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Attento Berlusconi, guai a lasciare una battaglia a metà

1 Agosto 2010

Si perde la guerra.
Contrariamente a quanto pensano Giuliano Ferrara, e altri commentatori piuttosto mollicci, Berlusconi ha fatto bene a liberarsi di Fini e a cacciarlo dal Pdl. È una mossa che doveva essere fatta per liberarsi di una vipera in seno al partito. Non deve avere ripensamenti.

Ma l’operazione non consisteva solo in questo. L’operazione consiste nel giungere alla neutralizzazione dell’avversario.

Scrivo queste cose perché leggo: “Di Gianfranco Fini invece non parla, si limita a dire che «farà il presidente della Camera » e non si riesce a fargli aggiungere una parola in più.”

Mi vengono le vertigini a pensare che Berlusconi possa aver detto quelle parole: «farà il presidente della Camera ».
Allora davvero è circondato da consiglieri ottusi! Se Fini continuerà a fare il presidente della Camera, tutto resterà come prima. Berlusconi non capisce che è proprio quella carica a dargli il potere che ha e ad assicurargli l’attenzione non solo dei media.
Lasciare il veleno in mano all’avversario significa doversi sempre guardare le spalle e logorarsi nell’attesa di un morso letale.

Si è domandato Berlusconi perché i giornali di sinistra e l’opposizione hanno alzato una scandalosa cortina di silenzio sull’inchiesta aperta da Il Giornale e da Libero a riguardo della casa di Montecarlo, in affitto al cognato Giancarlo Turriani?

Eppure in questa inchiesta ci sono elementi che devono essere chiariti dallo stesso Fini, che invece tace. Tace perché è sicuro della protezione a lui assicurata dai media e dai partiti dell’opposizione.

E perché i media e i partiti dell’opposizione hanno assicurato protezione e silenzio intorno alla vicenda?
Non ci vuole molto a capirlo, e se i consiglieri di Berlusconi mostrano di essere così tardoni, è meglio che vadano, come scrissi, a rifugiarsi dietro le sottane delle rispettive mogli. In politica ci vogliono l’astuzia e l’arte di Machiavelli. Se non le si hanno, guai a spremerci le meningi. Si fanno solo danni.

I media e i partiti dell’opposizione proteggono Fini e tacciono sull’inchiesta relativa alla casa di Montecarlo, perché sanno che, approfondendo, c’è il rischio di trovarsi un Fini colpevole di aver violato le leggi dello Stato italiano, direttamente o indirettamente, per fatti che lo hanno visto presidente di An e presidente, nel tempo in cui i fatti sono accaduti, della Camera.

E se venisse fuori tutto questo? Fini dovrebbe dimettersi. E i media e l’opposizione avrebbe ben poco da difendere. E se Fini si dimette? Esce di scena il più forte oppositore di Berlusconi.
Mica sono scemi, dunque, e non ci pensano affatto a cavalcare l’inchiesta de Il Giornale  e di Libero! Sono essi, perciò, ad indicare indirettamente al Pdl l’obiettivo che temono, il punto debole dello schieramento antiberlusconiano.

Fini senza la presidenza della Camera è una vipera a cui è stato tolto il veleno. Caduto Fini dallo scranno di Montecitorio, cominciano il suo declino e il suo disfacimento.
Restando in sella, invece, egli ha ancora a disposizione il veleno della vipera, e l’importanza della carica è in grado di coagulare intorno alla sua azione antiberlusconiana attenzione e consensi.

L’opposizione, dunque, sta giocando bene la sua partita, e se Fini è ancora in sella, lo deve alla sua interessata protezione.
Ma Berlusconi può superare la barriera di protezione dei media e dell’opposizione con l’azione politica. E l’azione politica consiste nel puntare direttamente alle dimissioni del presidente della Camera.

Come? Intanto chiedendo che sia fatta luce sui lati oscuri della inchiesta sulla casa di Montecarlo, e poi agendo in Aula con iniziative continue tese a disconoscere l’autorità del presidente della Camera, richiamando il precedente, non di Pertini, ma di Merzagora, del 1967, che fu del tutto simile nelle cause a ciò che è accaduto in questi giorni.

Il conflitto tra la presidenza della Camera e il partito di maggioranza relativa, magari corroborato anche dalla Lega Nord, non potrà che avere l’esito delle dimissioni di Fini. Merzagora ebbe a cuore le Istituzioni e, quando si affacciò il rischio del conflitto con la maggioranza che lo aveva eletto, si dimise. Le dimissioni furono accettate.
Questo precedente non può non pesare sulle eventuali resistenze di Fini, e fiaccarle.

