E PER UN ATTIMO…
E quando riposa
nel sonno della neve
la mia montagna
e il dì diventa subito sera,
s’affacciano ancora
favole-bambine
agli occhi appesantiti,
che sanno ormai
di tante e tante primavere.
E per un attimo
ci fascia la dolcezza
del Natale.
Arde il vecchio cuore
al brulichio colorato
di luci accese,
che sgretolano il buio
delle strade,
e si scioglie l’animo
alla voce melodiosa
di campane.
Fioriscono, così, ancora
teneri sogni
tra le crepe di un tempo
che non dà tregua.
E allora senti la voglia
del presepio
e ritrovi tutto un mondo
che credevi perduto
lungo le trame contorte della vita.
E sono memorie-nostalgie
che tornano alla porta
a dare un senso
al tragitto esteso
che hai tracciato
ed al silenzio
di intristiti calendari,
non più capaci di rispondere
alle tue domande incaute e sdrucite.
E pur tra incolmabili distanze
ti tuffi nell’innocente candore
dell’Evento.
Commenti
4 risposte a “Buon Natale con una poesia di Gian Gabriele Benedetti”
mi ha fatto molto piacere leggere questa poesia di echi leopardiani scritta dal piíº raffinato commentatore di questa
bella rivista.
Un caro saluto e un augurio di Santo Natale, Gian Gabriele.
Un grazie sincero per l’apprezzamento, che ricambio sentitamente. Mi è di conforto e di stimolo.
Anch’io ho il piacere di dire Buon Natale, perché questo augurio vuol essere una pietra a sostegno di questo nostro mondo.
Un saluto affettuoso
Gian Gabriele
Con questo suggestivo componimento poetico Gian Gabriele ci addentra con dotta lirica nella vera essenza del Santo Natale, ben diverso da quello consumistico e affannosamente distratto d’oggi, facendoci dolcemente elevare l’animo verso l’Alto.
E per questo ti ringrazio, Gian Gabriele e ti saluto caramente.
Mario
Ti sono immensamente grato, Mario, non solo per il tuo gradito interessamento, ma anche e soprattutto per aver estrapolato dai semplici versi della mia poesia natalizia il significato profondo e l’essenza vera del Natale.
Se tutti gli uomini si fermassero un attimo a meditare sul messaggio che emana dall’umile capanna, certamente il mondo sarebbe migliore.
Ti abbraccio, Mario
Gian Gabriele