Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Cancellieri-Berlusconi. È un caso di ingiustizia

4 Novembre 2013

Ormai sappiamo che grazie alla blindatura protettiva offerta da Napolitano, dal governo, dal Pdl e da metà del Pd, la Cancellieri salverà la poltrona di ministro, e quel che è peggio, nessun magistrato avrà il coraggio di inviarle un avviso di garanzia per condannarla infine a 7 anni di reclusione come accadde, per gli stessi motivi, a Silvio Berlusconi.

Stamani “la Repubblica”, che finora è stata la più severa chiedendo perentoriamente le dimissioni del ministro, ospita una intervista a Luigi Pagano, uno dei due componenti del Dap al quale la Cancellieri ha telefonato in favore della scarcerazione di Giulia Ligresti. Costui assicura che da parte del ministro non vi è stata alcuna pressione.

Però, però. Appare chiaro che l’intervista è fatta, come si dice, in ginocchio, ossia, non si è voluto premere più di tanto per chiarire che cosa sia davvero successo. La giornalista ne aveva l’occasione, ma si è limitata a raccogliere una risposta che, tuttavia, ha un contenuto sospetto e inquietante. Per cui ho motivo di supporre che anche “la Repubblica” stia facendo marcia indietro e prenda le distanze dal caso.

Questo è il punto dolente dell’intervista:

“Tutti i detenuti sono uguali, dice il ministro Cancellieri. Ma sembra che qualcuno sia più uguale degli altri. O no?

– Le legge è uguale per tutti e i nostri interventi non li diversifichiamo per censo. Ma sono le condizioni personali e sociali a essere differenti, con le logiche conseguenze che ne derivano. Chi ha un avvocato, una famiglia e una casa credo abbia più opportunità di chi non ne ha. Ma questo “peccato” se lo porta la società esterna, non lo determina il sistema carcere. E’ la povertà – come disse un magistrato quando venne approvata la legge Gozzini, nel 1986 – e non si elimina con decreto”.

Dunque chi ha un avvocato, eccetera eccetera appare più favorito di altri, e perciò una prima osservazione è quella che tra i carcerati c’è chi può beneficiare di una segnalazione e chi non può.

E Giulia Ligresti a quale categoria privilegiata appartiene?
Ha telefonato per lei il suo avvocato? No. Poiché – come Berlusconi è stato il più uguale di tutti – Giulia Ligresti è la più privilegiata tra i privilegiati; infatti per lei non ha telefonato l’avvocato, ma nientemeno che il ministro della giustizia.

Non poteva il ministro della giustizia suggerire alla famiglia Ligresti che del caso di Giulia si interessasse il loro avvocato? Il fatto che se ne sia interessato direttamente il ministro, dunque, risponde ad esigenze diverse, esigenze rafforzative di un privilegio di casta.

Sul caso Cancellieri, più lo si approfondisce, più emergono aspetti di una gravità istituzionale inusitata. E il silenzio di Napolitano è nuovamente, senza alcun dubbio, un silenzio colpevole.

Luigi Pagano – come già è accaduto a Caselli – cerca in qualche modo di mettere una pezza, e in realtà allarga il buco del favoritismo e della ingiustizia.
Ingiustizia nei confronti degli altri carcerati “poveri”, come li chiama cinicamente Pagano, ma anche nei confronti di un cittadino che ha il torto di portare un nome inviso ad una parte politica: Silvio Berlusconi.

Ricordiamo che la sua telefonata alla questura di Milano fu fatta per assistere una ragazza sbandata, Ruby, e per fare in modo che fosse affidata a persona che in quel momento (era consigliere regionale) aveva tutti i requisiti di affidabilità. Inoltre, come ora cerca di fare maldestramente Luigi Pagano, i funzionari della Questura di Milano hanno sempre sostenuto che non ci fu alcuna pressione da parte di Silvio Berlusconi.

Come è andato a finire lo sappiamo a memoria, ma è opportuno ricordarlo nel momento in cui parliamo di giustizia e di ingiustizia. Berlusconi ha ricevuto una condanna pesantissima di 7 anni di reclusione e altrettanti di interdizione dai pubblici uffici e i funzionari della questura sono imputati di falsa testimonianza. Il ministro invece la farà franca su tutti fronti, e presso il Dap nessun magistrato provvederà ad indagare per capire quanta parte abbia avuto il ministro per la scarcerazione di Giulia Ligresti.

Ma, purtroppo per la Cancellieri, il punto dell’intervista che ho messo in rilievo più sopra, a me pare molto esplicito. Ossia: la segnalazione del ministro Cancellieri è stata determinante, molto di più che se al Dap avesse telefonato l’avvocato di famiglia. Grazie al ministro quantomeno l’accelerazione delle procedure è stata rapidissima.

C’è abuso d’ufficio? C’è, e in dosi massicce. Dunque si faccia giustizia affinché l’ingiustizia non continui ad ammorbare il nostro Paese.
O si condanna penalmente anche la Cancellieri o al tribunale di Milano si dovrà trovare il modo di riparare immediatamente l’ingiustizia perpetrata a danno di Silvio Berlusconi. Se non si muoveranno, si muova Napolitano.


Letto 1720 volte.


4 Comments

  1. Commento by emilio — 8 Novembre 2013 @ 20:22

    Ma il ministro Cancellieri non ha telefonato ad un giudice od a un Procuratore!  
    Sporga querela!

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Novembre 2013 @ 00:17

    Eppure l’avevo avvertita di documentarsi e riflettere prima di scrivere stupidaggini. Non posso farle da balia.
    Legga qui (è “il Fatto Quotidiano”) per sapere come sono andate le cose (scommetto che lei è l’unico in Italia che crede che Berlusconi abbia telefonato a un giudice o a un pm, ma chi gliel’ha raccontata quest’altra panzana?), e la smetta di fare il provocatore:

    “Alle 23.36 Michelle riesce a comunicare con Berlusconi, alle 23.49 Berlusconi (che ricorda di essere stato avvertito dalla Loddo) telefona in Questura e parla con il capo di gabinetto Ostuni. Poi il Cavaliere telefona alla Minetti (ore 23.57). A questo punto Ruby è stata già fotosegnalata e sono state chiamate alcune comunità che però non hanno posto. Si avvia un nuovo vortice di telefonate e Giorgia Iafrate, funzionario di turno, comunica agli agenti che la ragazza deve essere rilasciata perché è la nipote di Mubarak. Viene anche avvertito il questore.
    Dopo altre telefonate partite da Parigi – a telefonare dovrebbe essere stato il capo scorta di Berlusconi – all’1.44 Ruby viene affidata alla Minetti che la consegna alla brasiliana. Se Ruby fosse stata almeno maggiorenne perché tutto questo da fare? E’ la domanda degli inquirenti, a cui Berlusconi e i suoi difensori rispondono che si voleva evitare un incidente diplomatico.”

    Se continuerà a commentare, emilio, senza essere informato dei fatti, dovrò negarle l’accesso. Non potrò più risponderle infatti se lei continua a scrivere a vanvera. Deve anche avere un po’ di rispetto per il suo interlocutore, e non abusare di questo spazio.

  3. Commento by emilio — 9 Novembre 2013 @ 01:17

    Si si, tutti i Primi Ministri d’Europa si occupano delle proprie prostitute come ha fatto il nostro! Lei ha perfettamente ragione! :lol:

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Novembre 2013 @ 12:44

    Ancora una volta non riconosce di aver detto una stupidaggine.

    Mi ringrazi che non approfitto più di tanto della sua ignoranza dei fatti. Ci sarebbe da ricavarne delle macchiette esilaranti.

    Se si rifarà vivo, venga più preparato. La politica, anche se in Italia è degenerata (pure per colpa di persone come lei, che non si documentano) è una cosa seria perché implica il destino dei nostri figli e del nostro Paese.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart