Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

C’è di che piangere

5 Ottobre 2011

C’è di che piangere a dirotto e con lacrime amare.
Abbiamo visto che cosa è successo a Perugia dove, a causa di una sentenza di primo grado troppo superficiale, sono stati detenuti in carcere per ben quattro anni due persone contro le quali non sussistevano, secondo la Corte d’Appello che ha ribaltato il giudizio di colpevolezza, prove “oltre ogni ragionevole dubbio”.

I pm di Perugia si sono permessi di criticare aspramente la sentenza, calpestando il principio, proprio loro, secondo il quale le sentenze si devono rispettare.
Bell’esempio che viene dall’interno della magistratura!

Ida Boccassini invece se la prende con le troppe intercettazioni e dice testualmente:

“È evidente che le intercettazioni telefoniche sono uno strumento importante per la ricerca delle prove, ma c’è stato un cattivo uso delle intercettazioni telefoniche da parte della magistratura”. E aggiunge poi: “Anche io, da cittadina, leggendo sul giornale delle cose che non dovrei leggere, m’indigno”.

Sembrerebbe che Ilda la rossa, come viene soprannominata, abbia sposato la tesi di Silvio Berlusconi, e verrebbe da gridare al miracolo.
Non è così. Ci troviamo, al contrario, nel classico caso di una persona che critica gli altri, non rendendosi conto che ne ha fatte di peggio. Vede la pagliuzza nell’occhio altrui, ma non la trave che l’acceca.

Parrebbe che la Boccassini, caduta in una specie di trance, abbia rimosso (anche troppo in fretta) dalla sua memoria il caso Ruby e le strabordanti intercettazioni disposte a carico di tutti coloro che frequentavano la villa di Arcore, intercettazioni che sono finite regolarmente sulle pagine dei quotidiani e hanno sparso veleni e fango su persone che non hanno commesso alcun reato, e che meriterebbero – come Amanda Knox e Raffaele Sollecito – un cospicuo risarcimento a carico di chi ha permesso tutto ciò.
Ma come dice Alfano, in Italia nessuno paga per i propri errori, e, aggiungo io, chi paga è sempre lo Stato, ossia noi cittadini.

In sovrappiù, ieri abbiamo anche appreso che la Fininvest, che ha sborsato quasi 600 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti, ha presentato un esposto denunciando che la sentenza che l’ha condannata al pagamento della grossa somma riportava la citazione di una sentenza della Cassazione (che è stata determinante per il giudizio), epurata delle parti che favorivano la tesi della difesa.

Se tutto ciò venisse confermato, ci troveremmo di fronte a giudici estremamente spregiudicati e non degni di amministrare la giustizia.
La giustizia esce a pezzi da queste ultime vicende. Per colpa di magistrati inadeguati, essa è diventata lo zimbello del mondo.
E tutto ciò accade proprio qui in Italia, la patria del diritto, quel diritto che ha permeato gli ordinamenti di tutto il mondo civilizzato.

La rabbia e l’indignazione sarebbero i sentimenti giusti per   mostrare il nostro disprezzo. Ma (almeno per ora) ci viene solo da piangere.

Altri articoli

“Moody’s ci declassa. E c’è lo zampino di Giulio Tremonti” di Nicola Porro. Qui.

“La rapina al Cavaliere 564.000.000 di balle” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Ecco tutti gli imbrogli dei giudici quando c’è di mezzo Berlusconi” di Stefano Zurlo. Qui.

“Perseguitato. Cav scatenato: “Amanda sono io. Le toghe hanno fatto una figuraccia mondiale” di Salvatore Dama e Marco Gorra. Qui.

“Ma il Cav studia la strategia per uscire di scena” di Renato Besana. Qui.

“Ignoranti e senza garantismo” di Ruggero Guarini. Qui.

“Sul caso Papa i giudici hanno violato il diritto della difesa” di Alfa Pantaleo. Qui. Da cui estraggo:

“Dal mio punto di vista, dico che quando i processi sono eminentemente indiziari prudenza vorrebbe che anche di fronte a reati di grande gravità si procedesse a piede libero, non con imputati detenuti, perché un processo fortemente indiziario può avere più esiti e quindi, limitando la custodia cautelare, limita anche il rischio di gravi errori giudiziari vissuti sulla pelle del cittadino. Nel caso di Perugia mi sembra che abbiano seguito la via della detenzione e quindi la cosa è diventata eclatante per l’opinione pubblica perché far stare delle persone in carcere tanti anni e poi dichiararle innocenti non è un bel quadro d’insieme.”

Caso Amanda. Le critiche al sistema giudiziario italiano. Qui.Da cui estraggo:

“Ma a essere sotto accusa è anche l’Italia. Sistema giudiziario, polizia, procura, analisi forensi: la stampa british non risparmia critiche. In particolare nel mirino c’è il pm Giuliano Mignini. «La sua è stata una personale crociata contro Amanda e Raffaele », scrive il Daily Express, sottolineando che il magistrato non ha voluto cambiare la sua teoria sull’omicidio nonostante non fosse suffragata da prove. Il Guardian invece si chiede come un sistema giudiziario moderno possa permettere a un pm condannato per abuso di ufficio (per il caso del Mostro di Firenze) di rimanere ancora in servizio.
Per gli inglesi è inconcepibile. Così come la durata del processo. Molti si domandano se Amanda e Raffaele chiederanno di essere risarciti per questi quattro anni persi dietro le sbarre e gli esperti di diritto internazionale, intervistati da Bbc e Sky News, si dividono. Chi dà già per scontato che i due ex imputati saranno ricompensati con milioni di euro e chi giura che staranno bene alla larga della giustizia italiana dopo quello che è successo.”


Letto 1355 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart