Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Caro Santoro, ecco 10 domande per Fini

25 Ottobre 2012

di Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica
(da “il Giornale”, 25 ottobre 2012)

Caro Michele Santoro, scusaci il tu. Ma sei l’unica speranza rimasta per avere una risposta da Gianfranco Fini alle domande che Il Giornale, e recentemente anche Il Fatto Quotidiano, hanno posto invano al presidente della Camera. Ci affidiamo a te, che non guardi in faccia a nessuno, per fissare negli occhi il tuo ospite di stasera a Servizio Pubblico e chiedergli finalmente una versione precisa e completa sulla casa di Montecarlo.

La nostra √® una semplice richiesta, il conduttore sei tu. Tuo il gioco, tue le regole, tua la decisione di come utilizzare il tempo con Fini, che sulla vicenda che vede coinvolti i suoi affetti √® stato fino a oggi a dir poco omertoso e contraddittorio. In passato hai dato ampio spazio alla vicenda di Montecarlo approfittando di Italo Bocchino e Valter Lavitola, ma adesso che l’Espresso inchioda definitivamente i Tulliani ai loro rapporti off-shore, forse √® il caso di chiedere all’uomo che aveva promesso le dimissioni, di spiegare in contraddittorio perch√© non lo ha ancora fatto. Per questo ci permettiamo di suggerirti qualche domanda da porgergli stasera durante la tua trasmissione.

1) Come tutti anche lei ha letto le ulti ¬≠me novit√† pubblicate dal settima ¬≠nale L’Espresso. Le sembra normale che il passaporto della sua compagna Elisabet ¬≠ta Tulliani sia stato spedito via fax ( nel pe ¬≠riodo antecedente la vendita della casa di An) dall’imprenditore latitante France ¬≠sco Corallo al broker James Walfenzao, l’uomo che subito dopo perfezion√≤ l’ac ¬≠quisto dell’immobile di Boulevard Prin ¬≠cesse Charlotte con una societ√† off-shore dei Caraibi?

2) Non le appare sospetto che via fax, sempre da Corallo e sempre verso Walfenzao, vi √® la prova anche che suo co ¬≠gnato Giancarlo, poco prima della famo ¬≠sa compravendita con Walfenzao, ha co ¬≠stituito una societ√† off-shore nell’isola di Saint Lucia aprendo anche un conto cor ¬≠rente in quel paradiso fiscale?

3) Nel 2008, lo ha detto lei nei suoi pri ¬≠mi ¬ęchiarimenti ¬Ľ, suo cognato indi ¬≠vidu√≤ la casa ereditata da Alleanza nazio ¬≠nale nel Principato di Monaco. Poi, chis ¬≠s√† come, individu√≤ anche un acquirente dall’altra parte del mondo, nello stato di Saint Lucia, interessato ad acquistarla at ¬≠traverso societ√† anonime costituite ad hoc.Quindi,chiss√† come,allafine c’√® an ¬≠dato a vivere proprio lui domiciliando le sue bollette all’indirizzo monegasco di Walfenzao. Suo cognato come ha potuto organizzare la trattativa dentro il partito senza il suo interessamento?

4) Ora che c’√® la prova dei rapporti tra i suoi familiari e Walfenzao (emer ¬≠si grazie al sequestro della guardia di fi ¬≠nanza a casa Corallo su mandato della procura di Milano che indaga su Ponzelli ¬≠ni e lo stesso Corallo) come spiega la gene ¬≠si di questa relazione? In altre parole chi ha presentato Elisabetta e Giancarlo a Co ¬≠rallo, imprenditore del gioco come a lei noto assai vicino a persone a lei molto vici ¬≠ne?

5) Le chiediamo ci√≤ perch√© lei stesso, nel 2004, √® stato in vacanza poco di ¬≠stante da Santa Lucia, nell’isola di Saint Marteen, ¬ęregno ¬Ľ di Francesco Corallo nel cui ristorante lei √® stato immortalato a pranzo con altri notabili dell’ex An. Pro ¬≠prio per fugare definitivamente ogni dub ¬≠bio pu√≤ escludere che il ¬ęgancio ¬Ľ tra i Tul ¬≠liani e Corallo siate stati Lei o il suo brac ¬≠cio destro, l’onorevole di Fli Checchino Proietti, beneficiario anni dopo di finan ¬≠ziamenti proprio da Corallo?

