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Che cosa Fini ha inteso dire?

27 Novembre 2010

Leggo qui:

“A chi gli domanda cosa succederà, la terza carica dello Stato risponde: “Il 13 sera lo sapremo. Può succedere tutto o nulla. Ad oggi Berlusconi non avrebbe la maggioranza”. E a chi gli domanda se è pessimista, replica: “Sono di un realismo assoluto. Se si votasse oggi Berlusconi non avrebbe la maggioranza e non si tornerebbe alle elezioni”. Fini gela i cronisti che cercano di fargli spiegare come fa ad essere così sicuro di escludere il voto anticipato: “E che lo vengo a dire a voi?”.”

Non mi risulta che sia arrivata una qualche smentita a questa frase. Né, del resto, credo che i giornalisti si siano sbagliati nel riferirla.
Si tratta di una frase gravissima. Lascia intendere che una qualche decisione sia già stata presa. Da Chi? Da Napolitano?
E perché allora questa decisione la conosce Fini e non anche il presidente del Senato?

Oppure: se non è il capo dello Stato, chi è che dà tanta sicurezza a Fini che non si tornerà a votare se il governo non riceverà la fiducia in parlamento?
Ci sono forze in grado di prevalere anche sulla volontà di Napolitano?

Gli interrogativi, come vedete, sono inquietanti.
Mi meraviglia che Napolitano se ne resti in silenzio. Il silenzio indurrebbe a supporre una sua complicità.
Ma non credo, questa volta, che ci sia di mezzo l’inquilino del Colle. La frase scappata di bocca a Fini è assai più pericolosa. Quasi un dire: Qui lo so io come devono andare le cose.

Ora, immaginate se questa frase fosse stata pronunciata da Berlusconi. Si sarebbero aperte le cateratte del diluvio universale. Si sarebbe gridato che dietro a Berlusconi ci sono forti poteri mafiosi in grado di condizionare lo Stato. Oppure una specie di Gladio che vigila sui comportamenti della classe politica e in grado di forzare il regolare svolgimento delle garanzie democratiche.
Certa stampa sinistrorsa si sarebbe fatta bella tonda per invocare le dimissioni del premier.

Invece silenzio. Ho cercato di trovare questa frase negli articoli di alcuni giornali, ma (colpa mia, che sono un incapace) non ho trovato altri riscontri.
L’opposizione che, se la frase fosse stata di Berlusconi, sarebbe salita sui tetti di palazzo Grazioli, anch’essa tace.

Due sono le ipotesi:  o la notizia è falsa, o Fini ha perso la testa e, ancora una volta, fa carta straccia delle Istituzioni.

Un presidente della Camera che si permette di fare tutto ciò che di scandaloso ha fatto Fini senza pagarne il fio, sta mostrando che il crollo delle Istituzioni è stato già avviato, ma non certo per colpa di Berlusconi, che appare sempre di più la vittima di una gigantesca manovra destabilizzatrice.

Vorrei che si verificasse l’autenticità di questa frase e, se fosse stata realmente pronunciata, si tentasse di capirne il recondito significato, anche ricorrendo ad un intervento di Napolitano.
Non solo i cronisti sono rimasti gelati, ma anche noi.


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5 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 27 Novembre 2010 @ 19:19

    Se Napolitano eviterà le elezioni in caso di sfiducia, sarà chiaro che i giochi erano stati fatti.  Si procederà alla modifica della legge elettorale e nascerà il terzo polo. In seguito si terranno le elezioni, Berlusconi prenderà la maggioranza relativa e, per governare, dovrà trattare con l’ultimo nato, se non vorrà riesumare il famoso compromesso storico.  Ma  nessuno ha mai predetto il futuro.        

  2. Commento by Pietro — 27 Novembre 2010 @ 21:47

    Può darsi, e dico, può darsi che Fini e Casini siano d’accordo che la fiducia al governo deve passare, riducendo i numero dei deputati presenti in aula in modo che la maggioranza raggiunga il quorum. A questo punto Berlusconi non verrebbe sfiduciato e non potrebbe urlare “al tradimento” ma di fatto non potrebbe governare. Nel frattempo arriva la sentenza della Corte Costituzionale che boccia “il legittimo impedimento”. Riparte il processo Mills. Berlusconi cosa può fare a quel punto? Nuove leggi non passerebbero alla Camera. Se si dimette e chiede nuove elezioni suonerà come un fallimento perchè di fatto nessuno lo ha sfiduciato. Se aspetta troppo arriva la sentenza e protrebbe essere di condanna, come molti prevedono e quindi i giochi sarebbero fatti. Rimane la possibilità di accettare un governo di amnistizio (questo nome suona appropriato) dove entra anche il Pdl (Berlusconi sembra oggi possibilista) in cambio di una leggina che blocchi comunque il processo Mills.

    L’unica incognita è la Lega che potrebbe staccare la spina ma se un governo di amnistizio è l’unico modo per evitare la sentenza Mills penso che Berlusconi convincerà Bossi perchè in effetti gli deve molto. Tuttavia la fedeltà della Lega senza federalismo non è scontata.

    Sono consapevole che sono nel campo della fantapolitica ma potrebbe essere un’idea.

  3. Commento by Simone — 27 Novembre 2010 @ 22:59

    Probabilmente nessuno ha detto a Fini che se si dimette Berlusconi si deve andare obbligatoriamente alle elezioni, come hai più volte inequivocabilmente spiegato.
    Che strano che un Presidente della Camera, politico navigato, sia così maldestralmente informato …. oppure non è lui il male informato ma sei … ? No, no, impossibile! E’ Fini il male informato!!

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 27 Novembre 2010 @ 23:55

    @Pietro

    Tanto Berlusconi che la Lega Nord hanno detto che per continuare ci deve essere una maggioranza ampia e non equivoca. Il che significa che i voti dei finiani non devono rientrare nel conto.
    Per questo è molto probabile che si arrivi alle dimissioni.
    Poi bisognerà vedere se Napolitano se la sentirà di mettere in piedi un ribaltone destinato a fare più pasticci e a non governare.
    Vedremo. Il 14 è sempre più vicino e se i finiani e l’opposizione ancora insistono perché Berlusconi si dimetta prima del 14, significa, a mio avviso, che temono lo scontro con lui.

  5. Commento by Simone — 30 Novembre 2010 @ 18:48

    Bene! Mi fa piacere che tu non dia più per scontato che Napolitano possa solo sciogliere le Camere ma dare un incarico per la formazione di governo retto da una maggioranza diversa. Proprio perchè il Parlamento è espressione della sovranità popolare il Presidente della Repubblica non potrebbe ignorare l’esistenza di una nuova maggioranza. A questo punto il ribaltone di una maggioranza che ha goduto di un premio di maggioranza tanto “pesante” sarebbe, per Napolitano, addirittura un’attenuante perchè si trattava di una maggioranza chiara e difficilmente ribaltabile e se è successo vuol dire qualcos’altro.

    Detto questo, io condivido che possa non essere la soluzione politica migliore, anzi. Tutto da vedere.

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