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Che i pm stiano cambiando rotta?

4 Febbraio 2010

Stamani leggo sul quotidiano della mia città, La Nazione, questa notizia: “Del Ghingaro rinviato a giudizio. Stangata della Corte dei Conti”.
Giorgio Del Ghingaro è il sindaco da poco riconfermato del comune di Capannori, in provincia di Lucca, uno dei più estesi della penisola. E’ a capo di una giunta di centrosinistra.

Che sta succedendo mi sono chiesto? Possibile che stia dilagando una specie di caccia grossa contro le giunte di centrosinistra?
Cominciano ad essere numerose, infatti, le giunte locali di centrosinistra raggiunte non solo da avvisi di garanzia, ma anche da rinvii a giudizio, in cui si ravvisano abusi di ufficio, maneggio di soldi pubblici a fini perfino personali, e similia.

La corruzione non è dunque solo a destra, ma è anche a sinistra. La domanda è: ma non lo si sapeva? Perché la si scopre oggi?

Secondo me, bisogna tornare indietro di qualche settimana, e precisamente allo sciopero proclamato dall’Anm contro il governo in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Magistratura Indipendente si dichiarò contraria alle modalità di sciopero imposte dall’Anm, che infatti sembra non abbia avuto le adesioni sperate.

Una dichiarazione  non di poco valore. Di fronte al dominio sulla scena pubblica della corrente di sinistra, può essere che Magistratura Indipendente abbia preso  il coraggio a quattro mani, e abbia detto basta?
E’ così che si deve interpretare la mancata adesione di molti magistrati allo sciopero dell’Anm?

Se la risposta è affermativa, allora ciò potrebbe anche rivelare che una parte della magistratura si stia ribellando al dominio scellerato dell’Anm.

Alcuni magistrati, prima intimoriti, che magari paventavano chi sa quali guai se avessero denunciato certe giunte rosse (ritorsioni, arresti di carriera, provvedimenti disciplinari, e così via) hanno deciso di alzare la voce per dimostrare che c’è anche una parte della magistratura che non condivide la colorazione e l’indirizzo monodirezionale dell’Anm di Luca Palamara e di Giancarlo Caselli, e così hanno deciso di tirare fuori dai cassetti talune pratiche pericolose.

Certo è che il quadro che ne esce è miserevole. La politica – eccome se lo si sapeva! – è corrotta, ma si rivela esserlo in maniera tanto dilagante da assalire anche coloro (quelli della sinistra) che della questione morale ne facevano, e con ipocrisa e sfacciatamente ne fanno tutt’oggi, una bandiera.

Lucca è sempre stata una provincia morigerata. La sua campagna, quella che qui si chiama “la piana”, osserva ancora, tutto sommato, i valori morali della tradizione antica. Lo scoprire che anche a Lucca si pratica la politica allo stesso modo che la si pratica altrove – non sembri assurdo per chi vive fuori del nostro territorio – è una bomba. Sono rari nella storia locale i fatti che ci hanno visti coinvolti nel cattivo uso dell’incarico pubblico.

Toccherà ai giudici stabilire la verità sui fatti di Capannori. Ma il sospetto che l’episodio mi ha ingenerato ha una sua forza persuasiva. Ossia: quella magistratura silenziosa che fino ad oggi è stata a guardare, ha deciso di non subire più e di liberarsi di ogni timore per dare alla giustizia un volto più obiettivo e leale.
Restiamo in attesa. Se ho visto bene, è anche vero che l’operazione è appena cominciata.

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Le mani sporche del Pd” di Peppino Caladarola. Qui.

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Bart