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Berlusconi e i dati OCSE

7 Novembre 2009

Ci vuole pazienza, occorre saper resistere agli urlatori e alle cassandre per i quali il tanto peggio è il loro tanto meglio, abituati all’immobilismo e al parassitismo. Occorre avere la pazienza di attendere, e nel frattempo ingollare l’amaro che l’intolleranza e la cecità dell’odio profondono a piene mani.

Non dimenticherò mai quanto sostenevo, in una lunga querelle aperta a quel tempo con i sostenitori del governo Prodi: ossia, che Prodi e con lui la sinistra non erano e non saranno mai capaci di governare un Paese. Troppo abituati alle chiacchiere e agli intrighi per interessarsi veramente dei problemi reali di una società. Vanno bene per i salotti e per i talk-show, dove sono bravissimi. Ma non più in là. Oggi se ci fosse stato Prodi a governare saremmo andati a gambe all’aria. La disoccupazione (che oggi è di due punti sotto quella europea) sarebbe salita alle stelle e sarebbero saltate molte più aziende, e, ovviamente, si sarebbe trovata bell’e pronta e spiattellata la giustificazione che tutto ciò era inevitabile.

Berlusconi era l’uomo nuovo che veniva dal mondo dell’imprenditoria, avvezzo ad affrontare i problemi di tutti i giorni e a risolverli. Un uomo abituato a combattere.

Quando ci si è accaniti, tardivamente, colpevolmente e sospettosamente, contro il suo passato, cercando di far affiorare le sue magagne di imprenditore, ho sempre sostenuto che su tutto ciò dovrà essere la giustizia (una giustizia non schierata e non pregiudiziale) a giudicarlo ed eventualmente a condannarlo.
Oggi però deve essere posta avanti a tutto, di fronte ad una società in crisi da tempo, ma in una crisi profonda negli ultimi anni, la salvezza di uno Stato, che si può avere soltanto se vi è la capacità di governare. E questa capacità, pur in mezzo all’immaturità politica e agli errori della persona, io l’ho riconosciuta sin dal principio a Silvio Berlusconi.

Per questo sono ancora favorevole a che si trovi una norma, valida anche per l’avvenire, che tuteli il presidente del consiglio con una speciale e transitoria immunità da ingerenze che turbino la governabilità del Paese, che in uno Stato moderno è uno dei beni più preziosi, se non addirittura il più prezioso.

I fatti mi stanno dando ragione. Ho assistito a grida isteriche dell’opposizione che seminava il pessimismo e la catastrofe, e sosteneva che il governo Berlusconi ignorava la crisi e permaneva nel più assoluto immobilismo e nella più colpevole incapacità a risolvere i gravi problemi del Paese.

Non c’era giorno che ci si trovasse di fronte, da una parte, la sinistra, a diffondere pessimismo e panico, e dall’altra il governo a spargere fiducia e ottimismo. Le Cassandre non mi hanno mai conquistato, le detesto, perché annullano il futuro. Si fermano al presente. Il futuro non lo desiderano proprio.

Ancora ieri Bersani, il nuovo segretario del Pd, nel suo discorso di insediamento, non ha fatto nessun cenno ai riconoscimenti internazionali venuti al nostro governo. Nessun cenno ai dati dell’OCSE che pongono il nostro Paese ai primi posti per i risultati ottenuti con le manovre finalizzate all’uscita dalla crisi. E nessun cenno all’Alitalia, che è tornata a fare utile grazie alla scelta fermamente voluta da Berlusconi che si oppose alla svendita – che Prodi e il suo governo ormai avevano deciso – della nostra compagnia di bandiera ai francesi, che sarebbero stati ben contenti, con la loro antica avversione per il nostro Paese (che pur ha dato loro Napoleone) di comprarsela per darci scacco matto. Ma ancora una volta dalla bocca di Bersani sono uscite parole di sfiducia e di pessimismo.

Il governo dunque ha operato bene finora. Ciò che la miopia dell’opposizione giudicava sbagliato era invece il risultato di azioni lungimiranti; il nulla che si attribuiva al governo era il frutto dell’incapacità dell’opposizione a comprendere la crisi. Tremonti ieri si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Non solo, ma in questi mesi di operatività seria e intensa ha acquisito stima e notorietà in tutto il mondo. Si dice che sia il migliore ministro dell’economia in Europa.

Ciò non vuol dire – è ovvio – che siamo usciti dalla crisi (giudicata più grave di quella del tremendo 1929); la crisi fa ancora le sue vittime, e le fa soprattutto negli strati sociali più deboli e indifesi. Come sempre sono i più miseri a pagare. Occorrerà sicuramente fare di più per proteggerli.

Ma intanto, è necessario e fondamentale che la macchina economica, quella che produce ricchezza e lavoro, si sia rimessa in moto, e che l’Ocse ci confermi che non solo ciò sta avvenendo, ma che sta avvenendo in modo esemplare.

Qualcuno qui, con il titolo significativo “La Londra che sfotte ora impari da Silvio”, ha ricordato oggi gli articoli della stampa inglese che bersagliavano il governo Berlusconi, ridicolizzando il premier e accusando il suo governo di non saper governare. Ebbene, se ne avessero il coraggio, gli inglesi dovrebbero chiederci scusa, chiedere scusa a tutti noi italiani e chiederlo a Berlusconi e al suo governo.

Obama l’altro giorno ha inviato una lettera che conteneva parole lusinghiere rivolte al nostro premier e al suo governo. Sono sicuro che gli inglesi, per il troppo orgoglio, non lo faranno mai.
Ma sapranno, a loro disdoro, che in economia e nelll’affrontare questa difficile crisi siamo stati più bravi di loro.

Articoli correlati

“La Londra che sfotteva ora impari da Silvio” di Gabriele Villa. Qui.

“L’Ocse vede la ripresa”. Qui.

“Disoccupazione al 7,4%”. Qui.


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9 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 7 Novembre 2009 @ 18:02

    Più bravo si dimostra un capo, prima lo buttano giù. La storia  insegna.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Novembre 2009 @ 20:56

    Ho aggiunto all’articolo anche il successo dell’operazione Alitalia, che è tornata a far utile. L’avevo dimenticata.

    Quello che dici, Felice, è vero. Perché nascono le invidie. Pensa se Berlusconi, oltre ai successi in economia che sta ottenendo, riconosciuti dall’estero, riuscisse a portare a termine la riforma dello Stato in una visione obiettiva (non quindi pro domo sua) e lungimirante. Questo è chiaro che  umilierebbe tutti coloro che per anni hanno chiacchierato senza concludere niente.  Sarebbe una lezione che non vogliono e non possono permettere; e per questo faranno di tutto (con l’aiuto anche di certa magistratura, ahimè) per mettergli i bastoni tra le ruote. Ma l’uomo appare determinato.

    Mettici infine l’avvio dei lavori per il ponte sullo Stretto previsto entro la fine dell’anno, che porterà dietro di sé un colossale indotto legato alla costruzione delle infrastruttture (strade soprattutto) mancanti in Sicilia, e quest’uomo in pochi anni  avrebbe fatto cose che nessuno è riuscito a fare dalla nascita della Repubblica: Riforma dello Stato e della giustizia; risanamento dell’Alitalia;   avvio di una discreta uscita dalla crisi più terribile che abbia colpito l’Occidente dall’inizio dell’economia moderna; costruzione del ponte sullo Stretto; risoluzione in tempi brevi delle conseguenze legate ai disastri naturali.

    Stasera uscendo dalla Messa ho incontrato l’amico che come volontario si reca ancora in Abruzzo ad aiutare la ricostruzione. Mi ha detto testualmente: “Sono antiberlusconiano, ma devo riconoscere che Berlusconi in Abruzzo ha fatto grandi cose”.
    Un antiberlusconiano ha sentito il dovere di riconoscere il buon lavoro compiuto da Berlusconi e dal suo  governo.

    Scrissi un articolo qui, per dire che Bertolaso c’era anche al tempo di Prodi, ma solo Berlusconi ha saputo valorizzarne le qualità, grazie alla sua esperienza di imprenditore.
    Figurati se un uomo così non è scomodo in mezzo a tanti pomposi e vuoti politicanti.

    Pensa, sta avendo questi risultati pur essendo stato sottoposto a tiri incessanti di artiglieria. Mi domando: E se avesse potuto governare un po’ più serenamente?

    Non dimentico naturalmente le sue colpe private. Ma ora, visto che ne è capace, e visto che tutte le colpe di cui lo si accusa si riferiscono al passato (prima che entrasse in politica, quando nessun magistrato aveva mai pensato di rinfacciargliele), lasciamolo governare con serenità per il bene del Paese, che viene avanti a tutto, e poi la giustizia faccia pure il suo corso.
    Ha aspettato tanto, quando poteva incriminarlo prima del 1994, può aspettare un altro po’. Se ci sono problemi di prescrizione la colpa più grave va data alla magistratura, mi pare, che ha lasciato trascorrere così tanto tempo rigirandosi i pollici delle mani.

  3. Commento by Carlo Capone — 8 Novembre 2009 @ 19:05

    Bart, anch’io ero   felice che l’Italia  avesse  conservato la sua Compagnia di bandiera, anche se l’operazione ha richiesto sacrifici al contribuente di 2 miliardi maggiori  di quanto previsto dal pacchetto Prodi  (come leggo dai giornali non certo comunisti quali   il Corriere o La Stampa) ma Santa Pace! Milano-Napoli, volo Alitalia,    attesi due ore all’imbarco senza avviso alcuno e Napoli- Milano entrai all’aereoporto di Capodichino alle 10 di mattina per uscire da quello di Malpensa alle 19 ! in questa occasione ci fu detto che l’aereo era fermo a Milano e che erano dovuti salire   a bordo dei tecnici per riparare un guasto, manco fosse una carretta! scusa i punti esclamativi ma sono semplicemente indignato. E lo diventai quando appresi da tutti gli organi di informazione che Alitalia viaggia con aerei riempiti a metà a causa dei ritardi che caratterizzano ogni – dicasi ogni – volo. E ci credo. Saranno anche  tornati all’utile mettendo a cassa integrazione il personale superfluo ma se poi la gestione deve rivelarsi così disastrosa in termini
    di puntualità, perdita di numerosi e importanti slot e di una politica di prezzi con la quale si fanno sconti
    da capogiro nel periodo estivo ( quando la gente si scanna per volare in aereo) e si paga una volta e mezzo in più  durante il periodo invernale, beh tutto questo lascia molto perplessi. Ma ci rendiamo conto che gli inglesi di Easy Jet (compagnia low cost) e i tedeschi di Lufthansa Italia- sì hai letto bene, la Lufthansa ha acquistato oltre 400 slot lasciati liberi dall’Alitalia, e per il semplice motivo che la nostra Compagnia di bandiera non ha la possibilità di coprirli – se i tedeschi, dicevo, vengono a casa nostra e arrivano puntuali, facendoti pagare più di un low cost ma meno , molto meno, di Alitalia, allora io non vedo l’operazione a cosa cavolo sia servita.   Per far intendere   all’Europa che  ‘noi tireremo diritto’  ? o forse per vendere Alitalia ad Air France tra qualche anno?

    Un esempio del degrado di   Alitalia e del progressivo arretramento di Malpensa, il cui Presidente è in quota Lega,   proviene dal mio viaggio estivo in Portogallo.   Ovviamento avevo scelto un volo Lufthansa Italia, poi siamo atterrati a Lisbona con soli 5 minuti di ritardo.   Ma il bello è venuto al ritorno. Dunque atterriamo a Malpensa in orario, spaccando il minuto. Al   segnale di slacciamento delle cinture le hostess, gentilissime, ci salutano dicendo le solite cose. Siamo tutti in piedi, nell’aereo , e aspettiamo che si apra il portellone. Uno, due, cinque,    minuti, siamo ancora   al chiuso grondando sudore. Vedo l’hostess afferrare un telefono e parlare concitatamente con qualcuno, lo ripone e scura in viso ci riferisce quanto segue: “NOI  siamo arrivati in orario ma purtroppo stiamo aspettando che arrivino le scale”.
    Come a dire,  cari amici italiani, questa è colpa vostra”.

    Ma per favore!

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Novembre 2009 @ 19:27

    Beh, dal tuo resoconto, Carlo,  mi pare che le cose non funzionino ancora bene. Si sana il bilancio, ma a scapito dell’utente.   Questo è male.
    So che Alitalia, nel ridimensionamento che ha avuto (con riduzione ahimé di un buon numero di personale), non copre tutte le rotte, ma il suo programma è quello di coprirle attraverso accordi di collaborazione con le altre compagnie.
    Forse la prima preoccupazione è stata quella di riportare il bilancio in attivo, e ciò ha colpevolmente  indotto a trascurare  i servizi e la puntualità. Non dispero che anche a tutto ciò si ponga rimedio, nell’interesse anche della compagnia di bandiera, che altrimenti  sarebbe destinata a perdere quote di mercato..

  5. Commento by Giocatore d'Azzardo — 8 Novembre 2009 @ 22:04

    Bartolomeo, che l’attuale governo abbia operato bene, durante questa crisi che non è ancora finita, è un dato di fatto; anche se alla sinistra, che avrebbe voluto sostituire Tremonti con Gold-mann Draghi, la cosa non va giù.
    Per quanto riguarda Alitalia (io non ho volato con loro per anni e, dopo un volo a Kiev un paio di mesi fa, ne passeranno altri), vorrei ricordare un piccolo dettaglio: la mancata vendita di Alitalia ad Air France, che a mio modestissimo parere l’avrebbe “uccisa”, non fu causata da Berlusconi, ma dalla mancata firma dell’accordo da parte dei sindacati.
    Perché se è vero che le parole, anche in campagna elettorale, hanno un peso, è altrettanto vero che governava ancora Prodi e la firma mancante, che fece saltare un accordo già definito, fu quella dei rappresentanti delle associazioni sindacali :-)

    Blackjack.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Novembre 2009 @ 22:24

    Esatta la tua precisazione Blackjack. Tuttavia l’avvio della cordata italiana per l’acquisto dell’Alitalia fu  per volontà decisa  di Berlusconi. Ricordo bene quando disse a Prodi che non sarebbe stato difficile trovare imprenditori italiani interessati.

    Prodi è abituato a svendere :-) Per fortuna in quell’occasione ci pensarono a fermarlo i sindacati e Berlusconi.

  7. Commento by Giocatore d'Azzardo — 9 Novembre 2009 @ 16:11

    Bartolomeo, sul tema delle svendite di Prodi non mi infilo; quando mi capita, nonostante fatti incontestabili, c’è sempre qualche “ideologo” che arriva a sostenere il contrario e, detto fra noi, mi sono un po’ stancato.
    Sì, l’idea della cordata fu di Berlusconi (ma quando mai Prodi poteva inventarsi qualcosa di simile? Lui? Un (ex) Goldmann, (ex) Unilever, (ex) di tante altre cose? :-) ). Ora si tratta di capire se questi “cordatari” sono veramente intenzionati a far ripartire seriamente una compagnia che potrebbe diventare uno dei pilastri sul quale appoggiare una delle nostre principali risorse: arte e turismo!
    A me, per ora, pare di no e il “retrogusto” di questa gestione è amarognolo. Provo a riassumerlo: rischiare il meno possibile per arrivare, fra 5 anni quando scadrà il patto di sindacato, a vendere a un prezzo migliore, incassando delle buone plusvalenze.
    Fosse così, spero di sbagliarmi, mi aspetto che qualcuno (giornali? tv? altri?), fra 5 anni, analizzi in modo cinico e implacabile la sostanza industriale dell’operazione e attribuisca, a questi “imprenditori”, il loro vero nome.
    Sai com’è, anche con Telecom si era partiti con i “capitani coraggiosi” e abbiamo finito con multe da centinaia di milioni di euro per evasione fiscale :-)

    Blackjack.

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Novembre 2009 @ 17:51

    Sono d’accordo con te. Si deve essere obiettivi in queste cose, in cui di mezzo c’è la collettività e in molti casi anche il denaro della collettività.
    Spero che questa cordata non abbia imparato da De Benedetti che a mandare in strada centinaia di operai non ci ha mai pensato più di una volta.
    Se si rivelerà un’operazione finanziaria nella sostanza, ci dovremo far sentire. I posti di lavoro sono oggi (ma lo sono stati sempre) un bene prezioso, da cui non solo dipende la serenità delle famiglie, ma quella dell’intera collettività.

    E’ anche vero che a Berlusconi stanno sottraendo tempo prezioso anche per dare un’occhiata a queste cose, e sempre di più mi convinco che chi ricopre la carica di premier debba avere una immunità che duri per l’intero mandato. Non sia esposto, cioè, ai capricci di chi magari ha degli astii personali e utilizza gli strumenti che ha a disposizione per mandare a gamba all’aria la governabilità di un Paese, specie in momenti delicati come questo.
    E’ un governo che sta facendo bene e, dunque, lasciamolo governare.

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