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Berlusconi, basta con Fini

13 Maggio 2010

Ma chi si crede di essere Fini? Si porta dietro una fama immeritata di politico abile, ma tutti i passi avanti che è riuscito a fare, perfino quello di Fiuggi, li deve allo sdoganamento di Berlusconi. Altrimenti oggi, anziché a presiedere un ramo del parlamento, si troverebbe ancora fuori dall’arco costituzionale e forse sarebbe finito a  fare le pulizie nell’Aula che ora con tanta presunzione presiede.

È ormai evidente che appartiene alla schiera dei brontosauri. L’Italia che vuole Fini non è la stessa che vuole la maggioranza degli italiani.

L’ho già scritto più di una volta: Berlusconi non si fidi di lui, far pace con Fini significa covarsi una serpe in casa. Va preso di petto, invece, come succede nella vita animale, dove ci si prende a testate e chi perde si mette la coda tra le gambe ed esce di scena. Con Fini bisogna fare così.

Berlusconi non deve dargli alcuna occasione. L’aver mandato un emissario si è rivelato un errore. Non merita la mano tesa. Fini ha alzato la testa. Merita invece solo la coda tra le gambe, e Berlusconi è in grado di spiaccicargliela.

Il punto debole di Fini è infatti proprio la sua carica istituzionale. È il peggior presidente della Camera che la Repubblica abbia mai avuto. Non è sopra le parti, ma è di parte. Pessimo esempio, come lo fu Scalfaro da presidente della Repubblica. Fanno coppia ormai e saranno ricordati dagli storici come due personaggi mediocri e incapaci di assolvere super partes la loro missione.

Berlusconi deve lasciare che Fini insista nel suo ruolo di capo corrente, finché schiatterà la sua contraddizione. Deve presentare le riforme, una dietro l’altra, senza esitazioni e senza temporeggiare. La maggioranza ce l’ha. Vedremo cosa farà Fini alla prova dei fatti. La gente vuole che le riforme siano presentate e discusse per diventare legge dello Stato. Napolitano non potrà tollerare a lungo questa infedeltà di Fini alle regole. E nemmeno l’opposizione. Fini sta costituendo un precedente assai grave perché si chiuda un occhio per ancora troppo tempo.

Fini vada pure coi suoi quattro gatti a unirsi alla schiera di coloro che hanno trovato la formula falsa e ipocrita della salute pubblica per infettare di malanni l’Italia.

Nessuno crederà alle loro fanfaluche. Non sanno che cosa è la realtà. Non hanno mai lavorato; hanno solo fatto chiacchiere.

Ciascuno di questi brontosauri, se messi al governo, se la farebbero sotto. Figuriamoci oggi con i complessi problemi che ci sono da sciogliere, italiani e europei.

Barroso ieri è tornato a lodare Berlusconi e il nostro governo per l’apporto determinante dato all’Europa.

Ci pensate Fini, che quando parla è solo gonfio di se stesso, trovarsi oggi in Europa al posto di Berlusconi? Ce lo avrebbero rispedito indietro con un cartello: Prego, provate con un altro.

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“Caro Cav, non badi ai nemici: è il suo momento d’oro” di Giancarlo Perna. Qui.


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7 Comments

  1. Commento by Marzio Messora — 13 Maggio 2010 @ 07:46

    Musica per le mie orecchie  i suoi articoli. Ne approfitto per levarmi una spina. Ricordo perfettamente i “distinguo” che fece Fini assieme a casini e che causarono i 18 mesi Prodi. (tutti i nomi scritti maiuscolo per rispetto del blog e non certo per loro). Non ho mai “digerito” la ricompensa che Fini ha ricevuto per aver solo “rotto meno le balle” rispetto a Casini. Tra l’altro, politicamente vale ancor meno  rispetto al secondo, il quale  avrebbe fatto certamente meglio alla camera (conciglierebbe il sonno). Mah, sembra di rivedere Don Camillo fatto monsignore pur di levarselo (perchè non voglio pensare al mercificatoio) ma questo manco vuole acorgersene. Io non faccio politica e non me ne intendo, ma se questo è il metodo di chi fà politica da tutta la vita, pensando al dopo Berlusconi… che faccio, le valige?
    Saluti e complimenti per  gli articoli.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Maggio 2010 @ 09:33

    Grazie, Marzio. Incapacità e ambizione smodata sono i vizi di Fini. Spero che Berlusconi sappia liberarsene.