6) Le sue ondivaghe dichiarazioni, converr√†, non hanno certo dira ¬≠mato le ombre su di lei e sulla carica isti ¬≠tuzionale che ricopre. In due anni di po ¬≠lemiche per l’ affaire immobiliare, inve ¬≠ce di spiegare, ha preferito lamentarsi di un’asserita campagna di delegittimazio ¬≠ne che le si √® scatenata contro. Perch√© in ¬≠vece non ha mai sentito l’esigenza di ri ¬≠spondere con chiarezza agli italiani su ogni punto della delicata questione sol ¬≠levata dal Giornale e recentemente rilan ¬≠ciata da Fatto Quotidiano e L’Espresso? Nasconde qualcosa? Protegge qualcu ¬≠no?

7) Lei continua a ripetere, come un mantra, che la procura di Roma ha sancito che non vi sono profili penali in questa vicenda. E dietro a questa afferma ¬≠zione si nasconde poco coraggiosamente. Ora, senza entrare nel merito dell’inchie ¬≠sta a dir poco discutibile che l’ha vista usci ¬≠re di scena senza mai essere stato interro ¬≠gato e dopo essersi ritrovato indagato per un solo giorno (quello della richiesta d’ar ¬≠chiviazione) nella vicenda in s√© ci sono pro ¬≠fili morali e politici giganteschi che lei snobba. A cominciare dall’aver lasciato che un suo parente stretto gestisse nel pro ¬≠prio interesse affari con beni di propriet√† del partito ereditati con un vincolo d’utiliz ¬≠zo a finalit√† politiche, e non certo facendo ¬≠ci guadagnare le casse di An. Fosse anche solo questa la contestazione, non crede di dovere delle spiegazioni a chi per tanti an ¬≠ni ha militato sotto la sua leadership?

8) C’√® un fatto specifico su cui lei non si √® mai espresso, facendo sbilan ¬≠ciare incautamente pro domo sua alcuni adepti di Fli: la famosa cucina Scavolini. Le sembrer√† una cosa da poco, ma non lo √®: un deputato del suo partito (presumia ¬≠mo da lei imbeccato, altrimenti come avrebbe potuto saperlo?) disse che la sto ¬≠ria della cucina comprata a Roma e porta ¬≠ta a Montecarlo, raccontata dal Giorna ¬≠le, era una panzana e che s√¨, venne com ¬≠prata una cucina, ma si trovava a centina ¬≠ia di chilometri dal Principato. Le foto e la planimetria della casa ¬ęoccupata ¬Ľ da Tulliani dimostrarono il contrario. Di fronte all’evidenza ammette finalmente di aver accompagnato Elisabetta al mobi ¬≠lificio sull’Aurelia per scegliere la Scavo ¬≠lini, come riferito da un impiegato del ne ¬≠gozio?

9) La sua compagna Elisabetta Tullia ¬≠ni risulta aver avuto un ruolo molto attivo almeno nelle prime fasi della ri ¬≠strutturazione dell’appartamento. Ne parlano espressamente l’ambasciatore italiano a Monaco Mistretta e ancor pi√Ļ un famoso costruttore monegasco, Lucia ¬≠no Garzelli, che aveva cominciato a occu ¬≠parsi dei lavori nella casa proprio su insi ¬≠stenza del diplomatico. Lei per√≤ ha detto di aver saputo che Giancarlo viveva in quella casa ¬ęqualche tempo dopo la ven ¬≠dita ¬Ľ proprio da Elisabetta. Ma i lavori so ¬≠no ovviamente precedenti al trasloco di suo cognato. E dunque, ha mentito lei agli italiani o la sua compagna a lei?

10) Poche settimane fa, sempre su que ¬≠sta rete, Lei √® stato ospite di Lilli Gruber in contemporanea al ritrovamen ¬≠to di una lettera di Valter Lavitola a Berlu ¬≠sconi, relativa al documento di Saint Lu ¬≠cia che identificava in Tulliani il proprie ¬≠tario delle off-shore e quindi della casa di Montecarlo. In uno slancio di entusia ¬≠smo lei ha esteso i dubbi sulla genuinit√† dell’acquisizione di quel singolo docu ¬≠mento del governo di Saint Lucia all’inte ¬≠ra inchiesta giornalistica. Nella foga ha anche sostenuto di aver avuto informazio ¬≠ni ¬≠dai servizi segreti sull’ affaire Montecar ¬≠lo. Posto che Lei per legge, ovviamente, non poteva averli, pu√≤ dirci con quale agente segreto √® entrato in confidenza?


Napolitano si accorge delle soffiate del Csm al partito “Repubblica”
di Massimiliano Scafi
(da “il Giornale”, 25 ottobre 2012)

Roma – Che fine ha fatto ¬ęla riservatezza ¬Ľ che il Csm dovrebbe sempre ¬ęrigorosamente osservare ¬Ľ? E la ¬ęregola di non interferire nel libero dibattito parlamentare ¬Ľ, dove √® stata dimenticata? A Giorgio Napolitano quella velina che qualche consigliere ha recapitato a Repubblica non √® proprio piaciuta.

Quel presunto parere negativo di Palazzo de’ Marescialli sul ddl anticorruzione infatti era una mezza patacca, era ¬ęsolo una bozza che n√© la commissione n√® il plenum avevano esaminato ¬Ľ, eppure √® stata fatta circolare perch√© influenzasse la valutazione delle Camere. √ą stata pure avallata, il giorno dopo, dal vicepresidente Michele Vietti: ¬ęNon √® una stroncatura, √® un giudizio favorevole con alcune critiche ¬Ľ. Male. Malissimo. Si tratta, spiega il presidente, di un episodio grave, perch√© non solo ¬ę√® lesivo del prestigio ¬Ľ del Consiglio superiore ma si presta a ¬ędannose strumentalizzazioni ¬Ľ.

¬ęDeluso e amareggiato ¬Ľ, Napolitano ha messo nero su bianco la sua rabbia in una lettera datata 22 ottobre e letta ieri davanti al plenum dallo stesso Vietti. Il capo dello Stato, che ha voluto mettere agli atti ¬ęil forte disagio e il rammarico ¬Ľ per la fuga di notizie, ricorda che gi√† nel 2008 aveva dovuto ¬ędeplorare la violazione, in fase istruttoria, di quella regola di riservatezza che andrebbe rigorosamente osservata da tutti i componenti del Csm e delle sue commissioni nel corso della preparazione e discussione di atti impegnativi e di particolare delicatezza ¬Ľ.

Parole al vento, come dimostrano chiaramente le anticipazioni ¬ępubblicate su un importante quotidiano ¬Ľ su una bozza di parere che non era stata affrontata ¬ęn√© tantomeno approvata ¬Ľ dal Consiglio superiore. Lo strappo √® profondo. ¬ęQuello che √® avvenuto nei giorni scorsi ¬Ľ non si limita a colpire ¬ęil prestigio ¬Ľ dell’organo di autogoverno della magistratura e dare la stura a dietrologie e a ¬ęspeculazioni ¬Ľ. Addirittura, secondo Napolitano, mette in crisi ¬ęl’importante istituto del parere ¬Ľ, cio√® la facolt√† del Csm di fornire delle opinioni sui provvedimenti di legge che riguardano l’ordinamento giudiziario.

Insomma, per fornire della valutazioni, spiega in sostanza il presidente della Repubblica, bisogna riuscire a rimanere lucidi e distaccati. ¬ęIo stesso – racconta – ho pi√Ļ volte nel corso degli anni difeso questo istituto da arbitrarie contestazioni. Per√≤ i pareri devono sempre essere espressi in termini e tempi rispettosi della sovranit√† del Parlamento, non interferendo nella fase culminante del libero confronto parlamentare ¬Ľ. Napolitano non sopporter√† altri sconfinamenti. ¬ęConfido che il Consiglio vorr√† condividere questo richiamo e questo impegno ¬Ľ.

Asciutto, quasi contrito il commento di Vietti, dopo aver letto la lettera: ¬ęCredo che le parole del presidente della Repubblica siano cos√¨ chiare e nette che non meritino un’ulteriore chiosa e che al Csm non resti che prenderne atto ¬Ľ. Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl al Senato, si dice ¬ęgrato ¬Ľ a Napolitano. ¬ęConfidiamo anche noi che l’organo di autogoverno della magistratura tenga conto del monito e si astenga dall’alimentare strumentalizzazioni mediatiche con il deposito in edicola di pareri fantasma ¬Ľ. Applaude anche l’Unione della camere penali: ¬ęSperiamo che finiscano le indebite pressioni sull’iter legislativo. Perch√© il Csm non si occupa piuttosto dei tempi dei processi e degli errori dei magistrati? ¬Ľ.


