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Arrivano i nostri

28 Novembre 2010

Bella faccia di bronzo ha il nostro presidente della Camera quando risponde a Berlusconi (che ha dato del traditore a lui e ai suoi compari) che è Berlusconi il vero traditore.

Voi pensate che sia impossibile che si trucchino le carte in questo modo così scoperto, di fronte ad una opinione pubblica che ha visto bene in questi lunghi mesi le giravolte finiane rispetto agli impegni assunti in campagna elettorale, e ha udito il suo controcanto stonato?

Eppure è questo che ieri ha avuto la spudoratezza di affermare l’illustre giocoliere delle Istituzioni. Lo potete leggere anche qui.

Chi non si è dimesso dopo che l’indagine ha ormai accertato il pastrocchio della casa di Montecarlo ceduta ad An dalla nobildonna Colleoni; chi si è fatto comprare, appena pochi mesi fa, una Bmw da circa 100 mila euro con i soldi di An per andarsene in giro per l’Italia, ha mostrato a tutti noi quale tipo di moralità vorrebbe instaurare nel nostro Paese. E perciò sarà bene che da questa corrotta moralità gli elettori se ne stiano alla larga.

Chi, ricoprendo la carica di presidente della Camera, chiede in piazza le dimissioni del premier e raccoglie nelle sue mani le dimissioni di componenti finiani del governo, ha mostrato quanto ha in spregio le Istituzioni, che solo a parole vuol far credere di rispettare.

Chi, come presidente della Camera, dà ordine ai suoi scherani di ostacolare l’azione di governo votando insieme con l’opposizione e poi accusa lo stesso governo di non fare nulla, ha mostrato agli italiani di quale corruzione si sta impolpando la politica.

Ma queste schifezze, che fanno venire il voltastomaco, e indurrebbero alla rivolta contro uomini simili, non sono bastate.

Ora Fini si permette di dire, senza alcuna vergogna, che a tradire gli elettori è Berlusconi, il quale, al contrario del voltagabbana più indigesto che la democrazia abbia mai partorito, sta realizzando, pur con le frenate imposte dai finiani, i cinque punti per i quali ha ottenuto una larga fiducia il 29 settembre scorso.

La frase sibillina pronunciata ieri davanti ai cronisti, e di cui ho già scritto, lascia intendere che Fini ha le spalle coperte da forze che tramano per mandare in malora la democrazia del nostro Paese, e farne un cumulo di macerie.

Il danno che ne conseguirebbe, ovviamente, non riguarderebbe né lui né i suoi mandanti, i quali, aspirando a salire al potere in tutti i modi, sanno bene che potranno poi sfruttarlo a loro profitto.

Il danno ricadrebbe per intero sulle spalle dei cittadini, dei più deboli soprattutto, giacché gli egoismi che si innesterebbero non lascerebbero che poche briciole a chi il potere non ce l’ha.

La massima andreottiana (“il potere logora chi non ce l’ha”) ha avuto tanto mai successo che il Pd l’ha fatta propria, convincendosi che un’azione congiunta tra sinistra e poteri forti, potrebbe produrre, se non proprio una dittatura, un regime di lunga durata e di lungo e cospicuo sfruttamento dei cittadini e, in particolare, delle classi più deboli.

Ancora oggi si vanno denunciando i guai del nostro Paese, che ci sono – nessuno lo nega -, facendo intendere che questi non ci sarebbero stati, se al governo gli elettori avessero mandato l’attuale opposizione.
Dimenticando che le ricette che avevano a disposizione (indicavano come Nazione da imitare la Spagna) ci avrebbero ridotti sul lastrico.

È bene che i lavoratori e i sindacati riflettano su questo e si rimbocchino le maniche, non solo loro, ma tutti (partiti compresi) per dare una mano onde uscire dalla crisi. Non servono governi di emergenza e pasticci da compromesso storico. Basterebbe ammettere che questo governo ha tenuto dritta la barra ed ha evitato il tracollo, ancora possibile se si continuasse a mettere i bastoni tra le ruote.

Sembra che ai finiani e all’opposizione, invece, vada bene il tanto peggio tanto meglio. Alla faccia dei cittadini.
Come vedete, infatti, non essendo bastata tutta l’artiglieria e non essendo bastate tutte le corazzate che stanno sparando fuoco a volontà, ora si cerca di far cadere aziende nevralgiche del nostro Paese, per creare un caos economico e occupazionale che metta in difficoltà   il governo. Vogliono avere sempre più tetti su cui salire per la protesta. Non bastano quelli che già sono a disposizione.

C’è una tale sfrontatezza e c’è uno spregiudicato cinismo in tutto ciò, che i cittadini dovrebbero domandarsi se una classe siffatta, pronta, pur di arraffare il potere, a mandare in cenere una Nazione, sia degna di governarci.

