Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Caso Napolitano. Attenzione: i giornaloni stanno rivoltando la frittata

1 Settembre 2012

Da quando Panorama  (qui alcune dichiarazione dell’autore dell’articolo Giovanni Fasanella), ha avanzato delle ipotesi sul contenuto delle telefonate tra Napolitano e Mancino, che ha dato l’assist a Napolitano per affermare che nessuno si illuda di poterlo ricattare, i lettori si saranno accorti che è scattato nei giornaloni di regime la solita teoria del complotto (tanto vituperata quando a parlarne era Berlusconi), secondo il quale “menti raffinatissimi” (sono parole di Pietro Grasso) stando adoperandosi per delegittimare la massima carica dello Stato e la magistratura.

Dunque, attenzione cittadini, sembrano dire tutti costoro (si distingue l’Unità), aderendo all’adunata suonata da Napolitano, ciò che i complottardi (ma chi sono?) stanno insinuando è un tentativo praticamente di golpe.

Ma non la cantano giusta e credo che i cittadini ormai sono smaliziati e si saranno già accorti del doppio gioco e del doppiopesismo (si legga Vittorio Feltri, qui) e Maurizio Belpietro, qui) dei cosiddetti quotidiani indipendenti.
Con Berlusconi al governo, sui giornali usciva di tutto e di più, su Napolitano non può uscire niente. E perché mai?

Se Napolitano rappresenta la Nazione, Berlusconi come presidente del Consiglio rappresentava nientepopodimenoche il governo, ed era anche un parlamentare, e perciò protetto da garanzie severissime, eppure eluse. Differenze perciò? Nessuna. Napolitano è giudicato irresponsabile dall’art. 90 della Costituzione limitatamente all’esercizio delle sue funzioni e non può esserlo assolutamente quando si mette a divagare con un imputato del processo Trattativa Stato-mafia (le telefonate sono del periodo che va dal dicembre 2011 all’aprile 2012).
Già nel 2004 la Consulta si è espressa in tal senso, come più volte ho ricordato.

Ma sentite come Polito difende Napolitano, qui:

“Ancora ieri c’era chi invitava Napolitano  a rendere pubblico il testo di quelle telefonate, di cui peraltro non dispone. In nome della legalità lo si invitava cioè a commettere un reato, visto che le telefonate sono secretate. Contro il capo dello Stato si leva un «discolpati » che più della democrazia è degno del «crucifige » della demagogia, così ben descritto in un suo libro da Gustavo Zagrebelsky.”

Caro Polito, ci sono molti modi in cui Napolitano può dire la verità. Credo, inoltre, che possa perfino (ottenuto il consenso dell’altro interlocutore, Mancino) chiedere alla magistratura palermitana che, per interesse dello Stato (proteggere l’integrità del presidente della Repubblica), quelle sue telefonate siano rese pubbliche.

Non esiste nessuna legge, a mio avviso, che può impedire una decisione di questo tipo. Ma, ripeto, ci sono tanti modi, uno dei quali è presentarsi in Tv (come fece Oscar Luigi Scalfaro) ed riferire direttamente ciò che si dissero lui e Mancino. Se dicesse il falso, non credo che riuscirebbe ad evitare le pesanti conseguenze. Vedere anche qui, qui e qui.

È inutile che i cosiddetti prosseneti sparino teorie di complotti e attentati. Chi costruirebbe un complotto sulla base del nulla? Sarebbe un gran cretino.
Napolitano ha chiamato all’adunata i suoi scherani, proprio perché la sua figura è veramente minacciata non tanto da un complotto ma da coloro che esigono da lui la verità. E la verità non testimonierebbe a suo favore. Troppi equivoci, troppi silenzi (anche qui, qui e qui).

Napolitano non può eludere la richiesta dei cittadini. Direi è suo precipuo dovere adoperarsi non perché le due telefonate siano distrutte, ma perché, se si considera innocente, vengano alla luce e chiariscano la sua posizione davanti ai cittadini, il tribunale vero a cui è tenuto a rispondere, visto che li rappresenta.

________

Marco Travaglio qui

 

 

 


Letto 982 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart