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Bersani, Di Pietro e Fini, gli sfasciacarrozze

25 Novembre 2010

Tutti dicono che la situazione è delicata. L’opposizione, ogni volta che si parla di governo, recita a memoria che è il momento del fare perché la crisi internazionale incombe anche sull’Italia e la speculazione ci attende al varco.   Dopo la Grecia, è ora l’Irlanda a tirare la cinghia. In fila, in attesa, ci sono Portogallo e Spagna.

Per fortuna l’Italia non è nelle condizioni di questi Paesi, e ciò grazie ad una politica di rigore praticata da questo governo. Se si fosse dato ascolto a Bersani, che suggeriva di imitare i provvedimenti assunti mesi fa dalla Spagna, noi a quest’ora eravamo andati a carte quarantotto.

Per fortuna il governo non è stato a sentire Bersani, e per fortuna anche degli elettori di sinistra, che oggi dovrebbero fare i conti con una situazione ben peggiore di quella attuale. Non certo una situazione rosea, la nostra, ma lontana ancora dal precipitare nel burrone in cui stanno ruzzolando gli altri.

Allora che cosa fanno i tre sfasciacarrozze Bersani, Di Pietro e Fini? Il primo e il secondo cavalcano la protesta degli studenti, che hanno cercato di invadere l’aula del Senato. Invece che esprimere condanna per l’insano gesto contro il parlamento, Bersani non trova di meglio che salire sul tetto della Sapienza per soffiare sul fuoco della protesta.

Di Pietro, invece, è soddisfatto perché fu il suo partito a dare l’esempio qualche mese fa, occupando l’aula del Senato. Sicché, a vedere gli studenti scatenati contro il parlamento, si è gonfiato il petto considerandosi un precursore.

Fini non manca di fare la sua parte nel tragico dramma in cui ci stanno trascinando gli sfasciacarrozze.
Imperterrito il Fli vota ormai allineato e coperto con l’opposizione e blocca così l’azione di governo.
Ora ditemi come costoro possano continuare a sostenere che oggi c’è bisogno di un governo che governi, quando sono proprio essi la causa dell’ingovernabilità. Ci vuole una bella faccia tosta.

Ma non basta questo comportamento antinazionale, al limite del sovversivismo, se non già sovversivismo. Pretenderebbero che Berlusconi si dimettesse, alla faccia della governabilità, e si mettesse al suo posto un pateracchio che della governabilità non conosce nemmeno il sapore.

Come fanno a stare insieme partiti che hanno ideologie e programmi opposti, come il Pd, il Fli, l’Idv, l’Udc, l’Api, l’Mpa. Questi non appena si mettono al tavolo cominciano a fare a cazzotti.
Poiché lo sanno bene anche loro, hanno trovato la scusa di voler fare una nuova legge elettorale. E ridagli a fare a cazzotti! Perché c’è chi la vuole nera, chi la vuole rossa, chi la vuole viola. Siccome poi Napolitano non darebbe mai il placet ad un governicchio che avesse come suo programma solo una nuova legge elettorale, ecco che si sono messi a farneticare dicendo che farebbero anche altre due o tre cose. Quali è difficile capirlo, perché anche qui il primo che si mette a parlare lo fanno nero di brutto.

Questa è la banda che vorrebbe mettersi a governare il nostro Paese. Ora non è chi non veda che quello che ne sortirebbe è il peggio del peggio. Se l’attuale maggioranza, grazie al tradimento di Fini, dà un brutto spettacolo di sé, l’opposizione fa tremare i polsi. Nelle mani degli sfasciacarrozze l’Italia andrebbe in malora.

Badate, siamo ad un punto della crisi internazionale che gli elettori non possono nemmeno più permettersi di sperimentare un altro governo. Perché se le premesse sono quelle che ho illustrato figurativamente più sopa, l’esperimento, anche di un solo mese, ci costerebbe una rovinosa caduta nel baratro.

Meglio quindi una maggioranza coesa, e se la Lega Nord e il Pdl sapranno dimostrare di esserlo fino in fondo, non temano le urne. Gli elettori sanno bene che non ci potranno mai essere maggioranze più coese di quella rappresentata dalla Lega Nord e dal Pdl. Se non ci fosse stato il tradimento irresponsabile di Fini, sarebbe stata una maggioranza in grado di realizzare altre buone cose e di portarci tutti alla naturale scadenza della legislatura.

Ma l’ambizione personale di un Pierino, aiutato da altri Pierini, ci ha ridotto nella condizione di offrire ai cittadini e al mondo uno spettacolo indecente.
Mentre gli altri Paesi cercano di tenersi uniti per far passare la tempesta della crisi, noi abbiamo Bersani, Di Pietro e Fini, che ci soffiano dentro, noncuranti del male che fanno all’Italia.
Bell’esempio alla vigilia delle celebrazioni del 150 ° dall’unità.

Se ci fosse responsabilità da parte dell’opposizione non si pretenderebbero affatto le dimissioni di Berlusconi (che è solo un nemico odiato e invidiato), ma si cercherebbe di collaborare perché la governabilità fosse assicurata in questi anni difficili.

Lega Nord e Pdl, senza i finiani, sono una maggioranza quasi autonoma. Mancano i voti dei finiani che, per un capriccio del loro leader fanno la guerra pretestuosa al governo. Se gli stessi e gli altri partiti invece che salire sul tetto della Sapienza, cercassero di dare una mano affinché il governo possa far fronte all’attuale difficile momento, allora si capirebbe la loro invocazione alla governabilità.

Ma se chiedono la governabilità e per ottenerla pretendono di far dimettere al buio un governo che bene o male sta operando, pur con tutti i bastoni tra le ruote che i finiani gli frappongono, mi domando quale governabilità vorrebbero sostituire all’attuale. Quella che mette insieme partiti che già hanno dichiarato di non volere stare insieme nemmeno per prendere un caffè?

Ma si rendono conto, questi sfasciacarrozze, che hanno perso il lume della ragione e tutto fanno fuorché l’interesse dei cittadini?
Non ragionano più, questa è la verità. Fanno l’assalto alla diligenza per arraffare il bottino di un Paese che meriterebbe di essere protetto e amato un po’ di più.

Dunque, gli elettori sono avvertiti. Se gli sfasciacarrozze continueranno a sparare sul vetturino della diligenza, la colpa di ciò che succederà è loro e non certo del vetturino.
È una banda di irresponsabili. Pronti poi a spararsi l’uno contro l’altro per spartirsi il potere.

Che gli elettori ne prendano per tempo le distanze, e quando finalmente si andrà a votare si ricordino delle volte in cui, per sbruffoneria e per ambizione, hanno impedito alla attuale maggioranza di governare.

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2 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 25 Novembre 2010 @ 09:06

    Il partito di Fini sta assumendo sempre più le sembianze di un fantoccio nelle mani di Bersani, Di Pietro e qualche altro manovratore che lo stanno usando come una sorta di spaventapasseri.

    Essi sanno benissimo che con un fantoccio non si può che realizzare un governo fantoccio, privo di qualsiasi capacità operativa. Ma tanto basta per mettere in difficoltà Berlusconi e il suo governo e gli interessi del paese.

    La loro è una strategia che ha il respiro corto. Una politica basata sul rancore verso il nemico crea solo vittime e danni e, sono certo, che i cittadini sapranno tenerne conto quando saranno chiamati a giudicare.

  2. Pingback by Bersani, Di Pietro e Fini, gli sfasciacarrozze- Rivistaeuropea — 25 Novembre 2010 @ 15:31

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