Mai come in questi mesi le trame sotterranee stanno venendo alla luce, costrettevi dalla resistenza di Silvio Berlusconi. Non se l’aspettavano. Quante volte lo hanno creduto alle corde. Anche ora. Ma Berlusconi, con loro sorpresa, sta ribaltando il risultato che era stato previsto al botteghino. Sono tutti spiazzati e ridotti nella condizione orripilante di non sapersi più controllare. Sono truppe allo sbando. Pericolose, proprio perché non hanno più nulla da perdere. L’azione di governo viene bloccata, anche se va nella giusta direzione – come la riforma dell’università – allo scopo unicamente di sfregiarne l’immagine.

Ma, se dio vuole, il 14 dicembre è vicino. Il fortino sta resistendo molto bene – lode ai valorosi – e già si sentono in lontananza squillare le trombe degli Arrivano i nostri: gli elettori.


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4 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 28 Novembre 2010 @ 13:22

    Considero avvilente il tentativo di Fini di addossare a Berlusconi la colpa di aver tradito la missione del Popolo della Libertà.

    I numeri della scissione sono impietosi (36 deputati su 271 e 10 senatori su 144) e sanciscono senza ombra di dubbio chi sia l’unico depositario del marchio di traditore.

    E tradire il partito vuol dire tradire l’elettore che esprime la propria volontà attraverso il suo voto al partito.  

    L’iniziativa di Fini, volta a sfruttare il suo potere di interdizione nelle istituzioni, ha dato la stura ad analoghe fratture, sia a livello centrale che locale, che destabilizzano il paese e impongono una seria riflessione sul ruolo dei partiti e sulla loro capacità di rappresentare la volontà politica dei cittadini.

    Anche la scelta di Montezemolo di formare una lista civica nazionale contribuisce ad indebolire la funzione dei partiti e ad alimentare il caos.

    Nel nostro paese i partiti hanno sempre evitato lo status di persona giuridica,  preferendo la veste di associazione non riconosciuta che, come noto, è assai meno soggetta a controlli  sulla democraticità interna, sui programmi e sui bilanci.

    Ma la nostra carta costituzionale impone regole che hanno come presupposto la partecipazione democratica dei cittadini attraverso i partiti e se questi non sono  in grado di assolvere alla loro fondamentale  funzione occorre definire nuove regole che impongano una più severa  disciplina delle nuove forme di rappresentanza.

         

  2. Commento by giuliomozzi — 29 Novembre 2010 @ 10:28

    Bart, scrivi: “…l’indagine ha ormai accertato il pastrocchio della casa di Montecarlo ceduta ad An dalla nobildonna Colleoni”.

    La conclusione delle indagini è che non c’è nulla su cui indagare a carico di mr. Fini. Giusto?

    Mario, scrivi: “E tradire il partito vuol dire tradire l’elettore che esprime la propria volontà attraverso il suo voto al partito”. Questa frase certifica il cambiamento avvenuto dal “procellum” in poi: il cittadino non vota più per le persone, ma vota solo per il partito.

    Siamo dunque in piena partitocrazia.

    Sarebbe questa la “rivoluzione liberale”?

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 29 Novembre 2010 @ 11:39

    No, Giulio, il pm ha riconosciuto che c’è stata la svendita e che questa può essere discussa in sede civile.

    Poi: il gip, se non sono male informato, non ha ancora deciso se accogliere la richiesta di archiviazione, alla quale gli attori della denuncia si sono opposti ai primi di novembre.

  4. Commento by Mario Di Monaco — 29 Novembre 2010 @ 18:55

    @Giulio
    La sovranità popolare costituisce un valore fondamentale che deve essere tutelato.

    Con la nuova legge elettorale il cittadino ha finalmente la possibilità di decidere il programma di governo ed il leader che lo deve attuare.

    E lo fa scegliendo di votare per la coalizione di partiti  che gli ispira maggiore fiducia.

    Questa, a mio avviso, più che la possibilità di indicare la preferenza per una singola persona, è la vera svolta che ha consentito al cittadino di far valere la sua principale prerogativa.

    Se si è scelto la coalizione di partiti  come strumento per consentire ai cittadini di decidere, occorre che chi viene eletto in quei partiti rispetti il mandato elettorale.

    L’esercizio della rappresentanza della volontà popolare è una funzione pubblica di enorme rilievo  che dovrebbe essere regolata con norme più severe, che prevedano pesanti sanzioni per il parlamentare che viola il patto elettorale. In questo senso, dovrà essere rivista l’espressione “senza vincolo di mandato” contenuta nell’art. 67 della Costituzione il cui abuso, come ha ben detto Bart, ha trasformato il Parlamento in un mercato della vacche.

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Bart