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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Caro papà, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #6/22

21 Ottobre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Caro papà, Caro figlio  #6

Caro figlio,

manca poco pi√Ļ di un mese al Natale. Le giornate si alternano tra il bello e il cattivo tempo. Lo sai bene che novembre non mi √® mai piaciuto. Per√≤ √® il mese in cui √® nata Olema, tua madre. Solo per questo √® un mese che per me spicca sugli altri, ed ha una stretta correlazione con la mia vita. Fuori, oggi che ti scrivo, il cielo √® coperto di nuvole nere, gravide di pioggia; passano e non scaricano il loro fardello, chiss√† dove lo faranno; sono minacciose, e quando alzo gli occhi al cielo paiono volermi ammonire, e dirmi che torneranno prima o poi ad accanirsi anche sulla mia casa. Vengono da lontano, ma sapranno riconoscerla al loro ritorno! Cos√¨ pare che mi dicano. Ma sono un po’ mattacchione, nevvero? Al di fuori dell’uomo, nessun altro √® capace di meditare una vendetta, o fare del cinismo. Siamo noi la specie peggiore, ed √® vero che il mondo si degrada e si complica per colpa dell’uomo.
Non so dove esattamente si trovi la tua piccola isola, se appartenga al nostro emisfero o all’altro, e n√© se il Natale capiti anche l√¨ d’inverno come da noi in Europa, se cada la neve dalle tue parti o √® estate, come in Sud Africa. Sono cose che mi piacerebbe che tu precisassi, affinch√© possa sentirmi pi√Ļ vicino a te. Le tue lettere stanno colmando delle distanze mostruose, non solo materiali. √ą come se tu fossi di nuovo entrato dentro di me, come quando eri piccino e cominciavi a fare i primi passi. Non si sa mai precisare il momento in cui un figlio esce dal cuore di un padre. Quando √® grande? Quando incontra la donna della sua vita? Io credo che non ne esca mai. Forse sonnecchia, e sta l√¨ nascosto in un cantuccio, in attesa di tempi migliori. Qualche volta la colpa √® del padre per questo letargo, preso dalle cose del mondo, dal lavoro, dagli affari, dall’egoismo, ma qualche volta √® anche il figlio che tende a nascondersi, a non farsi pi√Ļ vedere. Cos√¨ come tu sei nel mio cuore, e ci sei stato sempre, anche quando eri lontano e muto, allo stesso modo, ne sono pi√Ļ che certo, io sono stato nel tuo cuore, anche se lontano e muto. Padre e figlio non si lasciano mai. Dico di pi√Ļ, non si possono lasciare, anche se la cattiva natura che si nasconde in noi lo volesse. Qualunque cosa tu faccia nella vita, nel bene e nel male, essa porta sempre qualcosa della mia responsabilit√†. Ci√≤ che sono stato, che sono, che sar√≤ per te, ti accompagner√† sempre, e ti accompagner√† anche dopo la mia morte. E ci√≤ sar√† vero anche tra te e Anthony, ovviamente. Ma ora voglio spingermi oltre, e dirti che in Anthony rester√≤ anch’io sebbene non sia suo padre, ma non perch√© semplicemente sono suo nonno, bens√¨ perch√© ci√≤ che ha nutrito la mia anima si trasferisce in lui, pi√Ļ del mio corpo. Si trasferiscono, cio√®, non muoiono mai, i miei pensieri, i miei sentimenti. Essi migrano nei figli, e attraverso loro, nei figli dei figli. Sempre. Questo percorso non si interrompe mai. Di ci√≤ sono convinto, e potrei dirti certo. Ogni uomo che nasce √® in questo modo che si guadagna sulla Terra l’immortalit√†. Poi c’√® l’immortalit√† della vita ultraterrena, nella quale io credo, al contrario di te, che ancora non hai raggiunto questa certezza. Dio non √® il nostro padrone, come puoi essere indotto a pensare, ma colui che ci ha voluto creare a sua immagine e somiglianza, in tutto simili a lui. Siamo noi che abbiamo mancato, ed egli, invece di abbandonarci, di lasciarci forse perire, si √® preso ancora una volta cura di noi. Sono sicuro che non ci giudicher√† per condannarci, ma ci aprir√† le braccia per ricevere tutti coloro che ce l’hanno fatta a tornare ad essere cos√¨ come egli ci aveva voluto. Soprattutto buoni. Gli altri? Quelli che non ce la faranno? mi domanderai. Non ce ne saranno, dico io. Ce la faremo tutti; prima o poi, nel corso della nostra vita ci sar√† il mutamento; perfino pu√≤ accadere un attimo prima di lasciare questo mondo, nel momento estremo, quando nessuno ci ascolta o ci pu√≤ capire. Noi ritorniamo ad essere ci√≤ che Dio volle che fossimo. √ą un punto di forza della mia fede. Non voglio con questo modificare le tue convinzioni, ma solo esprimerti il mio pensiero sul punto che hai voluto toccare nella tua lettera. Ogni uomo, in questa scelta di credere o non credere deve restare solo, soltanto cos√¨ pu√≤ guadagnarsi il rispetto di se stesso e di Dio.
