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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Caro papà, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #1/22

16 Ottobre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Caro papà, Caro figlio  #1

 

“… ho subito letto il Suo romanzo, che mi ha profondamente colpito per l’originalit√† della tragicit√† quieta e luminosa della scrittura, condotto com’√® fra vicenda e sequenza epistolare…” Giorgio B√°rberi Squarotti

Caro papà [1],

perdonami se non ti ho scritto in tutti questi anni. Mi trovo molto lontano da te e in un luogo dove non √® facile comunicare con il mondo. Sono stato molto felice. √ą la vita che ho sempre sognato di fare, ricordi? Te ne parlavo quando mi sorprendevi triste e inquieto. Mi confidavo con te, perch√© sapevo che mi avresti capito. Ho solo da ringraziarti, sempre, per non avermi ostacolato, e sappi che devo a te molta parte della mia felicit√†. Purtroppo un anno fa la mia adorata Jenny, mia moglie, √® morta, anch’io sono stato molto malato. Un’epidemia. Nostro figlio √® stato in pericolo di vita. Morta la madre, mi sono preso io cura di lui, ho sofferto, ho trepidato, ma ora √® salvo. Ha bisogno di cure per ristabilirsi definitivamente. √ą un ragazzo di 12 anni, un bel ragazzo, come bella era sua madre. Ho pensato che potresti occuparti di lui, so di metterlo in buone mani, e che farai di tutto perch√© cresca bene. Pi√Ļ in qua, quando potr√≤, ti dir√≤ dove mandarlo. Non ho i mezzi per accudirlo come sarebbe necessario, non sono mai stato ricco, mi sono sempre accontentato del poco, del necessario. Ma come ti confidavo da ragazzo, la mia felicit√† √® stata completa perch√© ho potuto vivere la mia libert√† e dedicarmi agli altri. Se la cosa ti pu√≤ far piacere, come credo, sappi che dove vivo, mi vogliono bene; anche se la gente √® povera quanto me, la nostra ricchezza √® la felicit√† che nasce da una vita semplice, senza affanni.
Un amico che viene in Italia si √® incaricato di portarti il ragazzo. Si chiama Anthony, mio figlio. Quando lo vedrai, scoprirai che ha qualcosa anche di te. Spero che questo incontro ti renda un po’ del bene che non ti ho potuto dare. Bacioni a tutti. Tuo figlio Uilio. ¬†

