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Chiedo un appello del Papa

3 Giugno 2012

Ieri ho seguito la parte iniziale dell’incontro che il Papa ha tenuto a Milano con le famiglie provenienti da ogni parte del mondo.
Mi ha colpito la testimonianza della famiglia greca che ha portato dinanzi al Papa il dramma di quella Nazione, tanto cara al mio cuore.

Qualche sera fa, nel mio paese di Montuolo nella sala dell’Oratorio ho assistito al film “La settima stanza”, dove sono riproposte le crudeltà della dittatura nazista, in questo caso nei confronti di una intellettuale ebrea, Edith Stein, di nazionalità tedesca, convertitasi al cattolicesimo, morta ad Auschwitz   ed in seguito proclamata santa dalla Chiesa.

Nella discussione che ne è seguita, con mia meraviglia alcuni interventi hanno cercato di parificare lo sterminio nazista ad altri accaduti nel corso della Storia: la persecuzione dei cristiani, la crocifissione di Cristo, la guerra jugoslava, e così via, mancando di cogliere che lo sterminio nazista non ha precedenti di così profonda e vasta criminalità nella nostra avventura umana.

Ho ricordato questo episodio personale per dire chela Germania, cosciente o meno di ciò che sta facendo, ha in realtà avviato una terza guerra mondiale, dove non troveremo tracce di case e fabbriche distrutte dalla bombe, e di popolazioni cadute per il fuoco delle armi o altre calamità della guerra, ma troveremo disoccupazione, suicidi e famiglie distrutte e fabbriche chiuse.

La devastazione è la medesima. La differenza sta che le armi che vengono usate in questa terza guerra mondiale sono al silenziatore. Non si odono spari né detonazioni. È una specie di ritorno dell’angelo sterminatore che come un fantasma porta la morte.

Spero che la Merkele il popolo tedesco si rendano conto della gravità di ciò che stanno facendo. La disgregazione dell’Europa non avverrà in maniera indolore. Nessuno si potrà pilatescamente lavarsi le mani. Le responsabilità saranno ben individuate dalla Storia e, se è indubbio sin d’ora che ci sono responsabilità di Paesi che hanno allegramente speso il loro futuro, altrettanto certo è che la responsabilità maggiore sarà addossata all’ostinazione della Germania a non porre la sua attuale potenza economica al servizio dell’Europa, facendo prevalere   quello spirito di solidarietà di cui essa stessa ha beneficiato dopo gli orrori della guerra.

Oggi la Germania, dopo aver provocato ben due guerre mondiali per spirito di onnipotenza, perdendole disastrosamente, potrebbe evitare la terza rinunciando al proprio egoismo e mettendo in conto che la salvezza dell’Europa unita, rappresenterebbe non solo l’occasione del suo riscatto, ma anche la propria salvezza economica.

Una Germania con una moneta propria – il vecchio marco – forte rispetto ad altre monete più deboli, sarebbe una Germania destinata a patire una crisi economica di proporzioni devastanti.
Oggi la sua buona salute le è garantita dall’euro. Domani senza l’euro, sarebbe privata di molti suoi vantaggi e privilegi attuali.

Si legge in questi giorni che si stanno levando voci di contrasto all’interno stesso della Germania, e voglio sperare che prevalgano al più presto, prima che sia imboccata la china della catastrofe, in seguito difficilmente arrestabile.

Ma la testimonianza di quella famiglia greca ascoltata ieri in tv mi spinge a rivolgere un appello anche al Papa tedesco affinché si rivolga al suo popolo e lo inviti ad accogliere quello spirito comunitario di solidarietà grazie al quale una Europa risanata potrà assicurare a tutti noi un futuro di maggiore giustizia e speranza.


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