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Che cosa non mi piace di Saviano

12 Maggio 2010

Tra Sabina Guzzanti e Roberto Saviano c’è un abisso. Il recente lavoro della Guzzanti spedito a Cannes non è affatto una satira, se è vero quel che leggo che ridicolizza il lavoro di tanti volontari della Protezione civile, falsificando la realtà. Gli abruzzesi stessi, nelle recenti elezioni regionali, hanno mandato a casa il centrosinistra e premiato il centrodestra. Qualcosa vorrà pur dire. Ma la Guzzanti è tanto mai presa dalla foia di bistrattare l’attuale governo, che farebbe questo e altro. Del resto in Italia ci siamo abituati. Tanti nostrani dell’opposizione hanno pagato fior di quattrini per far pubblicare da giornali stranieri paginate di calunnie sul nostro Paese.

Il lavoro di Roberto Saviano è serio, fatto con passione e, vorrei aggiungere, con fede. Lo seguivo quando scriveva anche in internet su Nazione Indiana e ho sempre apprezzato la sua onestà e il suo coraggio. Ora è diventato famoso, ma credo che sia ancora l’uomo di quei giorni. Accusare il suo lavoro, in particolare Gomorra, è sbagliato.

Saviano non l’ha scritto per denigrare l’Italia, ma per sezionare e mostrare a tutti una piaga secolare che condiziona fortemente il nostro Paese. Che abbia colpito nel segno, lo dimostra il fatto che vive isolato e sotto scorta, cambiando spesso la propria abitazione perché la mafia lo ha condannato a morte. Sta pagando caro il suo coraggio. È un uomo solo.

È anche vero che non è l’unico ad aver denunciato con il proprio lavoro la mafia. Ci sono altri scrittori che operano con coraggio. Mi viene in mente il libro “Napoli criminale di Bruno De Stefano.
Ma Saviano probabilmente ha toccato qualche nervo scoperto.

Ciò che però non mi piace di lui, è che qualcuno cerca di sfruttare la sua immagine e lui ci sta. Non si rende conto di essere diventato uno strumento in mano ad altri. Lui sa bene che oggi abbiamo in Italia un governo che combatte la mafia come non è mai accaduto dall’inizio della nostra storia repubblicana. Dovrebbe esserne contento. I risultati sono esaltanti. Dovrebbe affiancare questo lavoro. Sa bene che sarà molto difficile in futuro trovare un altro presidente del consiglio e un altro governo tanto determinati ed efficaci.

E invece che fa? Sotto tutela, ad esempio del quotidiano Repubblica,  non manca l’occasione per criticarlo. Si badi non sotto il profilo della lotta alla mafia (perché sa che non può farlo) ma sottolineando altri temi, come ad esempio, il più clamoroso, quello della minaccia in Italia alla libertà di stampa. Qualcuno comanda, sfrutta la sua icona, e Saviano obbedisce, non ragionando, ma eseguendo. Apre le sue ormai celebri sottoscrizioni, adunando attorno a sé i soliti firmaioli che non aspettano altro.

Mi sono domandato come mai Saviano sia caduto nella rete. Come mai non si renda conto che in Italia tutto ci manca meno che la libertà in tutte le sue espressioni, sia di stampa che di pensiero.

Possibile che non sappia, lui che ha sezionato la mafia, che ci sono intellettuali che lavorano, sfruttando la loro fama, per fare politica contro il nostro governo inventandosele di tutte?
Non posso credere che il Saviano che ho conosciuto non sia più in grado di discernere il vero dal falso.

Se ancora gli sta a cuore la lotta alla mafia, come credo, non stia al guinzaglio di altri che hanno scopi differenti dal suo. Dia una mano a questo governo, ha una grande occasione che chi sa quando si ripresenterà.  Non se la lasci sfuggire.

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“Con chi sta Saviano. L’ultima gara di un’Italia trasversale” di Jacopo Iacoboni. Qui.


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6 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 12 Maggio 2010 @ 11:36

    Saviano, come la Guzzanti e molti altri, non è altro che uno dei tanti strumenti utilizzati da coloro che con ogni mezzo vogliono screditare e vanificare il lavoro di un governo impegnato con la difficile sfida del cambiamento.

    L’immagine di Berlusconi “uomo del fare” si sta purtroppo sbiadendo e su di essa appaiono sempre più evidenti i segni deteriori del politico di oggi.

    L’età, il contagio con il mondo infetto della politica, lo strapotere del degrado e della corruzione, i continui attacchi di uomini immagine come appunto Saviano e la Guzzanti, stanno fiaccando le energie di una persona che credevamo incrollabile.

    Il piglio dei primi anni della sua discesa in campo è sparito, e comincio a nutrire qualche dubbio sulla sua capacità di concludere con determinazione e successo  la fase transitoria verso un più efficiente assetto organizzativo del nostro paese.
    Noto con dispiacere e preoccupazione che, negli ultimi tempi, si lascia sempre più spesso sopraffare dalle lunghe ed inconcludenti discussioni della vecchia politica senza avere più la forza di contrapporre quel coraggio di mettersi in gioco che gli aveva fatto conquistare il consenso e l’appoggio della maggioranza dei cittadini.

  2. Commento by Ambra Biagioni — 12 Maggio 2010 @ 13:26

    Su e di Saviano nei commenti del Legno

  3. Commento by Ambra Biagioni — 12 Maggio 2010 @ 13:33

    Mario, prima di rilevare come Berlusconi sembri non essere più agguerrito al pari dei primi tempi, fermati a considerare quanto il quadro politico sia cambiato e, di conseguenza, quali debbano essere le azioni da compiere secondo una scala di priorità; certamente sembrano meno incisive quelle della politica interna, ma i veri problemi oggi toccano di più la politica estera e non mi pare proprio che il nostro Presidente si lasci bagnare il naso da qualcuno.

  4. Commento by Mario — 12 Maggio 2010 @ 14:55

    Concordo  sull’importanza della crisi  europea e del ruolo svolto da Berlusconi per conciliare ed indirizzare le decisioni dei leader dei vari paesi.
    Come avrai certamente notato dai miei frequenti interventi, quello che a me sta più a cuore è la realizzazione di uno Stato efficiente, in cui la politica deve riappropriarsi della sua fondamentale  prerogativa di guida del paese,  per poter offrire ai nostri figli una prospettiva di vita  migliore.
    Confido ancora nella  tenacia del Berlusconi  dei primi tempi,  ma  le sue esitazioni sulle riforme mi  suscitano qualche perplessità.  

  5. Commento by Ambra Biagioni — 12 Maggio 2010 @ 22:16

    Vedi Mario, quando si devono presentare in Parlamento i disegni di legge per riforme così sostanziali e profonde, bisogna aver almeno la cautela di difenderli da probabili attacchi disfattistici che li renderebbero quasi destituiti di valore.

    Fini, solo poche ore fa, ha dimostrato la volontà di ostacolare l’opera del Premier, è chiaro dunque come questo atteggiamento debba essere tenuto in serio conto da parte del Governo tutto ed anche degli uomini di punta del PdL.

    Bisogna non dimenticare mai che noi sappiamo fin lì, ma a Roma sanno fin là.

  6. Commento by Mario — 13 Maggio 2010 @ 12:34

    La novità della discesa in campo di Berlusconi è rappresentata proprio dal suo diverso modo di fare politica, caratterizzato da intraprendenza e comportamenti chiari e trasparenti, che gli hanno consentito fin qui di rispettare gli impegni e che sono stati compresi ed apprezzati dai suoi elettori.

    Negli ultimi tempi si sta facendo sempre più intrappolare dalle manfrine della vecchia politica che è fatta di esperti volponi che vogliono toglierlo di mezzo.

    Nel mio intervento di oggi sul pezzo “Berlusconi, basta con Fini”  ho svolto  una più ampia argomentazione del mio giudizio sull’azione di governo.

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