Fuori della finestra il sole era gi√† alto. Si vedeva l’ampia distesa dei campi e, oltre, le colline, che chiudevano il cielo cristallino. Il piccolo Anthony ascoltava il nonno parlare. Raccontava allo sconosciuto che lo aveva condotto l√¨ quanto amore aveva nutrito per il suo Uilio. Stavano seduti in salotto, una stanza piccina. Donato, l’altro figlio, il fratello di Uilio, era stato lui ad aprire e a farli entrare. Poi era subito accorsa Olema, la mamma.
¬ęQuando torner√† da mio figlio, gli consegni questa lettera ¬Ľ disse Efisio, porgendola.
¬ęCi dica dov’√® ¬Ľ chiesero ancora una volta, e soprattutto Olema lo fece con le lacrime agli occhi.
¬ęCi lasci√≤ all’improvviso ¬Ľ disse. ¬ęNemmeno il tempo di prepararci alla sua partenza. ¬Ľ
¬ęVostro figlio sta bene. √ą felice, anche se ha perduto Jenny, sua moglie, una ragazza che ha fatto tanto per la sua felicit√†. ¬Ľ
¬ęCom’era? ¬Ľ
¬ęCome Anthony. Guardate il ragazzo e vedrete Jenny. Bionda come lui, gli occhi nerissimi come il carbone; il naso era piccolo, pi√Ļ piccolo di quello di Anthony. ¬Ľ
¬ęCome si sono conosciuti. ¬Ľ
¬ęNon lo so. √ą stato un dono di Dio. ¬Ľ
¬ęSento che mio figlio ora non √® pi√Ļ felice. ¬Ľ Tornava a gemere Olema.
¬ęQuando lo rivedr√≤ gli porter√≤ la vostra lettera. ¬Ľ
¬ęDeve scriverci. Non si pu√≤ lasciare cos√¨ la propria famiglia e non far sapere pi√Ļ niente. ¬Ľ Era Efisio.
¬ęNoi gli abbiamo voluto bene. Anche ora gliene vogliamo, sebbene ci abbia fatto questo. ¬Ľ Era Donato, che era pi√Ļ piccolo di Uilio.
L’uomo si mise la lettera in tasca.
¬ęFar√≤ in modo che d’ora innanzi vi scriva. √ą una promessa. Del resto Uilio vi ha sempre avuti nel cuore. Anche con Jenny non faceva che parlare di voi, e di suo fratello Donato. Jenny si domandava come fosse Donato, se gli somigliasse. ¬Ľ
¬ęGli somiglio? ¬Ľ
¬ęSi vede lontano un miglio che siete fratelli. ¬Ľ
¬ęIl nostro mondo sono i nostri figli ¬Ľ disse Efisio, guardando Olema. ¬ęQuesta donna non desidera altro che riabbracciare Uilio. Ditegli anche questo, che noi vogliamo che ritorni. Un giorno dovr√† accadere. Non pu√≤ restare a lungo lontano da noi. ¬Ľ
¬ęLa sua casa √® diventata il mondo. La sua famiglia ora √® il mondo. ¬Ľ
¬ęMa come pu√≤ essere. ¬Ľ
¬ę√ą cos√¨. ¬Ľ
¬ęDiteci dove vive. ¬Ľ
¬ęVedrete, sar√† lui a parlarvene, quando verr√† il momento. ¬Ľ
¬ęE quando sar√†? ¬Ľ
¬ęOra avete Anthony con voi, suo figlio. Si √® ristabilito un contatto che sembrava perduto, ma non era cos√¨, ve l’assicuro. ¬Ľ
¬ęLo sapevo che non poteva dimenticarsi di noi. ¬Ľ Era Olema.
¬ęHa insegnato ad Anthony la nostra lingua. Sapeva che sarebbe venuto qui, ecco perch√© ha voluto che imparasse. ¬Ľ
¬ęAnthony, tuo padre ti aveva mai parlato di noi, prima di decidersi a mandarti qui? ¬Ľ
¬ęS√¨ nonno. Prima che ti vedessi, ti conoscevo gi√†. ¬Ľ
¬ęAnche me conoscevi? ¬Ľ domand√≤ Olema, e nei suoi occhi c’era un luccichio.
¬ęConoscevo anche te, nonna. Sapevo gi√† che eri cos√¨ bella. ¬Ľ
¬ęE Donato? ¬Ľ
¬ęPap√† mi ha detto che dovr√≤ ascoltare tutto quanto mi insegner√†. ¬Ľ
¬ęNon conosco tutte le cose che sa tuo padre. ¬Ľ
¬ęAllora, ti insegner√≤ io le cose che ha insegnato a me. ¬Ľ
¬ęOh, questa √® bella! ¬Ľ esclam√≤ Donato.
¬ę√ą tutto suo padre ¬Ľ disse Olema.
¬ęEra cos√¨ anche Jenny ¬Ľ disse lo sconosciuto.

[1] In Lucchesia, nella stessa famiglia, nei confronti del genitore, i figli usano appellarlo con il termine di babbo o di papà, indifferentemente.

 

Dear Dad, Dear Son #1

“…I immediately read his novel, which struck me deeply on account of the originality of the quiet, luminous, tragic power of the writing. The story unfolds through events and a sequence of letters…” Giorgio B√°rberi Squarotti ¬†

Dear dad,

¬† ¬† ¬† Forgive me for not writing to you for all these years. I’m very far away from you, in a place where it’s difficult to communicate with the outside world. I’ve been very happy. It’s the life I always dreamed of having, remember? I used to talk to you about it when you found me unhappy and troubled. I confided in you because I knew you’d understand. I can only you thank you, always, for not standing in my way and I want you to know that I owe a great part of my happiness to you.
¬† ¬† ¬† My beloved wife Jenny died a year ago and I myself was very ill. An epidemic. Our son’s life hung in the balance. With my wife dead, it was I who nursed him. I suffered because I feared the worst, but now he’s out of danger. However, he needs treatment in order to be completely well again.
¬† ¬† ¬† He’s twelve years old, a beautiful boy, as beautiful as his mother was. I thought you could look after him. I know I’m putting him in safe hands and that you’ll do all you can to ensure he grows up well and strong. Later on, when I’m able to, I’ll tell you where to send him. I don’t have the means to look after him as he needs to be. I’ve never been rich and have always been content with little, just what is necessary. But as I told you when I was a boy, my happiness is complete because I can live in my own kind of freedom, dedicating myself to others. If it would please you to know, as I believe it will, they love me here. The people are as poor as I am but our wealth lies in the happiness of leading a simple life without stress.
¬† ¬† ¬† A friend who is travelling to Italy has undertaken to bring the boy to you. My son is called Anthony. When you meet him, you’ll see how much of you there is in him. I hope this meeting will give you something of the good that I wasn’t able to give you.
My love to everyone,
Your son

Uilio  

Outside, the sun was already high. Beyond the broad stretch of fields were the hills against a crystalline sky. Little Anthony was listening to his grandfather Efisio who was telling the stranger who had brought him here how much he loved his son Uilio. They were in the small sitting room. It had been Donato, Uilio’s younger brother, who had opened the door and invited them in. Then the boy had noticed Olema, their mother.
¬† ¬† ¬† “When you see my son again, give him this letter,” said Efisio, handing it to the stranger.
¬† ¬† ¬† “Tell us where he is,” they asked again, Olema especially, with tears in her eyes. “He left so suddenly,” she said. “There wasn’t even time for us to prepare for him leaving.”
¬† ¬† ¬† “Your son is well,” said the man. “He’s happy, despite his wife’s death. Jenny did so much to make him happy.”
¬† ¬† ¬† “What was she like?”
¬† ¬† ¬† “Like Anthony. Look at Anthony and you’ll see Jenny. Blonde like him, with eyes as black as coal. Her nose was small, smaller than Anthony’s.”
¬† ¬† ¬† “How did they meet?”
¬† ¬† ¬† “I don’t know. It was a gift from God.”
¬† ¬† ¬† “I feel my son isn’t happy any more,” said Olema, the tears flowing again.
¬† ¬† ¬† “When I see him again, I’ll give him your letter.”
¬† ¬† ¬† “He must write to us,” Efisio said. “You can’t leave your family as he did and let them know nothing.”
¬† ¬† ¬† “We loved him,” said Donato. “We still love him, despite what he did.”
¬† ¬† ¬† The man put the letter in his pocket. “I’ll make sure he writes to you from now on. That’s a promise. You know, you’ve always been in Uilio’s heart. Even with Jenny, he talked about you all the time and about his brother Donato. Jenny wanted to know what Donato looked like, if he was like Uilio.”
¬† ¬† ¬† “Do I look like him?”
¬† ¬† ¬† “You can tell a mile away that you’re brothers.”
¬† ¬† ¬† “Our world is our sons,” said Efisio, looking at Olema. “My wife wants nothing else but to hold Uilio in her arms again. Tell him this, that we want him to come back. One day it will happen. He can’t stay away from us so long.”
¬† ¬† ¬† “His home is the world now. His family is the world now.”
¬† ¬† ¬† “How can that be?”
¬† ¬† ¬† “That’s how it is.”
¬† ¬† ¬† “Tell us where he is.”
¬† ¬† ¬† “He’ll be the one to tell you that, when the right moment comes.”
¬† ¬† ¬† “When will that be?”
¬† ¬† ¬† “You have Anthony, his son, with you now. Contact has been re-established. You thought it was lost but it wasn’t like that, I assure you.”
¬† ¬† ¬† “I knew he couldn’t have forgotten about us,” said Olema.
¬† ¬† ¬† “He taught Anthony to speak our language,” said Efisio. “He knew he’d come here one day. That’s why he taught him. Anthony, did your father ever speak about us, before he decided to send you here?”
¬† ¬† ¬† “Yes, grandpa. I knew you already, before I saw you.”
¬† ¬† ¬† “Did you know me too?” asked Olema and there was a sparkle in her eye.
¬† ¬† ¬† “I knew you, too, grandma. I already knew you were very pretty.”
¬† ¬† ¬† “And Donato, too?”
¬† ¬† ¬† “Dad told me I have to listen to everything he teaches me.”
¬† ¬† ¬† “I don’t know all the things your father knows.”
¬† ¬† ¬† “Well, I’ll teach you the things he taught me.”
¬† ¬† ¬† “That’s wonderful!” exclaimed Donato.
¬† ¬† ¬† “He’s just like his father,” Olema said.
¬† ¬† ¬† “Jenny was like that, too,” said the stranger.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart