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Ci aspettano le prime settimane del 2011

31 Dicembre 2010

Quasi un anno fa, il giorno del mio compleanno, il 14 gennaio 2010, scrivevo questo articolo sul mio blog e su Legno Storto, il cui titolo era: “Oggi in Italia è la destra il partito del rinnovamento”. Seguivano altri articoli sullo stesso tema (ad esempio: qui, qui e qui).

Mi ha fatto piacere leggere l’altro giorno l’articolo di Angelo Panebianco intitolato: “La nostalgia dei conservatori di sinistra”.

Finalmente, mi sono detto, mentre mi godevo la breve vacanza, qualcuno dei commentatori politici più autorevoli ha avuto il coraggio di dire come stanno le cose.

Quante volte con amici che stimo ho dovuto spremermi, ma senza successo, per far loro capire che da qualche anno, se qualcuno vuole migliorare il nostro Paese, è nella destra che può incontrare quel desiderio e quella volontà di rinnovamento necessari a mettere l’Italia in competizione con le migliori democrazie occidentali.

Possibile, mi domandavo, che non si riesca a vedere e a capire che la sinistra di oggi è immobilista e conservatrice, addirittura della specie peggiore?

La stessa difesa ad oltranza della nostra Carta costituzionale mostra che la sinistra non si accorge che l’architrave che regge la nostra democrazia è tarmito e sta per crollarci addosso.

Questa doveva essere la legislatura dedicata alla realizzazione delle riforme. Se non ci fosse stato il tradimento di Fini, le probabilità di portarle a compimento sarebbero state altissime.

A causa di ciò a Fini non si potrà mai perdonare di aver cambiato faccia e di aver scelto la conservazione, ossia tutto il marcio della prima Repubblica che ci ha ridotto in questo stato.

Il 2011 che sta per cominciare, ci dirà, tra fine gennaio e i primi di febbraio, se si potrà concludere alla sua scadenza naturale la legislatura nata all’insegna del riformismo e del cambiamento.

Ho qualche dubbio.

1 – Finché Fini resta presidente della Camera, nonostante abbia fallito il 14 dicembre, potrà continuare ad usare i poteri che la carica gli conferisce in direzione avversa alla governabilità. Non so quanto la Lega Nord vorrà insistere (e sarebbe importante insistesse) per ottenere quel dibattito in Aula che metta in luce le arcinote gravi violazioni della terza carica dello Stato. Infatti, senza una censura parlamentare l’anomalia Fini resterebbe come un precedente pericoloso.

2 – L’avvicinamento dell’Udc alla maggioranza metterà, a mio avviso, un freno alle riforme. A partire dalla legge elettorale maggioritaria fino al presidenzialismo, non c’è molto che unisca il Pdl all’Udc. Con l’Udc si potrà navigare   insieme solo su questioni che comportino pochi cambiamenti alla struttura invecchiata e tarmita del nostro Stato. L’Udc è un partito che ambisce al ritorno della prima Repubblica.

Se si dovesse scegliere di governare senza apportare al nostro Paese quei mutamenti istituzionali per realizzare i quali questo governo è nato, allora sarebbe meglio tornare a dare la parola agli elettori.

P.S. Vittorio Feltri è passato a Libero. In questi giorni si sono viste alcune scintille tra i due quotidiani più importanti del centrodestra, Libero e il Giornale. Capisco le ragioni della concorrenza per vendere più copie. Ma attenzione a diventare nemici. È un lusso che il centrodestra non si può permettere.

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Bart