Non sarà una battaglia semplice, ma è una battaglia necessaria. Fini sarà messo con le spalle al muro e dovrà lasciare. Si vendicherà facendo votare i fuoriusciti contro il governo? Che votino pure contro. Quando si inizia la guerra bisogna mettere in conto anche che il governo vada in minoranza. E allora? E allora si va alle elezioni anticipate. Non ci sono possibilità di governi tecnici. Non si illudano. Se Napolitano prendesse una decisione simile, il Pdl e la Lega Nord dovrebbero fargli capire per tempo che il Parlamento   sarà paralizzato da un’azione politica che rivendicherà il diritto che a guidare il Paese ci sia il governo scelto dagli elettori e non dal Palazzo. Napolitano si troverebbe di fronte ad una situazione paralizzante ancora più grave di quella tesa a far dimettere Fini.

Inizi, dunque, senza paura, anzi con determinazione, la seconda fase della guerra a Fini: le sue dimissioni dalla presidenza della Camera.

Fini, come uomo politico sarà finito, e così coloro che avranno deciso di seguirlo, giacché altri, vedrete, lo abbandoneranno, non essendo interessati a far cadere il governo.

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6 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 1 Agosto 2010 @ 11:40

    Confermo il mio pensiero espresso nel commento al tuo precedente articolo riguardo al progetto dei gattopardi e agli ordini di battaglia che Fini impartirà al  genio guastatori.
    Se Berlusconi vorrà evitare la bollitura a fuoco lento, dovrà procedere senza esitazioni nella realizzazione delle annunciate riforme, facendo affidamento sull’alleanza di Bossi.
    Nel caso dovessero verificarsi difficoltà alla Camera e con una maggioranza che  ancora appoggia  il governo al Senato, il Presidente della Repubblica non potrebbe far altro che indire le elezioni.
    A questo punto, saranno i cittadini a decidere.

  2. Commento by Carlo Capone — 1 Agosto 2010 @ 12:59

    Questo Governo deve restare in piedi nell’interesse del Paese. Entro primavera ci sono 2 scadenze cruciali: il federalismo e soprattutto il rinnovo di 100 miliardi di titoli di Stato. Un governo impegnato in una campagna elettorale incerta e all’ultimo sangue come farebbe ad arginare le inevitabili manovre speculative al ribasso dei mercati? non abbiamo fatto la fine della Grecia quest’anno e la vogliamo fare quello prossimo?

     

    Stiano attenti, Lega e Pdl, in ballo ci sono gli interessi dei cittadini, tutti, belli e brutti, il futuro di una generazione di giovani, le pensioni, i salari, il risparmio di una Nazione. Stavolta non si scherza.

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Agosto 2010 @ 13:30

    Se Berlusconi farà dimettere Fini (l’esempio del caso Merzagora è stringente e non si può scansare), non ci sarà nessuna crisi di governo. Molti dei finiani lo lasceranno. Molti hanno posto una condizione, come avrai letto, prima di passare con Fini: che non cada il governo.
    E’ per questo che Fini ha dichiarato la lealtà al governo, altrimenti lo avrebbero mollato subito.

    Fini deve lasciare la carica proprio per il bene della governabilità, ossia del Paese. Ne sono più che convinto. Potrà tornare a fare il capo di un partito (quale?). Nessuno glielo nega. Ma non può più essere il presidente della Camera.
    Su questo obiettivo il Pdl non deve cedere.

  4. Commento by giuliomozzi — 1 Agosto 2010 @ 16:40

    Bart, sospetto che tu sia l’unico italiano a pensare che l’attuale opposizione stia “giocando bene la sua partita”.

    La mia impressione è che l’attuale opposizione non sappia, da qualche anno, che pesci pigliare. Ha perfino cercato di strumentalizzare Fini e i finiani, ricevendo delle risposte che erano pesci in faccia. (Vedi la grottesca proposta del Pd di un paio di settimane fa: noi votiamo i vostri emendamenti e voi votate i nostri emendamenti…).

    Questa persona che tu non esiti a chiamare “vipera” ha continuamente sostenuto, nell’aula parlamentare, l’attuale governo. Questa persona, e quelli che si riconoscono in lui, hanno sempre votato secondo l’ordine di scuderia.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Agosto 2010 @ 17:21

    Il mio riferimento è all’inchiesta sulla casa di Montecarlo. Qui stanno giocando bene. Fino a quando? Vedremo.

    Come pure vedremo che cosa succederà nei prossimi giorni, forse proprio a partire da domani.

  6. Commento by Ambra Biagioni — 1 Agosto 2010 @ 21:18

    Comunque voti o faccia votare sarà solo per un calcolo di convenienza personale.

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