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Chiamiamolo scouting

8 Marzo 2013

Il difetto più grave del Pd resta, a mio avviso, la doppiezza. Se ne potrà mai liberare? Viste le sue radici, visto il suo albero genealogico, penso proprio di no. Doppiezza o strabismo, sta di fatto che certe azioni se sono compiute dall’avversario sono riprovevoli; al contrario, diventano nobili se ad intraprenderle è il Pd.
Qualunque cittadino, non accecato dal fideismo, se ne rende conto, tanto è evidente lo sdoppiamento della verità.

Per non andare troppo lontano, prendiamo qualche esempio di questi giorni, e cominciamo da questo: quale è stata la causa della caduta del governo Prodi nel 2008? Quanto sta venendo fuori dalle confessioni (tutte da verificare) dell’ex parlamentare Sergio De Gregorio, che sostiene di essere stato pagato da Silvio Berlusconi per cambiare casacca, oggi è preso a pretesto dal Pd per sostenere una tesi fasulla, ossia che fu questa compravendita a far cadere il governo Prodi. La verità è un’altra e chi l’ha vissuta, come me, rimane inorridito dalla imperturbabilità con cui il Pd addossa al Pdl la responsabilità di quella caduta. Che invece avvenne per un fatto noto e preciso. La procura di Santa Maria Capua Vetere avviò un’indagine nei riguardi della moglie di Clemente Mastella, e questi reagì rassegnando le dimissioni da ministro e facendo mancare al governo i voti del suo partito, l’Udeur. Anche un altro parlamentare, Turigliatto, votò contro, e fu la fine del governo Prodi. Si legga un giornale non certo berlusconiano, la Repubblica, che fa di quel giorno – 24 gennaio 2008 – una cronaca inappuntabile (qui). Come possano i fatti raccontati da De Gregorio, che avvennero molto prima, nel 2006, aver avuto influenza su questa caduta, è davvero un caso da fantascienza. Però il Pd ci sta ricamando sopra una sua campagna preelettorale.

Un altro esempio viene dalla condanna subita ieri da Berlusconi, dichiarato colpevole di aver diffuso alcune intercettazioni telefoniche ancora coperte dal segreto istruttorio. Il Pd si sforza di propagandare che c’è una sostanziale differenza tra  la diffusione della notizia (Fassino che dice a Consorte: “Allora abbiamo una banca” riferendosi alla scalata Unipol per acquisire la BNL) e la diffusione di analoghe notizie coperte dal segreto istruttorio quando riguardavano Berlusconi.

Stamani Davide Sassoli del Pd, a Onnibus, faceva salti mortali per darci ad intendere che Berlusconi aveva compiuto un vera e propria manovra politica diffondendo l’intercettazione, mentre nei casi che riguardavano Berlusconi, questo aggravante non sussisteva. Sassoli ha deliberatamente mancato di sottolineare che non sono state rare le volte in cui la violazione del segreto istruttorio nei riguardi di Berlusconi è avvenuta quando quest’ultimo rivestiva nientepopodimeno che la carica di presidente del consiglio. In questo caso, a detta dell’esponente del Pd, non poteva ravvisarsi alcuna manovra politica.

Dulcis in fundo: lo scouting. Anche quest’altra perla è emersa a Onnibus di questa mattina.
Si è appreso che poiché numerosi parlamentari grillini provengono dalle regioni rosse, non è da escludere che essi fossero in precedenza elettori del Pd. Ovviamente nei loro confronti – sostiene con una certa dose di ipocrisia Sassoli – il Pd si limiterà a presentare il suo programma nella speranza che il loro senso di responsabilità prevalga a motivo della loro provenienza dalle file del Pd.

Dunque il famoso scouting uscito fuori dalla fantasia creatrice del Pd è cosa ben diversa dal cosiddetto mercato delle vacche. Anzi, è un’azione nobilissima in quanto promuove e stimola nel parlamentare grillino quel senso di responsabilità che si è un po’ appannato nel passaggio al M5Stelle.

Questo è il Pd, cari lettori. Come ci si può legare ad un partito simile? Anche se le sue idee qualche volta sono condivisibili, è questo dna così repellente a tenerne lontano molti elettori.

É giunto il tempo che il Pd cambi non solo pelle (i vari nomi che si è dato nel tempo), ma anche anima.
Gli elettori sono molto più maturi di quanto esso supponga. Certe patacche non le digeriscono più, e i risultati delle recenti elezioni dovrebbero star lì a dimostrarlo. Potrà essere Matteo Renzi a liberarlo dall’atavica doppiezza? Spero proprio di sì. Poiché non è vero che la nostra democrazia è zoppa per la mancanza di un centrodestra credibile, ma è zoppa poiché da anni c’è un partito, l’ex Pci, ancora infettato nel suo dna dall’incapacità di rapportarsi agli elettori come cittadini maturi ai quali sono dovute trasparenza e onestà dei fini. Il Pd oggi: un partito che indossa sempre la maschera.


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3 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 8 Marzo 2013 @ 17:28

    Esattamente quello che mi  gira nella testa questi giorni. Il PD, in conclusione, finisce sempre col darsi la zappa sui piedi. Crede, cioè, che la gente sia stupida. Così pensa di poter governare? Di questo passo Grillo raggiungerà il 100%.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Marzo 2013 @ 18:15

    Qualche anno fa scrissi un libro: “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile”. Più passa il tempo, più mi rendo conto che sarà difficile cambiare l’Italia. A meno che… In Francia tagliarono le teste per ricominciare da zero. Non mi piacerebbe che si dovesse arrivare a tanto…

  3. Commento by Proto — 13 Marzo 2013 @ 10:42

    il PD è ingabbiato nel proprio apparato e non si potrà liberare senza farsi male. E’ come un malato che ha paura di curarsi è cerca di ignorare il proprio male, fino a quando sarà troppo tardi.  

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