Trattativa Stato-mafia, Mancino chiede il giudizio del tribunale dei ministri
di Redazione
(da “il Fatto Quotidiano”, 24 ottobre 2012)

Dopo la richiesta di stralcio della sua posizione per mancanza di ‚Äúconnessione‚ÄĚ con quelle degli altri imputati, l’ex presidente del Senato ¬†Nicola Mancino, attraverso i suoi legali, ha depositato al gupPiergiorio Morosini, davanti al quale si terr√† l’udienza preliminare del procedimento sullatrattativa Stato-mafia, una istanza con cui si chiede di trasmettere gli atti al tribunale dei ministri.

Secondo l’ex politico Dc, imputato del reato di ¬†falsa testimonianza, il gup dovrebbe dichiararsi incompetente a decidere e inviare il fascicolo al tribunale dei ministri, competente in quanto all’epoca della presunta trattativa Mancino era ¬†ministro dell’Interno. Sulla richiesta, probabilmente, il gup si pronuncer√† il 29 ottobre, data in cui avr√† inizio l’udienza sulla trattativa. Nel procedimento sono coinvolti, oltre a Mancino, i vertici del Ros di quegli anni: il generale ¬†Mario Mori, l’ex comandanteAntonio Subranni ¬†e l’ex capitano ¬†Giuseppe De Donno ¬†che nel 1992 avrebbero avviato il dialogo con Cosa nostra tramite ¬†Vito Ciancimino. E ancora i capimafia ¬†Bernardo Provenzano, ¬†Tot√≤ Riina, ¬†Luca Bagarella, ¬†Giovanni Brusca ¬†e ¬†Antonino Cin√† ¬†e ¬†Massimo Ciancimino, figlio di don Vito. Nella lista anche l’ex ministro dc ¬†Calogero Mannino ¬†e il senatore del Pdl ¬†Marcello Dell’Utri. L’uno, accusato di avere dato input alla trattativa perch√© temeva di essere ucciso, l’altro perch√© si sarebbe proposto come intermediario con i clan dopo l’omicidio dell’eurodeputato ¬†Salvo Lima.

Le accuse per quelli che vengono ritenuti i principali protagonisti del patto, che parte delle istituzioni avrebbero stretto con ¬†Cosa nostra ¬†per fare cessare le stragi, sono diverse: minaccia a corpo politico dello Stato per i boss, i carabinieri, Dell’Utri e Mannino. Concorso in associazione mafiosa e calunnia all’ex capo della polizia ¬†Gianni De Gennaro ¬†per ¬†Ciancimino jr ¬†e falsa testimonianza perMancino.


L’addio di Berlusconi

Per amore dell’Italia si possono fare pazzie e cose sagge. Diciotto anni fa sono entrato in campo, una follia non priva di saggezza: ora preferisco fare un passo indietro per le stesse ragioni d’amore che mi spinsero a muovermi allora. Non ripresenter√≤ la mia candidatura a Premier ma rimango a fianco dei pi√Ļ giovani che debbono giocare e fare gol. Ho ancora buoni muscoli e un po’ di testa, ma quel che mi spetta √® dare consigli, offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusivit√†

Con elezioni primarie aperte nel Popolo della Libert√† sapremo entro dicembre chi sar√† il mio successore, dopo una competizione serena e libera tra personalit√† diverse e idee diverse cementate da valori comuni. Il movimento fisser√† la data in tempi ravvicinati (io suggerisco quella del 16 dicembre), saranno gli italiani che credono nell’individuo e nei suoi diritti naturali, nella libert√† politica e civile di fronte allo Stato, ad aprire democraticamente una pagina nuova di una storia nuova, quella che abbiamo fatto insieme, uomini e donne, dal gennaio del 1994 ad oggi.

Lo faranno con un’investitura dal basso nella quale ciascuno potr√† riconoscere non solo i suoi sogni, come in passato, e le sue emozioni, ma anche e soprattutto le proprie scelte razionali, la rappresentanza di idee e interessi politici e sociali decisivi per riformare e cambiare un paese in crisi, ma straordinario per intelligenza e sensibilit√† alla storia, che ce la pu√≤ fare, che pu√≤ tornare a vincere la sua battaglia europea e occidentale contro le ambizioni smodate degli altri e contro i propri vizi. Siamo stati chiamati spregiativamente populisti e antipolitici della prima ora.

Siamo stati in effetti sostenitori di un’idea di alternanza alla guida dello Stato sostenuta dal voto popolare conquistato con la persuasione che crea consenso. Abbiamo costruito un’Italia in cui non si regna per virt√Ļ lobbistica e mediatica o per aver vinto un concorso in magistratura o nella pubblica amministrazione. Questa riforma ‘populista’ √® la pi√Ļ importante nella storia dei centocinquant’anni dell’unit√† del Paese, ci ha fatto uscire da uno stato di sudditanza alla politica dei partiti e delle nomenclature immutabili e ha creato le premesse per una nuova fiducia nella Repubblica.

Sono personalmente fiero e cosciente dei limiti della mia opera e dell’opera collettiva che abbiamo intrapreso, per avere realizzato la riforma delle riforme rendendo viva, palpitante ed emozionante la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini. Questo non poteva che avere un prezzo, la deriva verso ideologismi e sentimenti di avversione personale, verso denigrazioni e delegittimazioni faziose che non hanno fatto il bene dell’Italia. Ma da questa sindrome infine rivelatasi paralizzante siamo infine usciti con la scelta responsabile, fatta giusto un anno fa con molta sofferenza ma con altrettanta consapevolezza, di affidare la guida provvisoria del paese, in attesa delle elezioni politiche, al senatore e tecnico Mario Monti, espressione di un Paese che non ha mai voluto partecipare alla caccia alle streghe.

Il presidente del Consiglio e i suoi collaboratori hanno fatto quel che hanno potuto, cio√® molto, nella situazione istituzionale, parlamentare e politica interna, e nelle condizioni europee e mondiali in cui la nostra economia e la nostra societ√† hanno dovuto affrontare la grande crisi finanziaria da debito. Sono stati commessi errori, alcuni riparabili a partire dalle correzioni alla legge di stabilit√† e ad alcune misure fiscali sbagliate, ma la direzione riformatrice e liberale e’ stata sostanzialmente chiara. E con il procedere dei fatti l’Italia si e’ messa all’opera per arginare con senso di responsabilit√† e coraggio le velleit√† neocoloniali che alcuni circoli europei coltivano a proposito di una ristrutturazione dei poteri nazionali nell’Unione Europea. Il nostro futuro √® in una Unione pi√Ļ solida e interdipendente, in un libero mercato e in un libero commercio illuminato da regole comuni che vanno al di l√† dei confini nazionali, in una riaffermazione di sovranit√† che √® tutt’uno con la sua ordinata condivisione secondo regole di parit√† e di equit√† fra nazioni e popoli. Tutto questo non pu√≤ essere disperso.

La continuit√† con lo sforzo riformatore cominciato diciotto anni fa √® in pericolo serio. Una coalizione di sinistra che vuole tornare indietro alle logiche di centralizzazione pianificatrice che hanno prodotto la montagna del debito pubblico e l’esplosione del paese corporativo e pigro che conosciamo, chiede di governare con uno stuolo di professionisti di partito educati e formati nelle vecchie ideologie egualitarie, solidariste e collettiviste del Novecento. Sta al Popolo della Libert√†, al segretario Angelino Alfano, e a una generazione giovane che riproduca il miracolo del 1994, dare una seria e impegnativa battaglia per fermare questa deriva.


Berlusconi si ritira. Sotto a chi tocca
di Maurizio Belpietro
da “Libero”, 25 ottobre 2012)

Quando quindici giorni fa, intervistato da me su Libero, Silvio Berlusconi dichiar√≤ di essere pronto a fare un passo indietro pur di consentire l’alleanza di tutti i moderati, av ¬≠versari politici e commentatori ironizzarono, ritenendo che l’annuncio fosse l’ultimo gio ¬≠co di prestigio del grande biscazziere. Per i suoi nemici, il Cavaliere era solo alla ricer ¬≠ca di un modo per ritornare protagonista, non certo della strada per uscire di scena. Qualcuno scrisse di un grande bluff, i pi√Ļ dimostrarono scetticismo.

