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Berlusconi, dacci il calendario delle riforme

16 Maggio 2010

Si entra in politica per fare soldi. Lo è stato sin dalla nascita della Repubblica. Una volta la politica era appannaggio di pochi. Si votava per censo. Il suffragio universale ha giustamente chiamato tutti ad essere protagonisti. Ma come succede da che mondo è mondo, e specie in Italia, non appena si è subodorato che entrare in politica poteva essere un’occasione per far soldi, ci si sono buttati tutti. Ma soprattutto chi ha la chiacchiera facile, ed è fedele al motto popolare “Voglia di lavora’ saltami addosso e fammi lavora’ meno che posso”.

Sono persone che conoscono poco la realtà di tutti i giorni, incassano ogni mese il lauto stipendio e continuano nella loro chiacchiera. Dentro la schiuma dei politici, pochi sono quelli che si impegnano e fanno il loro lavoro al servizio dei cittadini.

Gli altri sono diventati dei parassiti, che dalla politica non escono più. Spesso non hanno mai lavorato e la politica è stata la loro occasione di lavoro. Quando gli elettori li rimandano a casa, dove vanno? Non hanno dove andare, questo è il punto. E allora ci pensa la politica ad allocarli. Dove? Nei tanti enti inutili sparsi per la Penisola. Che servono a questo: a riciclare i politici estromessi dagli elettori. Difficile trovare tra i disoccupati uno che ha fatto politica. Se gli va male, si trova a fare il presidente di qualche società municipalizzata, con relativo stipendio, naturalmente.

Chi ha fatto il parlamentare per poco più di due anni riceve addirittura una lauta pensione, che i normali lavoratori si guadagnano, in cifra assolutamente inferiore, solo dopo 40 anni di fatica dura.

Dunque una palude di privilegi. Una gigantesca sanguisuga attaccata alle vene dello Stato. La riduzione dello stipendio ai parlamentari, e ai politici tutti, è solo la punta dell’iceberg. C’è da fare molto di più. Ad esempio: chi non è confermato dagli elettori deve tornare a casa, e non essere riciclato.
Da qui le resistenze a chi vuol mettere ordine.

Ho definito altre volte il potere come potere mafioso. Non ho dubbi. Ciò che sta accadendo in questi mesi e negli ultimi giorni è lì a dimostrarlo.

Berlusconi si è presentato come l’uomo delle riforme, e lo si sta impalando. Visto che non si è riusciti a farlo fuori direttamente, ora si prendono di mira i suoi collaboratori più stretti. Il potere mafioso è in attesa di sparare la fucilata definitiva, come Cavallo Pazzo fece con il generale Custer, dopo avergli ucciso tutti i soldati attorno.

Non so quanti cittadini si stanno rendendo conto di questo accerchiamento che mira a ripristinare al governo del nostro Paese i brontosauri, adusi e obbedienti al potere mafioso.

A Berlusconi i cittadini che lo hanno eletto richiedono di reagire con forza e con la determinazione con la quale lo accolsero quando scese in campo. Era l’uomo nuovo che si proponeva di cambiare in meglio l’Italia.

Deve tornare ad esserlo con la stessa forza e la stessa determinazione. Non deve cadere nella tela del ragno. Deve tornare a parlare con coloro che gli hanno dato fiducia, che si domandano se oggi sia in qualche modo prigioniero delle sabbie mobili.

Solo chi lo ha eletto può salvarlo, visto che alcuni suoi alleati e amici lo hanno in un modo o nell’altro deluso e tradito.

Vada in tv, faccia come fece da Vespa tanti anni fa. Ci faccia conoscere il calendario delle riforme che ha promesso, da ora fino alla scadenza del mandato, il 2013. Rassicuri i suoi elettori.

Sottoscriva di nuovo un patto con essi. E lo mantenga. Sfondi come un ariete ogni porta che tenti di chiuderglisi davanti. Non indietreggi. Dica i nomi di chi gli pone i bastoni tra le ruote, di chi fa il doppio gioco. Non sono tempi da usare i guanti di velluto e il linguaggio della diplomazia. Si conduca la lotta con tutta la ruvidezza che si renderà necessaria. Se i risultati verranno, i cittadini gli saranno riconoscenti.

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“I veri intoccabili? Gli alti burocrati” di Mario Cervi. Qui.


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3 Comments

  1. Commento by Mario — 16 Maggio 2010 @ 08:39

    Va dato atto a Berlusconi che lo scenario politico generale in cui deve muoversi per poter realizzare le riforme non è incoraggiante. Direi anzi che è del tutto impraticabile per chiunque intenda proporre una qualsiasi iniziativa per la soluzione di problemi che vadano  al di là dei confini della quotidiana sopravvivenza.

    A sinistra, si è formata un’ammucchiata di disadattati che assomiglia sempre più ad un grosso centro sociale capace solo di organizzare manifestazioni di protesta.

    Al suo fianco, agisce un manipolo più piccolo di soggetti che odiano Berlusconi, ma assai più incisivo perché dispone di una “Santa Barbara” piena di bombe pronte ad esplodere in ogni momento.

    Al centro, vaga un gruppetto di personaggi sciolti in cerca di autore.

    A destra, molti attori più attenti alla difesa del proprio ruolo o del proprio interesse piuttosto che al bene del paese.
    Contro un simile esercito, può solo sperare nella fiducia e nell’aiuto dei cittadini.

  2. Commento by Ambra Biagioni — 16 Maggio 2010 @ 11:52

    Sì Mario, sperare nell’aiuto dei cittadini, i quali tuttavia continuano ancora ad esrcitarsi in critiche senza costrutto e invece dovrebbero prendersi la briga di far sentire il loro appoggio a quel pover uomo che deve sentirsi tanto solo.

    Speriamo che almeno tengano monitorati   i blog come questo e i giornali come il Legno.

  3. Commento by Ambra Biagioni — 16 Maggio 2010 @ 14:34

    Importanti interventi sul Legno

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