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Berlusconi incassa un’altra fiducia

4 Febbraio 2011

315 contro 298. Questo il risultato di ieri sera a Montecitorio sulla Discussione della domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari nei confronti del deputato Berlusconi.

La maggioranza dell’Aula   ha in pratica detto che a giudicare il premier dovrà essere il Tribunale dei Ministri. Inoltre nella successiva seduta del consiglio dei Ministri è stato approvato il decreto legge sul federalismo. Il governo non si fa pestare i piedi, dunque. Più le prefiche lo danno agonizzante, più dimostra di avere sette vite. La cura che l’opposizione gli ha propinato è quella giusta. Si irrobustisce ogni giorno di più.

Pensate che questo è nulla. Se l’opposizione tirerà troppo la corda finirà che Berlusconi li manda tutti a carte quarantotto. Rischiano, e non se ne rendono conto, di sfidarlo in campo aperto: nella competizione elettorale. Dove farà cappotto.   Si accontentino per ora di queste battaglie perse. Quando Berlusconi deciderà la battaglia finale (ci si metta in testa che è lui, insieme con la Lega Nord, ad avere le carte giuste), non ce ne sarà più per nessuno. Tanti politici si troveranno ad arrancare e a rischio di non essere eletti.

Chi ha seguito come me il dibattito, ha potuto, ancora una volta, constatare quanto l’odio verso Berlusconi abbia caratterizzato gli interventi della opposizione, in particolare di Antonio Di Pietro e di Dario Franceschini. Quest’ultimo poi sembra particolarmente dotato per queste sfide basate sull’odio. Sono completamente ciechi e storditi. Ridottisi a guardarsi intorno e a sperare che il Cavaliere li risparmi ancora per un po’.

Naturalmente, ieri sera si è continuato da parte dell’opposizione a dire la solita menzogna, e cioè che Berlusconi non vuole presentarsi davanti al tribunale per difendersi. È esattamente il contrario di quanto ha sempre dichiarato il premier, anche davanti agli italiani. Egli si presenterà davanti ai giudici, ma ai   giudici che la legge prevede per il suo caso.
L’opposizione fa orecchie da mercante e continua a mestare nel fango. Ci resterà impantanata.

Non c’è stato, ieri, nemmeno un intervento, uno che è uno, in cui l’opposizione non si sia distinta per la difesa cieca e ottusa della magistratura, non rendendosi conto che lo scontro in atto riguarda proprio il desiderio folle della magistratura di prevaricare sulla politica, invadendone il campo.

Significativa la sottolineatura della leghista Carolina Lussana di come sia stata trattata diversamente Ilda Boccassini che, oggetto di un articolo del Giornale per i suoi trascorsi sentimentali, ha visto intervenire immediatamente a proteggerla la procura di Roma ordinando la perquisizione della redazione del Giornale e la perquisizione, anche personale (è stata fatta spogliare nuda), dell’autrice dell’articolo, Anna Maria Greco.

È questo metodo dei due pesi e delle due misure che dovrebbe fare aprire gli occhi anche alle opposizioni. Ma esse preferiscono non capire e non vedere.
Per fortuna di noi cittadini e della democrazia, ancora in parlamento c’è chi non intende vendere, per un piatto di lenticchie, la politica alla magistratura.

Per dimostrare il diverso spessore del dibattito e della diversa capacità di tutelare gli ambiti della politica, mi limito ad invitare i lettori a leggersi il resoconto stenografico di due interventi che sintetizzano due visioni opposte, e mostrano anche due spessori culturali differenti con cui è stato affrontato l’argomento: quello di Dario Franceschini del Pd e quello di Maurizio Paniz del Pdl.

Naturalmente ritengo di spessore l’intervento di Paniz e terra terra (ancora odio e odio) quello di Franceschini.

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“Il ministro ha ricordato che fu Carmelo Briguglio di Fli a «chiamare in causa esplicitamente e formalmente » la Farnesina nella vicenda, chiedendo «chiarimenti » sulle carte prodotte dal governo di Santa Lucia e ha spiegato di essersi mosso con il governo caraibico «per fugare, anche sul fronte internazionale, ogni dubbio suscitato da false ricostruzioni sulla manipolazione del documento ».”

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Bart