Ora per√≤ giunge la conferma, nero su bianco, di ci√≤ che il leader del centrodestra aveva espresso nell’intervista. Non si tratta di frasi sfuggite durante un botta e risposta. La nota di ieri in cui Berlusconi annuncia il ritiro della sua candidatura a premier per il Pdl appare piuttosto il testamento politico del capo carismatico dei moderati, la paro ¬≠la fine di una storia iniziata a sorpresa di ¬≠ciotto anni fa con la discesa in campo con ¬≠tro la gioiosa macchina da guerra di Achil ¬≠le Occhetto. L’ex premier cede il passo ai giovani e ritaglia per s√© il ruolo del con ¬≠sigliere cui spetta ¬ędi offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusivit√† ¬Ľ. Cos√¨, in un solo giorno, per la politica ita ¬≠liana cambia tutto e giochi che appari ¬≠vano chiusi, con un Bersani che gi√† si sentiva padrone di Palazzo Chigi, si ria ¬≠prono. Il Cavaliere, rinunciando a sfidare il centrosinistra, apre alle primarie del centrodestra e offre la possibilit√† ¬†di scegliere in tempi rapidi, cio√® a di ¬≠cembre, una nuova leadership. Per l’area moderata, che fino a ieri i sondaggi descri ¬≠vevano in grande affanno e addirittura die ¬≠tro al movimento di Beppe Grillo, √® l’occa ¬≠sione per riconquistare il consenso dei tanti che l’hanno abbandonata. Se infatti ancora oggi resiste uno zoccolo duro di fedelissimi di Berlusconi, che come dice Renato Man- nheimer sono pronti a votarlo e sostenerlo a qualunque costo, √® innegabile che vi sia un numero rilevante di italiani che, pur de ¬≠testando la sinistra, non √® intenzionato a mettere ancora una volta la crocetta sul no ¬≠me dell’ex premier.

Piuttosto questi elettori si dicono pronti a restare a casa il giorno delle elezioni, con ¬≠segnandosi a un ruolo di irrilevanza nella scelta del leader cui affidare il Paese. Fino a ieri, proprio grazie a questo fattore, cio√® al cinquanta per cento di aventi diritto che non intendevano votare, Bersani e Vendola venivano accreditati della vittoria e il Mo ¬≠vimento cinque stelle di un secondo posto. Ma adesso? Ora che Berlusconi si fa da par ¬≠te che cosa succeder√†? L’alibi usato per non accordarsi con il Pdl da Pier Ferdinan ¬≠do Casini, da Luca Montezemolo e dai molti altri movimenti che si dicono alter ¬≠nativi alla sinistra, non c’√® pi√Ļ. L’ostacolo che impediva al leader centrista e all’ex presidente di Confindustria di unirsi al centrodestra √® stato rimosso e oggi, se si vuole, si pu√≤ fare il grande rassemblement dei moderati.

In un giorno solo √® dunque saltato il tap ¬≠po. Le discussioni sull’uscita dal Popolo della libert√† dell’ala destra rappresentata dagli ex An, la rottamazione dei dirigenti da troppo tempo alla guida del partito, la fon ¬≠dazione di un nuovo movimento da parte delle amazzoni del Cavaliere e, perch√© no, anche la rifondazione dello stesso Pdl – ar ¬≠gomenti che hanno occupato le pagine dei giornali per mesi, soppiantando quelli ri ¬≠guardanti le tasse e le misure per rilanciare l’economia – improvvisamente appaiono chiacchiere, prediche inutili. Qui non c’√® bisogno di nuovi contenitori e di sigle ori ¬≠ginali per convincere l’elettore: qui occorre trovare in fretta una nuova leadership. Un programma da contrapporre alla gioiosa macchina da guerra di Bersani e Vendola.

Con Berlusconi fuori dai giochi, senza delfini o pasionarie, tutto √® riconsegnato nelle mani degli elettori, i quali, per la pri ¬≠ma volta da quando √® nato il centrodestra cos√¨ come lo conosciamo, avranno la pos ¬≠sibilit√† di scegliere a chi affidare i propri de ¬≠stini. Cos√¨, decidendo di uscire dalla scena, Berlusconi la occupa. Con un passo indie ¬≠tro, per la sesta volta sfida la sinistra e per la quarta potrebbe batterla. Andandosene, li ¬≠mitando il proprio ruolo a quello di con ¬≠sigliere, il Cavaliere pu√≤ infatti far vincere le idee di chi punta alla modernizzazione del Paese e non affida alle lobby e alle toghe la conduzione dell’Italia.

Berlusconi, nella lettera in cui annuncia il ritiro della sua candidatura, traccia anche un bilancio della sua azione politica, rico ¬≠noscendo i limiti della sua opera, ma riven ¬≠dicando con fierezza i suoi meriti. Tutto ci√≤, dice, non poteva non avere un prezzo, ovvero ¬ęla deriva verso ideologismi e sen ¬≠timenti di avversione personale, verso de ¬≠nigrazioni e delegittimazioni faziose che non hanno fatto il bene dell’Italia ¬Ľ. Con il Cavaliere √® inevitabile che se ne vadano an ¬≠che i denigratori e gli odiatori di professio ¬≠ne. Orfani di Berlusconi, non sapranno pi√Ļ a chi dare la colpa e finalmente gli italiani potranno scoprire che proprio su lor signo ¬≠ri grava gran parte della responsabilit√†. An ¬≠che questo √® un merito dell’uomo che la ¬≠scia.


Berlusconi. La mossa giusta per il nuovo inizio
di Mario Sechi
(da “Il Tempo”, 25 ottobre 2012)

Non ricandidandosi a Palazzo Chigi e aprendo alle elezioni primarie nel Pdl, Berlusconi hamostratounasag- gezza che non era immaginata dai suoi interessati laudatores e da quel – li che urlavano ¬ęarmiamoci e partite ¬Ľ correndo a testa bassa ma senza vedere il muro in arrivo sul cranio. Berlusconi ha dimostrato di essere anni luce lontano dalle Sturmtruppen che lo volevano gettare su un campo di battaglia mina ¬≠to. Non si manda alla sconfitta per un calcolo di bottega e poltrona un uomo che ha rappresen ¬≠tato vent’anni di storia italiana. Si volta pagina. E il capitolo della narrazione lo gira Berlusconi con una dichiarazione finalmente solenne e un contropiede che ha lasciato con un palmo di naso quelli pi√Ļ realisti del re.

Da questo momento cominciaun’altraparti- ta in due tempi: 1. le elezioni primarie nel cen ¬≠trosinistra e nel centrodestra; 2. il voto naziona- leelacorsaperla premiership tra candidati che emergono da una selezione democratica. Fin ¬≠ch√© le primarie erano un solitario a carte del Pd e dei suoi alleati, al copione mancava l’emozio ¬≠ne dello scontro tra opposti, ma con il turning point scritto da Berlusconi il film comincia ad avere una trama interessante.

Da una parte abbiamo il duello tra Bersani e Renzi e dall’altra quello tra Alfano e altri conten ¬≠denti che cominciano a emergere. Sar√† una sfi ¬≠da vera, visto che in campo ci sar√† anche il sinda ¬≠co di Roma Gianni Alemanno. Quello di Berlu ¬≠sconi √® un passo avanti perch√© ora sar√† possibi ¬≠le tracciare un nuovo inizio per il centrodestra e lapoliticaitaliana. Tutti quelli che avevano l’ali ¬≠bi del Cavaliere nero devono giocare in bianco. Se i partiti in extremis trovano un buon accordo sulla legge elettorale, la parola cooptazione sa ¬≠r√† sostituita da competizione. A quel punto, chiuso il berlusconismo, l’antiberlusconismo sar√† un residuato bellico. A sinistra ma anche al centro do ve chi sta fermo ora rischia 1 ‘ aut oliqui – dazione. La gi√† vecchia nomenklatura postco ¬≠munista da ieri √® una testimonianza giurassica, perduta nell’iperspazio dei)’ariti senza un per. Prover√† a riciclarsi e a resistere, ma il gesto del Cavaliere ha messo in moto un processo inarre ¬≠stabile. Berlusconi ha superato se stesso.


Antimafia, verità vietata sulla trattativa con i boss
di Pierangelo Maurizio
(da “Libero”, 25 ottobre 2012)

Vietato sapere. Vietato conosce ¬≠re alcunch√© che non sia la vulgata sulla trattativa Stato-mafia. Chi sperava che dalla riunione di ieri della Commissio ¬≠ne Antimafia avremmo saputo qualco ¬≠sa in pi√Ļ sulla disperata lettera scritta dal pm di Firenze Gabriele Chelazzi – poche ore prima di morire nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2003 (infarto) -, ri ¬≠ponga ogni speranza. Chelazzi √® il ma ¬≠gistrato che dieci anni fa aveva scoper ¬≠to quasi tutto sul cedimento al ricatto mafioso avvenuto mentre a Palazzo Chigi c’era Ciampi, Scalfaro era sul Colle e scoppiavano le bombe di Cosa nostra nell’estate del’93. In due pagine dal tono e dal contenuto drammatici il pm denunciava l’isolamento dai colle ¬≠ghi, gli ostacoli in una delle indagini pi√Ļ sconvolgenti.

