusconi abbia mentito.

    La menzogna di Berlusconi è in un contesto ben differente da quello in cui Fini ha pronunciato le sue bugie. Berlusconi l’avrebbe pronunciata per un fatto di per sé accettabile, quello di far uscire la minorenne da una situazione frustrante.

    Le bugie di Fini sono state rilasciate, invece,  per nascondere una truffa ai danni del suo partito e a vantaggio di un famigliare.
    Sembra infatti che ormai le prove ci siano tutte per arrivare a questa conclusione. E Fini, dunque, è autore di un’operazione che gli stessi pm (indulgenti) avrebbero sanzionato se An fosse stata un’associazione riconosciuta.    

    Non ti fa pensare  il fatto che Fini insista sulle dimissioni di Berlusconi e dimentiche le sue, che sono dovute a maggior ragione e anche perché si era impegnato a darle?

    Non ti dice nulla questo comportamento sfacciato di Fini?

    Devi collegarlo (altrimenti la tua analisi zoppica) all’intervento in suo favore di Napolitano. Intervento che ha negato e sta negando a Berlusconi. C’è un’intesa tra Fini e Napolitano (e non solo tra i due) per abbattere un governo democratico voluto dagli elettori.

    Vedrai da te che questa faccenda di Ruby, nonostante il pressing degli antiberlusconiani, si sgonfierà perché, come ho intitolato altrove, non c’è trippa per gatti.

    Però ha confermato ancora una volta l’intreccio antigovernativo Fini-Napolitano ai fini di un disegno preciso.

    Altrettanta conferma di un assalto dei poteri forti all’attuale governo verrebbe ove  si sgonfiasse con la definitiva archiviazione  l’affaire Montecarlo.  Sarebbe inferto un vulnus alla giustizia e al diritto, come ho scritto nell’ultimo posto pubblicato oggi pomeriggio.

    __________
    La polizia sostiene che non ci sia stato alcun trattamento privilegiato e che tutti i passaggi previsti dalla legge sono stati rispettati:

    “Ruby, la verità sulla telefonata del premier” di Enrico Lagattolla. Qui. Da cui estraggo:

    “Nessun abuso, assicura. Perché di fronte al tentativo di trovare per la giovane marocchina una soluzione che non fosse una notte passata in questura, Ostuni avrebbe aperto uno spiraglio.
    E non perché il premier abbia speso il nome del presidente egiziano Hosni Mubarak. «Non ho mai detto che fosse la nipote di Mubarak – garantisce Berlusconi -, era lei che aveva raccontato di essere egiziana e di avere una parentela con Mubarak ». Ad ogni modo, il capo di gabinetto spiega che «ci vuole una persona che si assuma la responsabilità dell’affido ». E così – nel racconto di Berlusconi – entra in scena Nicole Minetti, ex igienista dentale e ora consigliere regionale del Pdl. «Ho chiamato la Minetti – ricorda il Cavaliere -, le ho spiegato la situazione e le ho chiesto di andare in questura. Lei mi ha risposto che non avrebbe potuto ospitare la ragazza. Le ho detto che era sufficiente che se ne assumesse la responsabilità ».”

    “Una verità, quella di Berlusconi, che arriva nel pieno di uno scontro frontale tra Questura e tribunale per i Minori. Perché sabato sera, dagli uffici dell’ex questore Vincenzo Indolfi, spiegavano che il collocamento della giovane marocchina alla consigliera regionale lombarda Minetti era stato firmato dopo aver ottenuto il consenso del magistrato di turno. Opposta e inconciliabile, invece, la versione del pm Annamaria Fiorillo. Contattata più volte dalla polizia, infatti, non avrebbe dato l’autorizzazione al collocamento. E, anzi, smentirebbe ancora una volta la versione della questura, perché, secondo lei, non si sarebbe mai raggiunto, sul rilascio di Ruby e sulla custodia alla Minetti, alcun accordo. Accordo peraltro non necessario visto che il collocamento è un provvedimento amministrativo (disciplinato dall’articolo 403 del codice civile) che può essere adottato dalla pubblica autorità (nel caso, dalla polizia) e che non necessita dell’approvazione del tribunale dei Minori.”