Il mondo √® comunque peggiorato, nonostante i buoni propositi di uomini come te, e come altri che si sacrificano su questa Terra. Anche in Italia tutto appare degradato, pieno di insidie, soprattutto per i giovani. Circola la droga a piene mani. Nei locali di intrattenimento ne corre a fiumi. Davanti alle scuole, ci sono individui spregevoli che allettano i giovani con promesse di paradisi artificiali. Nella malinconia e nella disperazione che attanaglia il nostro tempo, molti giovani si lasciano illudere. √ą un rischio che corre anche Anthony. Ci sono voci che intorno alla sua scuola circolino personaggi di questa specie. Olema pi√Ļ volte √® andata lei stessa a vedere coi propri occhi e ad accompagnare Anthony. Sai che per difendere voi, quando eravate piccoli, era una tigre. Lo √® rimasta pure col passare degli anni, e per Anthony sarebbe capace di menare le mani anche contro un uomo. Dovresti vederla, quando parte agguerrita! Lascia andare avanti Anthony, che non sa nemmeno che la nonna lo segue. Lei sta a distanza, attenta a tutto ci√≤ che gli accade intorno. Se fosse consentito, trascorrerebbe l’intera mattinata nei corridoi della scuola. Quando torna a casa, ancora √® presa dall’ansia che possa accadere al nostro Anthony qualcosa di brutto. Si dice che una volta assunta una di quelle maledette pasticche che circolano oggi, uno si abitua, e fa di tutto per tornare a prenderne, di nascosto naturalmente, cercando di non far capire ai propri familiari ci√≤ che gli sta accadendo. Devi credermi, √® una guerra quella che si combatte giornalmente per lasciare crescere integri i nostri figli e i nostri nipoti. Non circolano carri armati e bombe atomiche nei nostri paesi, ma la droga fa danni peggiori, e rovina una persona per sempre. Sappi questo, affinch√© tu possa misurare se ritieni di aver affidato tuo figlio nelle mani giuste, nelle mani cio√® di due persone che non sono pi√Ļ giovani e non sanno se riusciranno a difendere Anthony. Ci aiuta anche Giselda in questo, che √® la fidanzata di Donato ed ora insegna proprio nella scuola che frequenta Anthony. √ą proprio perch√© c’√® lei che Olema ha rinunciato a battersi per entrare nei corridoi della scuola e trascorrervi l’intera mattinata a guardia di tuo figlio! Ma, ti posso assicurare, lo farebbe volentieri anche sapendo che c’√® Giselda a vegliare su di lui!
Anthony a scuola si fa onore. Non lo dico per compiacerti. Sono stato a parlare con gli insegnanti, √® venuta con me tua madre, lo sai com’√® fatta. Non molla la presa: Anthony √® come se fosse suo figlio, visto che non ha pi√Ļ la madre vera, la povera e cara Jenny, che tanto avrei voluto conoscere. Gli insegnanti dicono che √® un ragazzo pronto, vivace, apprende facilmente, √® pieno di curiosit√†. Parla l’italiano correntemente, ora, grazie al fatto che sei stato tu a farglielo apprendere quando stava con te, ma conserva quell’accento straniero che chiss√† se se lo toglier√† mai. Per√≤, cos√¨ mi dicono, quell’accento piace tanto alle ragazzine, che gli stanno attorno come le api al miele. Si fa un bel ragazzo ora che le cure che ha intrapreso mostrano i primi effetti. Sai che √® davvero simpatico a tutti? Sta imparando il vernacolo lucchese. Dicono che √® tagliato per questo nostro garbato dialetto. Possiede una spiccata attitudine a fare le imitazioni, qualunque imitazione: di un compagno di banco, di una compagna, di un insegnante, di un amico, perfino me imita! E se tu fossi qui, ti sbellicheresti dalle risate. √ą perfetto, sa rifare la voce come quei grandi imitatori che lo fanno per mestiere. A tavola non poche volte, siamo noi a chiedergli di farci fare quattro risate. Donato e Olema soprattutto glielo chiedono, e non vorrebbero farlo smettere mai. Lui √® generoso, corrisponde, non si rifiuta, e sono io a volte a dirgli di smettere, di non affaticarsi. Solo cos√¨ Donato e Olema rinunciano a farlo continuare. Tua madre se lo mangia con gli occhi, quando imita e gesticola su qualche personaggio visto in Tv. Vedessi come ride tua madre! Si piega in due, si regge la pancia, e Donato la guarda contento, pensando che nemmeno lui, allegro com’√®, √® mai riuscito a farla ridere cos√¨ tanto. Anthony ci entra nel sangue, ci scorre nelle vene. Abbi cura di te, figlio mio. Tuo padre Efisio.