  3. Commento by Mario — 13 Maggio 2010 @ 10:48

    La rapidità con cui i governi della Grecia e della Spagna hanno potuto assumere i   drastici provvedimenti di questi giorni e la tempestiva conclusione della trattativa dei partiti inglesi per la formazione del nuovo governo di coalizione dovrebbero far riflettere sullo stato di grave arretratezza della politica e delle istituzioni del nostro paese.

    Dopo le doverose iniziative assunte dai due principali paesi europei oggetto delle recenti manovre speculative, è ragionevole attendersi che il prossimo bersaglio potrebbe essere l’Italia, specialmente se il nostro governo si dimostrerà incapace di realizzare il proprio programma.

    Un programma che prevede, oltre ai necessari provvedimenti volti a contemperare la ripresa dello sviluppo industriale con gli equilibri di bilancio, un riassetto istituzionale e burocratico al passo con i tempi, che, a mio avviso, è anche la condizione indispensabile per la buona riuscita di qualsiasi manovra economica.

    Il buon senso vorrebbe che, in un momento così delicato, tutte le forze politiche, mettessero da parte gli interessi di bottega e trovassero un’intesa  per accelerare i tempi delle riforme. Pensate ad esempio quanto gioverebbe al paese la riduzione del numero ed eventualmente dell’eccesivo compenso dei parlamentari, oppure l’abolizione delle province inutili, un iter legislativo più rapido, una giustizia più efficiente, e via dicendo.

    Ma in Italia ci sono troppi potentati e caste che, per difendere i propri privilegi, approfittano di qualsiasi pretesto, iniziative giudiziarie o i dispetti di un Fini qualsiasi che sia, per imporre uno stop all’azione del governo. Credo che anche tra la povera gente ci si cominci a rendere conto di questo inganno.

    Berlusconi non deve più indugiare e dimostrare di avere ancora quel coraggio di rischiare che gli elettori hanno apprezzato nei primi anni della sua discesa in campo.

  4. Commento by Ambra Biagioni — 13 Maggio 2010 @ 11:52

    Da Libero di oggi

  5. Commento by Ambra Biagioni — 13 Maggio 2010 @ 12:56

    Quali poteri ha Berlusconi ? Mai come in questo momento comprendo il significato del proverbio che dice “una noce sola in un sacco non fa rumore”.

    Mi ammonì con tal proverbio il professore di Filosofia per rintuzzare le mie idee sui doveri della Scuola ed io risposi: mi toglierò dal sacco, mi pianterò nella terra e, prima o poi, darò i miei frutti. Bastava allora per me, ma non basta oggi per Berlusconi, il quale tuttavia si è già attecchito come pianta da frutto e frutterà anche se lontano nel tempo.

    Noi, però, pretendiamo da lui dei frutti   immediati. E’ giusto ? E’ fattibile ? E’ certamente auspicabile, ma dove sono i giardinieri che possano aiutare il miracolo ? Purtroppo siamo invasi da insetti infestanti e distruttori, quali rimedi si dovranno attuare e chi li attuerà ?

  6. Commento by Mario — 13 Maggio 2010 @ 14:57

    E’ importante intanto impegnarci ad aprire gli occhi ai cittadini  ed a far loro  capire   che il cambiamento promosso da Berlusconi avvantaggerà soprattutto le classi più deboli e le nuove generazioni.
    L’esempio proposto poco fa  da Bartolomeo sull’automobile vecchia che spreca    benzina, rende bene l’idea della sorte dei tanti sacrifici chiesti ai lavoratori ed alla povera gente in mancanza di un rinnovamento della macchina statale.

  7. Commento by Ambra Biagioni — 13 Maggio 2010 @ 22:06

    Dal Foglio

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Bart