  6. Commento by Cesare — 1 Novembre 2010 @ 17:41

    Bart,

    scrivi:

    La menzogna di Berlusconi è in un contesto ben differente da quello in cui Fini ha pronunciato le sue bugie. Berlusconi l’avrebbe pronunciata per un fatto di per sé accettabile, quello di far uscire la minorenne da una situazione frustrante.

    Ma di chi stiamo parlando? Del presidente del consiglio? Non e’ poi così’ grave mentire alla polizia? Ma ti rendi conto di quello che sostieni?

    E nel caso, non ti chiedi per quale motivo un presidente del consiglio si esponga al punto da mentire alla polizia per una ragazzina? Veramente io rimango senza parole.

     

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Novembre 2010 @ 18:03

    Per farla breve. Non ti ho mai visto intervenire sulle colpe e sulle bugie di Fini. O mi sbaglio?

    Vedi ,anche tu usi due pesi e due misue. Ti accanisci contro Berlusconi e non ti sei accanito contro Fini.

    Potrei dirlo io che rimango senza parole.
    Tu ti fai vivo ora perché c’è di mezzo Berlusconi, e sullo scandalo Fini hai taciuto, mi pare.
    Le bugie di Berlusconi sono tutte da dimostrare. Ma non mi paiono della stessa gravità di quelle di Fini. Io non le giustifico, se fossero vere; ho solo detto che il contesto era più accettabile. Che significa – ove mi fossi espresso male – più comprensibile. Sul perché Berlusconi sia intervenuto lo capiscono tutti, è una ragazza che ha conosciuto e che ha   frequentato le sue serate. Se c’è stato sesso, la ragazza lo nega, ma anche se ci fosse stato, avendo più di 14 anni, non c’è stato reato.

    Se tu ritieni che siano due casi equipollenti, non ci posso fare nulla. Non lo sono.
    Nonostante che il caso sia stato affidato all’antiberlusconiana Boccassini, non ci sarà trippa per gatti.

    L’avevo scritto io nei giorni scorsi e oggi lo scrive Franco Bechis su Libero:

    “Ma quando c’è così tanto fango in giro e tutti lo analizzano e se ne lamentano, è necessario un potente idrante, l’unico in grado di spazzarlo via in un secondo: il voto. Chi se non i loro potenziali elettori hanno oggi il diritto di giudicare la rilevanza o meno di quei comportamenti pubblici e privati dei due leader politici? Loro – gli elettori – debbono essere i primi giudici.”

    Anch’io sono convinto che tocchi, più che discutere tra di noi, lasciare che il popolo decida e faccia pulizia di tutta la spazzatura. Con il voto, al più presto. Lo chiedo da qualche mese.

  8. Commento by Cesare — 1 Novembre 2010 @ 19:08

    Uso due pesi e due misure perché’ non ho commentato sul tuo blog a proposito del caso Fini? Questa e’ divertente. (tra parentesi, ricordi male. Ho commentato sul tuo blog appena il caso scoppio’, affermando che trovavo che Fini dovesse dimettersi. Vedi tu).

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Novembre 2010 @ 19:45

    Allora ti chiedo scusa.
    Tuttavia avresti dovuto, oggi, distinguere anche l’atteggiamento di Napolitano, che si mosse per Fini e non dice nulla sulla campagna Ruby, di ben minore portata.

    Invece sei intervenuto per giustificare Napolitano, che non mi pare lo meriti.
    Comunque, vediamo come andrà a finire. Ora tutto è in mano alla Boccassini.

  10. Commento by Cesare — 1 Novembre 2010 @ 20:32

    Ho scritto chiaramente che Napolitano non avrebbe dovuto commentare neppure nel caso di Fini. Non giustifico affatto Napolitano. Dal mio punto di vista, dovrebbe intervenire per  deprecare certi comportamenti, non il contrario. La pensiamo all’opposto.

  11. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Novembre 2010 @ 21:20

    Però sta di fatto che Napolitano è intervenuto per dare un sostegno a Fini e non “per deprecare certi comportamenti”.

    Se aveva deciso di intervenire (sbagliando) perché lo ha sostenuto e non ha invece deprecato il comportamento di Fini?

    Tutto non accade per caso, Cesare. La fai  troppo semplice. Questi due si muovono con il fine preciso di rovesciare il governo eletto regolarmente dai cittadini.

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