Questa lettera, per una fortunata coincidenza, fu consegnata a Uilio direttamente dal capitano della nave. Era un giovane di origine olandese, biondo, con una folta barba, occhialuto. Sceso sulla barca per raggiungere la riva, incroci√≤ l’imbarcazione di Uilio che stava rientrando dalle isole vicine. Lo chiam√≤, urlando e gesticolando. Uilio intese e gir√≤ nella sua direzione.
¬ęEcco qua una lettera per lei, dottore. ¬Ľ
La prese. La guardò.
¬ę√ą di mio padre ¬Ľ disse.
Se la mise in tasca e si diresse a riva. Entrato in casa, non si spogli√≤ nemmeno. Voleva sapere di Anthony, e la lesse tutta d’un fiato. La sera, quando le prime luci furono accese nel villaggio, usc√¨ fuori. Camminava e pensava, respirando ampie volute d’aria. Guardava il mare, le lontane luci dei pescatori, le lanterne gialle messe ai crocicchi delle poche strade sterrate. Teneva in tasca la lettera di suo padre, che parlava di Anthony, aveva anche la lettera precedente. Le tir√≤ fuori. Le apr√¨. Aveva avuto una pesante giornata di lavoro, ma leggerle, leggerle di nuovo sotto una di quelle lanterne, non lo stancava.

Dear Dad, Dear Son #6  

Dear son,

¬† ¬† ¬† It’s just a little more than a month until Christmas. We’ve had good and bad weather on alternate days. You know I don’t like November. However, it’s the month in which Olema was born. This is the only reason that this month stands out from the others and has a connection with my life. As I write, the sky is covered with dark clouds, heavy with rain, but they pass over without unloading their burden. I wonder where they will. They’re threatening and when I look up at the sky they seem to be warning me and telling me they’ll be back to attack this house sooner or later. They’re going away now but they’ll be able to recognise it on their return! That’s what they seem to be telling me. I’m being a little fanciful, don’t you think?
¬† ¬† ¬† Apart from man, no other being is capable of plotting vengeance or being cynical. We’re the worst species and it’s true that the world is degraded and complicated through man’s fault. ¬†
¬† ¬† ¬† I don’t know exactly where your island is, if it’s in this hemisphere or the other, or if your Christmas occurs in winter as it does here in Europe, if the snow falls where you are, or whether it’s summer as in South Africa. These are things I’d like you to tell me so I can feel closer to you. Your letters are filling the monstrous distances and not just in a literal way. It’s as if you were once again within me, as you were when you were little and taking your first steps. When does a son leave his father’s heart? When he grows up? When he meets the woman in his life? I believe he never leaves. Perhaps he falls asleep and hides there in a corner, waiting for better weather. Sometimes the father is to blame for this hibernation because he’s bound up in worldly things, in work, business, selfishness, but sometimes it’s the son who wants to hide and not show himself. Just as you are in my heart and have always been there, even when you were distant and mute, in the same way, I’m sure, I was in your heart, though distant and mute. Father and son never part. I’d go further and say, they cannot part, even if the wickedness we hide within us wants this. Whatever you do in life, for good or for ill, this is partly my responsibility. All that I’ve been, am and will be for you, will be with you always and go with you even after my death. And, obviously, that will be true for you and Anthony as well.
¬† ¬† ¬† Now I want to go even further and tell you that I too will remain in Anthony, though I’m not his father and not simply because I’m his grandfather, but rather because that which has nurtured my soul, rather than my body, passes to him. My thoughts and my feelings pass to him, that is to say, they will never die. These pass to our sons, and through them, to the sons of our sons. This chain is never broken. I’m sure of this, utterly sure. Every man born into this world thus earns immortality on Earth.
¬† ¬† ¬† Then there’s the immortality of the afterlife which I believe in, unlike you. You haven’t found this certainty. God is not our Master, as you may have been led to think, but the One who created us in His image and likeness in every way. It is we who have failed and He who has taken care of us once again, instead of abandoning us and leaving us to perish. I’m sure He won’t judge us in order to condemn us but will open His arms to receive all who go back to being what He would wish. Especially being good. You’ll ask, “What about the others? Those who won’t do this?” We’ll all do it. Sooner or later in the course of our life there will be a change. It can even happen a second before we quit this world, at the very end, when no one hears us or can understand. We return to what God wanted us to be. This is a very important part of my faith. I don’t want to change your convictions but am only telling you what I think on the subject since you touched on it in your letter. Every man must be alone in this choice between believing or not believing, for only in this way can he earn self-respect and the respect of God.
¬† ¬† ¬† But the world has got worse, despite the good intentions of men like you and the others who sacrifice themselves on this Earth. In Italy, too, everything seems to have got worse and full of pitfalls, especially for the young. Drugs are widely available. They flow like water in discos and so on. There are despicable individuals who hang about outside schools and tempt young people with promises of artificial paradises. And with the depression and despair that claw at our times, many young people allow themselves to be taken in. This is a risk that Anthony runs too. There are rumours that such people hang about at his school. Olema has often gone to see this with her own eyes and to accompany Anthony. You know what a tigress she was about looking after and protecting you and Donato when you were little. The years have passed but she’s still like that. She’d be capable of punching any man for Anthony’s sake. You should see her when she sets off to do battle! She lets Anthony go ahead and he doesn’t know his grandma’s following him. She keeps at a distance watching everything that’s going on around her. She’d spend the whole morning in the school corridors if she was allowed to. When she gets home, she’s still fearful that something dreadful might happen to Anthony. They say that once you’ve taken one of those accursed pills, you’re hooked, and you do everything you can to get more, secretly, of course, trying not to let your family see what’s happening to you. Believe me, we fight a war every day so that our children and grandchildren can grow up safe and well. There are no tanks or atom bombs here in Italy but drugs do more damage and ruin a person forever. I’m telling you this so you can judge whether you’ve entrusted Anthony to the right people, to two people who are no longer young and don’t know if they’ll manage to protect Anthony. Giselda, Donato’s fianc√©e, helps us and she’s now teaching in the school Anthony goes to. In fact, it’s because she’s at the school that Olema has stopped trying to force her way into the school corridors and spending the whole morning there protecting your son! However, I assure you she’d do that willingly even in the knowledge that Giselda is there to keep an eye on him!
¬† ¬† ¬† Anthony does you proud at school. I don’t say that simply to gratify you. I’ve been to speak to his teachers and your mother came with me. You know what she’s like – she doesn’t give in. Anthony is like her own son now that he no longer has his real mother, poor, dear Jenny, whom I so wish I had met. His teachers say he’s an alert, lively child, learns quickly and is full of curiosity. He speaks Italian fluently now, thanks to the fact that it was you who taught him when he was with you, but he still has a slight accent and perhaps he’ll ever lose it. However, they tell me that the little girls like it and that they hang around him like bees round a honey pot. He’s a fine looking boy now that the treatment he’s been having has begun to take effect. In fact, everyone takes to him. He’s learning Lucchese words and people say he was born to speak our pleasant local dialect. He has a real gift for mimicry of any kind. He does impressions of his classmates, his teacher, his friends and even me! If you were here, you’d laugh and laugh. He’s brilliant at it and can do voices like those great mimics who do it for a living. Often when we’re having dinner we ask him to make us laugh, Donato and Olema especially, and they never want him to stop. He’s happy to continue, he doesn’t say no, and sometimes it’s me that tells him to stop so that he doesn’t tire himself. That’s the only way to get Donato and Olema to stop asking him for more. Your mother can’t take her eyes off him when he’s doing some personality he’s seen on TV. You should see how she laughs – bent double, clutching her stomach – and ¬† Donato watches her happily, thinking that no one’s ever made her laugh so much, not even himself and he can be very amusing. Anthony has entered our blood, he runs in our veins.
Take care of yourself my son.
Your father,
Efisio  

By a lucky chance, this letter was delivered to Uilio by the ship’s captain himself. He was a young Dutchman, blonde, with a thick beard and glasses. He was in a boat making for the shore when he saw Uilio in his boat, coming back from the neighbouring islands. The captain shouted to him and waved his arms. Uilio understood and turned his boat towards him.
¬† ¬† ¬† “There’s a letter for you, doctor.”
¬† ¬† ¬† Uilio took it and looked at it. “It’s from my father,” he said.
¬† ¬† ¬† He put it in his pocket and made for the shore. When he went into the house, he didn’t even take his jacket off. He wanted to know about Anthony and he read the letter without stopping. In the evening, when the first lights came on in the village, he went out. He walked and thought, breathing deeply. He looked out over the sea, at the distant lights of the fishing boats, at the yellow lamps hanging where the few roads intersected. He had his father’s letter about Anthony and the previous one in his pocket. He opened them. It had been a long, hard day but as he read them and reread them by the light of one of those lamps he didn’t feel tired.


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ÔĽŅ

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart