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Ci rivedremo a Filippi

15 Dicembre 2011

Alle ore 23,25 di ieri sera è intervenuta nel dibattito per la conversione in legge della manovra economica, la rappresentante della Lega Nord Manuela Dal Lago.

Tutto sommato, è stato un piacere ascoltarla, per la pacatezza e la concretezza dimostrate. Il presidente di turno Buttiglione l’ha rimbrottata perché ha usato un’espressione non felice sull’Italia: “la cosiddetta Italia”. Domando a Buttiglione dove si trovasse al tempo del governo Dini quandola LegaNordusava termini ancora più pesanti, e molti, compreso il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, se la cavavano dicendo che si trattava di ragazzate. E in parlamento,la LegaNordne faceva di tutti i colori ed era tollerata perché faceva comodo tollerarla.

Oggi Buttiglione, facendo parte di una maggioranza larghissima che va da sinistra a destra, sentitosi sufficientemente protetto, ha preso il coraggio a due mani e ha fatto la sua ramanzina, quella che si è risparmiato di fare ben 16 anni fa.
Credendo forse con ciò di annullare il peso delle critiche chela DalLagoha mosso alla manovra.
Che sono le critiche che anch’io ho avanzato. Nessun provvedimento per la crescita e solo tasse e tasse a carico dei cittadini.

La Dal Lago ha peraltro ricordato che la Ue aveva chiesto  impegni che non prevedevano la tassazione dei cittadini, ma riforme finalizzate alla crescita. Come mai dunque – si è chiesta – non è stato consentito al governo Berlusconi quel decreto che avrebbe soddisfatto l’Ue.

Devo riconoscere che la Lega Nord nei numerosi interventi fatti nella lunga seduta notturna (praticamente è stata la sola forza politica presente), è l’unica che ha mostrato di avere un po’ di spina dorsale. Ed è l’unica che ha chiesto di tornare a dare la parola al popolo sovrano.

Pietoso l’intervento invece, nel primo pomeriggio, del rappresentante del Pdl Corsaro il quale ha fatto i salti mortali per dare ad intendere ai telespettatori che è grazie al Pdl se nel decreto sono stati accolti alcuni miglioramenti.
Un intervento in ginocchio.

Faceva pena ascoltarlo e ha fatto bene la Dal Lago a citarlo per dire che se è vero che a nessuno piace la manovra, è anche vero che essa sarà votata da una grande maggioranza, ed è vero anche che il Pdl si è dato da fare affinché addirittura il governo, per non correre rischi, mettesse la fiducia.
Più tardi l’intervento sarcastico di Massimo Polidori, sempre della Lega Nord, mi ha mandato addirittura in brodo di giuggiole.

È proprio il caso di dire al Pdl e a Berlusconi che ci rivedremo a Filippi (ossia alle prossime elezioni).

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“Un professore senza allievi” di Sergio Romano. Qui.

“Il governo grigio: tristezza al potere” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Appello di Libero a Silvio. Non votare la fiducia”. Qui.

“Il buon governo, i sacrifici e il sogno reale” di Mario Sechi. Qui.

“In Italia è tempo di dire “no taxation without privatization” di Emanauele Canigrati. Qui. Da cui estraggo:

“L’Italia non ha il diritto di annegare in un mare di tasse senza che tutti gli sforzi siano stati fatti per dar via alle riforme che non toccano, ma avvantaggiano, i più deboli. Nessun altro euro dovrebbe essere prelevato dal portafoglio dei cittadini senza che il premier possa andare in parlamento e dire, in coscienza, di aver fatto tutto quello che era possibile fare per effettuare le riforme necessarie al fine di ridurre il peso dello Stato nell’economia.”

“Gli uomini di Monti e il comma ad hoc per mantenere doppi incarichi e rimborsi” di Caterina Perniconi. Qui.

“Monti insulta la politica: paralizzati” di Tommaso Montesano. Qui.


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