Nella seduta convocata in tutta fret ¬≠ta ieri dal presidente Beppe Pisani! – per sentire l’attuale procuratore di Fi ¬≠renze Giuseppe Quattrocchi e due so ¬≠stituti pm della Dda – non solo si √® de ¬≠ciso di ignorare la richiesta dei familia ¬≠ri delle vittime affinch√© la lettera sia desegretata e resa pubblica. Il capo ¬≠gruppo del Pd, Laura Garavini, ha chiesto la cacciata di Amedeo Labboc- cetta, deputato Pdl e membro dell’An ¬≠timafia, colpevole di aver trovato la let ¬≠tera negli archivi della Commissione e di averne diffusi alcuni stralci.

Labboccetta lede ¬ęl’autorevolezza della Commissione ¬Ľ, ha detto in aper ¬≠tura di audizione Laura Garavini: ¬ęPre ¬≠sidente, credo che non sia pi√Ļ ammis ¬≠sibile la presenza del collega tra noi… ¬Ľ. La capogruppo amabilmente ha an ¬≠che ricordato che chi rivela atti segreti √® ¬ępenalmente perseguibile ¬Ľ, con una pena prevista – ha precisato – da sei mesi a tre anni di carcere. Insomma la lettera secretata in Commissione Anti ¬≠mafia da 9 anni, ma che di segreto non ha nulla, deve restare segreta per gli italiani.

¬ęForse abbiamo toccato un nervo scoperto della sinistra ¬Ľ, replica Ame ¬≠deo Labbocetta: ¬ęIo non credo che il Partito democratico voglia seguire in questa cavalcata la Garavini. Quel do ¬≠cumento va divulgato. Tutti lo devono conoscere. Mi meraviglio che il presi ¬≠dente Pisanu non lo abbia ancora fat ¬≠to. Spero che lo faccia nelle prossime ore ¬Ľ.

Chelazzi nel suo atto d’accusa scri ¬≠ve: ¬ęSempre eufemisticamente, non credo che sia mai accaduto che un ma ¬≠gistrato sia stato ‚Äúcostretto‚ÄĚ a lavorare da solo (con tutti i rischi del caso, da quello di sbagliare a quello di esporre ‚Äúla pelle‚ÄĚ a eventualit√† non propria ¬≠mente gratificanti) su una vicenda di questa portata ¬Ľ. Rievoca lo ¬ęscettici ¬≠smo ¬Ľ dei colleghi, la diffidenza in cui si mescolavano ¬ęin percentuali variabili approssimazione di conoscenza, su ¬≠perficialit√† e scetticismo… ¬Ľ; ha parole di fuoco per i co-assegnatari del proce ¬≠dimento.

In un anno e mezzo di indagini e di lavoro massacrante, Chelazzi aveva ri ­costruito buona parte del mosaico.

Che, negli ultimi mesi dell’esecutivo Amato e sotto l’esecutivo Ciampi, go ¬≠verni di centro-sinistra, con la benedi ¬≠zione del presidente Scalfaro si era de ¬≠ciso di ¬ęmandare un segnale positivo di distensione ¬Ľ lasciando decadere il carcere duro per centinaia di mafiosi, tra una bomba e l’altra. Il 24 settembre 2002 – per dire – si trov√≤ davanti alla versione, non vera e evidentemente concordata, dell’ex guardasigilli, Gio ¬≠vanni Conso: ¬ęIn particolare la strage di Firenze mi convinse nel modo pi√Ļ assoluto della necessit√† di mantenere fermo il 4Ibis (il carcere duro, ndr) e di rinnovare i decreti… ¬Ľ, disse l’ex mini ¬≠stro. Chelazzi gli mostr√≤ le carte che lo smentivano. Conso semin√≤ nel verba ¬≠le una serie di ¬ęne prendo atto ¬Ľ. Dieci anni fa.

¬ęSe avessimo conosciuto questa let ¬≠tera, forse le cose in questi anni sareb ¬≠bero andate in modo diverso ¬Ľ, dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’Associazione familiari delle vitti ¬≠me di via Georgofili: ¬ęCon il segreto ap – posto anche sulla lettera intima di un magistrato disperato vogliono conti ¬≠nuare a nascondere la verit√† sulle stra ¬≠gi al Paese ¬Ľ.

√ą stato preveggente, Chelazzi. Dopo la sua morte l’indagine √® stata archi ¬≠viata. Per le bombe del ’93 (dieci morti, decine di feriti) sono stati condannati solo i mandanti e gli esecutori mafio ¬≠si.


Letto 4263 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart