Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Antonio Martino, ecco un politico di cui mi fido

30 Settembre 2012

Se dovessi fare una eccezione, una sola, alla mia incessante richiesta di tabula rasa dell’attuale classe politica e classe dirigente dello Stato, questa risponderebbe al nome e alla figura di Antonio Martino.
Figlio del grande europeista Gaetano Martino, ne ha ereditato la coerenza e la schiettezza del linguaggio. Fu tra i primi, pur essendogli amico, a criticare la politica di Mario Monti, fatta – ho scritto io – con i piedi al posto della testa.

Antonio Martino sarebbe un ottimo capo del governo, come pure un ottimo capo di Stato, se questi fosse dotato di maggiori poteri. Intorno a lui potrebbero raccogliersi tanti talenti nuovi, giovani soprattutto, che dalla sua esperienza politica trarrebbero molti insegnamenti.
Non è mai stato prosseneta di nessuno, ed ebbe il coraggio di prendere le distanze perfino da Berlusconi prima di tanti altri, quando le sue idee non coincidevano più con il fondatore di Forza Italia.

Perché oggi scrivo questo?
Perché su “Il Tempo”, trovo un suo articolo del 27 scorso in cui auspica non solo l’abolizione totale delle province, ma anche quella di tutte le regioni, divenute ricettacoli di privilegi e di corruzione.

La salvaguardia del rapporto tra i cittadini e le istituzioni è affidata ai soli comuni, da ridurre ad un paio di migliaia. Solo in questo modo i cittadini possono avere il reale controllo del funzionamento di esse. Tutte le altre soluzioni sono e sarebbero lontane dalle effettive possibilità di intervento.
È una tesi che condivido e sottoscrivo.

Scrissi una volta un articolo in cui chiedevo ad Antonio Martino di divenire un protagonista del rinnovamento dello Stato. Egli è persona preparata, seria, trasparente, sulla quale nessun avversario potrebbe trovare una macchia.
Sta consolidandosi in me l’idea di presentarmi in cabina elettorale con l’intenzione di annullare la scheda con una espressione dura di protesta.
Potrei invece votare per lui, se si presentasse a capo di un nuovo movimento intenzionato a cambiare l’Italia. Ho già potuto constatare che non è molliccio come Silvio Berlusconi, e di lui sarei più che sicuro che di fronte agli ostacoli che gli parerebbero innanzi i suoi avversari, egli non retrocederebbe mai, e affronterebbe una sconfitta in battaglia piuttosto che una resa.


Letto 2459 volte.


4 Comments

  1. Commento by nicola — 15 Dicembre 2012 @ 21:31

    quante cazzate in questo articolo

  2. Commento by ludovica — 15 Dicembre 2012 @ 21:34

    ci fai o ci sei. vuoi un posto in via olgettina..

     

  3. Commento by mario — 13 Maggio 2013 @ 00:11

    Sarebbe davvero l’uomo giusto, ma quanti veri liberali ci sono oggi in questo disgraziato paese (punto di domanda)

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Maggio 2013 @ 00:49

    Da molto tempo, mario, si scelgono i trafficoni.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart