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Belpietro e Feltri

9 Gennaio 2011

A Belpietro va il merito di aver portato il quotidiano Libero all’attenzione dei cittadini. Con la sua direzione esso ha acquistato visibilità. Più di quanto era accaduto con la direzione di Vittorio Feltri, che pure l’aveva fondato, quando abbandonò per la prima volta il Giornale.
Non so che fine avrebbe fatto la notorietà di Feltri se Paolo Berlusconi non lo avesse richiamato a dirigere di nuovo il quotidiano di famiglia.

Belpietro si è mostrato giornalista roccioso, anche di successo televisivo, invitato dai maggiori talk show e conduttore di un breve programma di interviste su Canale 5.

Non so se la direzione bicipite piombata su Libero possa reggere a lungo di fronte alle peripezie feltriane. Ieri Feltri ha confermato di essere berlusconiano, nonostante che,   quando è necessario, si senta libero di criticare il premier. Non lo avevamo mai messo in discussione. Oggi una più lunga intervista a Feltri curata da Maurizio Belpietro insiste su questo tema. Speriamo che sia così. Nutro qualche dubbio, però, e resta in me intatta l’impressione che ho espressa ieri. Credo che Sallusti, che fino a qualche settimana fa ha lavorato fianco a fianco con Feltri, ne abbia intuito le mosse future.

In ogni caso, tornando alla nuova coppia di Libero, credo che mettere insieme due autorevoli giornalisti non sia stato un progetto eccellente, né credo che Belpietro possa patire una probabilissima influenza di Feltri.
Le due figure sono destinate a confliggere e forse a deflagrare.
Peccato.

Già le prime avvisaglie di un conflitto concorrenziale tra il Giornale e Libero, una volta passato Feltri a quest’ultimo, avevano preoccupato gli elettori di centrodestra. C’era proprio bisogno di una guerra tra i pochi giornali che rappresentano quest’area? A chi è venuta la balzana idea?

Ora, a maggior scherno, si aggiungerà la differenza di linea che, secondo me, esiste tra Feltri e Belpietro, se è vero quanto ho scritto ieri, ossia che Feltri sta abbandonando il governo per andarsi a sistemare in un altrove non ancora ben definito, ma in odore di forte sospetto. Ossia l’area leghista che oggi appare la più solida e la più preparata a sopportare ogni tipo di burrasca   che precipiterà sul governo.

Vedremo quanto Belpietro saprà resistere alla forte personalità di Feltri che fino ad oggi ha fatto il bello e il cattivo tempo nella buriana politica a cui da tempo il Paese è abbandonato.
Che la Provvidenza ci aiuti.

P.S. La guerra che temevo tra i due quotidiani di centrodestra Libero e il Giornale è cominciata con fuochi d’artificio niente male (qui e qui). Non è un buon segno. Ci si fa male da soli.

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“La retromarcia di Libero. Depurate le frasi di Feltri sull’attacco a Berlusconi” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Mazzate dal quotidiano del Fli” di Paolo Bracalini. Qui.

Il video sull’intervento di Feltri a Cortina. Qui.

“Napolitano citi Gramsci sull’Unità d’Italia” di Ruggero Guarini. Qui.

“Quando lo bollavano così: fascista” di Mario Sechi. Qui.


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