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Berlusconi, cambia il motore all’Italia

4 Giugno 2010

Ormai coloro che ostacolano l’azione del governo sono ubriachi di antiberlusconismo a tal punto che non riescono più a pensare.

Già ieri l’altro scambiavano la festa della Repubblica per la festa della Costituzione. Per lasciare passare un messaggio sbagliato: ossia: non si può cambiare il motore della macchina.  Il loro ragionamento è pressappoco questo: La Costituzione, che è il motore della Repubblica, deve invecchiare, come si fa con il vino. Suppongono che il vino invecchiando migliori, mentre, ahimè, quando è passato troppo tempo va in aceto.

Competere con le democrazie significa avere sempre il motore dello Stato ben lubrificato e al passo con le esigenze del tempo.

Non credo che vi sia nell’Europa progredita uno Stato che faccia acqua da tutte le parti come il nostro, dove il governo è tenuto impastoiato da lacci e lacciuoli che niente hanno a che vedere con la democrazia, bensì con una ragnatela di contorte ambiguità, per cui c’è sempre qualcuno che può rallentarne o comprometterne l’azione.

Un motore (la Costituzione) nato per andare lungo l’impervia salita della democrazia, schiacciata per venti anni dalla dittatura fascista, ora che è arrivato a trainare la macchina (la nostra Repubblica) in pianura, non è in grado di correre.
È restato un lento cingolato che non può più competere con i mezzi veloci con cui camminano le altre democrazie.

Saremo condannati a rimanere sempre più indietro, se ci rifiuteremo di cambiare il motore.
Se la macchina procede lentamente, se s’impaluda, diventa vulnerabile. Difficile attecchire su di una macchina che procede speditamente. Invece si ha tutto il tempo di imbrigliare ed imbracare una macchina lenta ed arrugginita.
Una volta che la si è imbracata, la si domina.

Questo fanno e vogliono i poteri forti. Che io chiamo poteri mafiosi. Non perché provengono dalla Sicilia o hanno qualcosa a che vedere con Totò Riina o altri come lui.
Costoro sono, nonostante le apparenze, ruote piccole. I poteri mafiosi sono rappresentati da forze, non solo nazionali, anzi sempre più internazionali, che operano in violazione delle leggi e dei valori tradizionali delle società, tra i quali la correttezza, la moralità, il rispetto, la giustizia, la solidarietà, per citarne solo alcuni.

Questi valori sono ignorati, calpestati, resi ridicoli. Chi li segue, è considerato un imbecille, uno fuori del tempo. Un sognatore.

Immobilizzare una società civile, rendere impossibile la sua liberazione da una imbracatura ossessiva è diventato, ahimè, anche il gioco dei cosiddetti pesci piccoli. Inconsapevolmente o meno, lascio al lettore di giudicare.

Per esempio, ieri sera a Annozero, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha fatto un discorso, rivolto a Tremonti, che poteva apparire di buon senso e collaborativo. Invece non lo era. E sapete perché? Perché Bersani voleva fare la parte del ragno che si mangia la mosca. Per collaborare ad uscire dalla crisi, esige che il governo ammetta di aver sbagliato la sua politica economica. Solo a questa condizione, noi collaboreremo, ha ribadito con una certa protervia.

In Toscana, quando uno si comporta così, abbiamo un’espressione molto bella e eloquente: diciamo che è “un bimbetto”. “Lascialo perdere, che è un bimbetto”.

Mi domando se può dirsi interessato al bene del Paese colui che aspetta che un altro ammetta le proprie colpe prima di dare una mano affinché la nave, a bordo della quale anche lui si trova, affondi.

C’è una storia popolare che narra di un uomo che per fare dispetto alla moglie, se lo tagliò.
Siamo pari e patta, mi sembra.

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“Tremonti, un ministro dal cuore surgelato” di Marcello Veneziani. Qui.


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6 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 4 Giugno 2010 @ 10:23

    Ieri Bersani si è cimentato, fra il comico ed il penoso, nella parte del bimbo capriccioso. Continuava a ripetere in modo ossessivo che se Berlusconi non avesse ammesso di essere stato cattivo lui non avrebbe giocato.

    Abbiamo così finalmente appreso la nuova strategia che il PD ha elaborato, dopo molte sofferenze, per vincere le prossime elezioni politiche del 2013.

    Nessuna collaborazione col Governo per superare la difficile contingenza e continuare a battere la via della demolizione dell’avversario politico con ogni mezzo.

    Come un copione più volte provato e riprovato anche gli altri autorevoli esponenti del partito, salvo qualche eccezione, stanno recitando da qualche giorno la stessa commedia.

    In Italia, purtroppo, l’attuale opposizione è affetta da un male congenito che le impedisce di avere comportamenti responsabili e costruttivi.
    Solo il cambio generazionale potrà fare il miracolo.

  2. Commento by Ambra Biagioni — 4 Giugno 2010 @ 10:29

    Caro Bart, non è un bimbetto Bersani, è un prepotente inane, un povero frustrato che sa come sgomitare, ma non ha benzina per andare avanti. Come s fa a correre, quando certi concorrenti di tirano per la maglietta e ti fanno continui sgambetti ?

  3. Commento by giuliomozzi — 8 Giugno 2010 @ 12:07

    Questo governo ha una larghissima maggioranza in parlamento. Quindi non vedo da che cosa sia “impastoiato”, se non da se stesso.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Giugno 2010 @ 14:33

    Non sarebbe male, Giulio, in una situazione come questa, di grave crisi mondiale, in cui, fra l’altro, si ripetono gli elogi all’Italia da parte dell’Europa, che anche l’opposizione desse un contributo costruttivo. Il governo agisce bene secondo l’Europa ed agisce male secondo l’opposizione. Ti pare possibile continuare con un tale ostruzionismo aprioristico?

  5. Commento by giuliomozzi — 8 Giugno 2010 @ 20:35

    Il governo ha tutto il potere bastante per fare ciò che dice di voler fare, fregandosene dell’opposizione. Si va in parlamento, si vota, e stop. L’opposizione può strillare quanto vuole.

    E tuttavia, il governo non fa, o stenta a fare, o fa con estrema fatica, ciò che dice di voler fare.

    Ipotesi 1: il governo mente, e in realtà non ha intenzione di fare ciò che dice di voler fare.

    Ipotesi 2: il governo non è capace di fare ciò che dice di voler fare.

    (Ah, circa gli elogi dell’Europa all’Italia, dei quali si legge nei giornali, dà un’occhiata qui).

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Giugno 2010 @ 00:21

    Se si dovesse fare una collezione di certi articoli, ci si scompiscerebbe dalle risate, Giulio.

    Comunque, i punti 1 e 2 sono entrambi sotto esame, almeno da parte mia. Io ho fiducia in questo governo, si muove tra mille difficoltà, createsi anche all’interno della maggioranza, spero che ce la faccia a realizzare almeno qualche riforma.
    Tuttavia, se mi dici di farci sopra una scommessa, non la farei. Comunque, in ciò che scrivo cerco di metterci anche un po’ di ottimismo, necessario se consideriamo le Cassandre che ci sono in giro. Insomma, anche un po’ di fiducia non guasta.

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