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Casini si siede a tavola ma la festa non c’è

12 Dicembre 2009

Questi nostalgici della prima Repubblica mi fanno compassione. Non demordono. Ci provano ad ogni occasione, sono testardi. Come non capirli? La prima Repubblica è stata il mitico Eldorado, dove si poteva raccogliere a piene mani senza rendere conto a nessuno. Perché rinunciare a farvi ritorno?

Casini non lo manda a dire. Apre bocca e spara la sentenza (qui):

“Il voto anticipato, a giudizio dell’ex Presidente della Camera, è l’obbiettivo reale del premier Silvio Berlusconi e la ragione del suo attacco alle altre istituzioni di garanzia del Paese. Ma che non è affatto scontato ci saranno, perchè “volere o minacciare elezioni anticipate non significa averle” dice Casini in una intervista alla Stampa. E comunque a decidere in materia a Costituzione invariata, sottolinea Casini, è il Quirinale e non Palazzo Chigi, sulla base dell’esistenza o meno di una maggioranza parlamentare.”

Pure Rutelli sta lavorando a questo obiettivo e raduna le truppe, anche se resta un po’ più smarcato. Ma Casini no, sua è la primogenitura; lui già ne aveva accennato qualche tempo fa quando aveva fatto sapere che un governo, in caso di crisi, si mette su in cinque minuti (figuratevi che arlecchinata!).

Solo che ora è andato più avanti e si è già accomodato a tavola, senza accorgersi che le luci sono spente, i camerieri assenti, le cucine chiuse e mancano gli altri commensali. Insomma, la festa non c’è.

Berlusconi è ancora in sella. Nessuno è riuscito a disarcionarlo e, anzi, sembra che ora abbia lanciato alla corsa il suo puledrino, con la spada protesa in avanti a farsi strada tra le ipocrisie e le menzogne.

“Non ho mai pensato ad elezioni anticipate”, ha ribadito ancora una volta. Ma a Casini non va giù che debba rialzarsi da tavola e tornare a casa a stomaco vuoto.

Lui una maggioranza, comunque sia, anche con l’estrema sinistra, se occorresse, è pronto a farla. Persino ad arraffare un programmino di breve periodo dove i valori cattolici a cui si richiama fossero pure messi in piccionaia.

Importante è lavorare per la prima Repubblica. Infatti, piazzare un governicchio che concluda la legislatura con una maggioranza tutta diversa da quella scelta dagli elettori, significherebbe riaffermare a distanza di quindici anni la linea primarepubblichina di Oscar Luigi Scalfaro.

Oltre a Rutelli, gli danno una mano i programmi televisivi antiberlusconiani. In modo speciale quel Michele Santoro che si è convertito alla fiction per persuadere i telespettatori che Berlusconi è un mafioso. Che dico? non un mafioso, ma un capomafia, uno stragista.

Così s’inventa i processi in tv assoldando qualche attore che sappia convincere: la scelta dei volti, degli abiti, dei toni è abilmente studiata. Non potendo gli italiani seguire i processi che si tengono a Palermo, a Caltanissetta, a Firenze, a Milano, Santoro i processi se li costruisce in casa. Non occorre mandare inviati speciali e telecamere in giro per la penisola. Milano, Firenze, Caltanissetta, Palermo, paffette, sono tutte radunate in casa sua. I suoi processi costano meno e rendono di più. Anche le sentenze, le scrive lui: un’unica penna, un unico cervello. Ci pensate a quanto si risparmia? In un momento di crisi come questa, lo si dovrebbe ringraziare, magari dandogli un encomio.

Invece no, ecco che la Rai con il direttore generale in testa seguito a ruota dal suo presidente, fanno sapere che il teatrino di Santoro deve essere smontato, le scenografie mandate al macero e gli attori liquidati o messi in cassa integrazione.

L’avessero mai detto! L’ira di Santoro scuote l’aere e annuncia tempesta:

«Mentre esistono chiare normative che impediscono l’uso del televoto o dei sondaggi su vicende giudiziarie – sottolinea Santoro – non ci risulta che vi siano leggi, sentenze o regolamenti di qualsivoglia autorità che impediscano di fare cronaca giudiziaria con l’uso di attori. Siamo convinti di questo – aggiunge l’ideatore e conduttore di Annozero – così come siamo convinti che sia necessario tutelare il diritto di cronaca, la libertà di espressione e la creatività di ogni trasmissione. Riteniamo quindi – è la conclusione di Santoro – che la questione non si possa risolvere emanando una circolare, ma che sia compito del cda della Rai fare una valutazione approfondita. Per quanto ci riguarda, pur essendo già pronti a soddisfare con altri mezzi il bisogno di informazione del pubblico, siamo a disposizione per fornire tutti gli elementi utili a prendere la decisione migliore ».

La creatività. Ecco il punto. La decisione della Rai aggredisce e tarpa le ali alla musa che ispira tutti i capolavori dell’arte: la creatività. Ossia il genio di cui madre natura ha dotato i pochi eletti. All’artista, in virtù della sua creatività, deve essere permesso tutto, o altrimenti gli si impedisce il volo verso l’eternità che gli appartiene.

Ma ditemi voi a cosa dobbiamo assistere noi poveri italiani, quando c’è di mezzo il genio!

Non abbiamo capito, noi meschini, che il geniale Santoro può farli lui tutti i processi in tv, davanti a milioni di telespettatori, con una partecipazione popolare che non si potrebbe avere in tale misura in una ristretta e scomodissima aula di tribunale! Questa è vera democrazia!

Mica quella di Augusto Minzolini che si permette di rifuggire la creatività per dire papale papale ai telespettatori come stanno le cose in questo nostro disgraziato Paese.

Lui si attiene ai fatti, non ha il dono della creatività, e quindi taccia e si nasconda.


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7 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » Casini si siede a tavola ma la festa non c'è — 12 Dicembre 2009 @ 16:14

    […] Il seguito di questo articolo: Bartolomeo Di Monaco » Casini si siede a tavola ma la festa non c’è […]

  2. Commento by Ambra Biagioni — 12 Dicembre 2009 @ 17:38

    Casini, Fini Rutelli sono in fibrillazione, sanno che la caduta del Governo è l’ultima chance nelle loro mani e lo sa anche Berlusconi, per questo dice di non pensare minimamente a elezioni anticipate.

    Sono certa che fra i Ministri di questo Governo ci potrebbe   essere, forse, una sola defezione (Prestigiacomo), mentre gli altri sanno benissimo che solo con Berlusconi possono sperare di attuare i loro disegni, quindi non prevedo una crisi e se Fini se ne vuole andare rischia di perdere il grosso del suo seguito.

    Vedremo domani e i prossimi giorni quali carte usciranno dalle mani di Berlusconi, saranno carte di peso e cambieranno le sorti della partita che i tre credono di aver quasi vinto.

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Dicembre 2009 @ 17:44

    Sì, penso anch’io che domani Berlusconi dirà cose importanti.

  4. Commento by Ambra Biagioni — 12 Dicembre 2009 @ 19:54

    Commento interessante qui dal Legno

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Dicembre 2009 @ 20:58

    Letto, Ambra. Grazie della segnalazione.

  6. Commento by Ambra Biagioni — 13 Dicembre 2009 @ 11:52

    Qui la sintesi

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Dicembre 2009 @ 14:50

    Ottima vignetta, Ambra.

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