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Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

CINEMA: I film visti da Franco Pecori

12 Settembre 2009

[Franco Pecori dal 1969 ha esercitato la critica cinematografica – per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera. √ą autore, tra l’altro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Dani√®le Huillet; e alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, con Maurizio Grande, una ricerca su Neorealismo: istituzioni e procedimenti (cfr. Lino Miccich√®, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio). Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori. Noto anche come poeta, Pecori pu√≤ vantare la stima di Franco Fortini.]

Le ombre rosse

Le ombre rosse
Francesco Maselli, 2009
Fotografia Felice De Maria
Roberto Herlitzka, Valentina Carnelutti, Flavio Parenti, Lucia Poli, Luca Lionello, Carmelo Galati, Veronica Gentili, Roberto Citran, Eugenia Costantini, Federica Flavoni, Valerio Morigi, Letizia Sedrick, Giovanni Capalbo, Alessandro Averone, Gabriele Bocciarelli, Ennio Fantastichini, Arnoldo Foà, Giovanna Bozzolo, Maria Cristina Blu, Riccardo Francia, Pino Strabioli, Ricky Tognazzi, Laurent Terzieff, Daniela Piperno, Antonio Pennarella, Consuelo Ciatti, Ninni Bruschetta.
Venezia 2009, fuori concorso.

Metafora per metafora. Se la sinistra politica italiana fosse un cavallo, sarebbe un cavallo ombroso e vedrebbe ombre rosse. Il cavallo ombroso, si sa, √® difficile. Il concetto di unit√† sarebbe fondante per la sinistra, ma come dimostra la storia anche fin dentro ai giorni nostri, si tratta di una teoria ancora da mettere in pratica. Specialmente negli ultimi anni l’unico concetto che ha trovato il popolo unito senza particolari difficolt√† √® forse stato quello dello scontrino o della ricevuta fiscale ‚Äúnon indispensabile‚ÄĚ. Ombre rosse si sono addensate sulla fronte di quanti, pochissimi, abbiano pensato che una politica giusta non potesse cominciare con l’‚ÄĚinvito‚ÄĚ a non pagare le tasse. Il film di Maselli non sconvolge certo le menti di quanti gi√† tutti i giorni hanno sotto gli occhi le difficolt√† della sinistra a trovare un linguaggio comune e un aggancio unitario con ¬†il contesto. Spirito avvertito delle problematiche culturali sottostanti alle imprese estetiche, Maselli cura con stile l’arguzia delle allusioni. Certo, si guarda bene dall’impattare contro il muro di un ‚Äúrealismo socialista‚ÄĚ che ormai, per il vero successo del botteghino, viene lasciato alle fiction ‚Äútratte da una storia vera‚ÄĚ. Ne viene fuori un film raffinato, di cui parlare passeggiando col pacco dei giornali sotto braccio. ¬†Che fare? Quello di Maselli √® un ¬†fare ‚Äúnervoso‚ÄĚ, un po’ rapsodico e molto melanconico, attinge alle arti figurative e alla ‚Äúbuona musica‚ÄĚ per un aiutino nella ricerca del senso. Sostanzialmente, ¬†punta sulla vicenda ¬†esemplare di un centro sociale (‚ÄĚCambiare il mondo‚ÄĚ) a Roma durante un recente ¬†governo di centrosinistra ¬†e ne esaspera i connotati poetici fino a farne ¬†una rappresentazione ¬†teatrale ¬†della tensione tra ¬†sofferte utopie e ¬†falsi irrazionalismi. Il ruolo degli intelletuali, ovviamente, √® decisivo. Soprattutto per ¬†il fallimento ¬†del progetto di trasformare il Centro in Casa della Cultura. Non sar√† il caso di addentrarsi nell’indagine su chi fosse quel certo ¬†Malraux che in Francia ¬†ebbe l’idea della Casa ¬†prima di finire a collaborare con Charles de Gaulle. ¬†Fatto sta che, date le premesse, ¬†la vittoria della destra sembra fatale. ¬† ¬†Ci si perdoni la nostalgia, ma dov’√® la diligenza di ¬†Ford, dove sono gli indiani di Ombre rosse?

Ricatto d’amore

The Proposal
Anne Fletcher, 2009
Fotogrefia Oliver Stapleton
Sandra Bullock, Ryan Reynolds, Mary Steenburgen, Craig T. Nelson, Betty White, Denis O’Hare, Malin Akerman, Oscar Nu√≠¬Īez, Aasif Mandvi, Michael Mosley, Maureen Keiller, Dale Place, Mini Anden, Alicia Hunt, Jerrell Lee Wesley.

Neointegralismo tecnocratico? Piano con le parole. Quanto pi√Ļ rigonfia √® la bisaccia degli incassi dei film che arrivano sul nostro circuito, ¬† dagli Usa come da altre parti del mondo (nel caso di The Proposal siamo a 140 milioni di dollari), tanto pi√Ļ chiaro pu√≤ essere il senso – diciamo cos√¨ – della vita che pu√≤ venircene. Se poi si tratta del genere commedia √® ancora pi√Ļ probabile che siamo vicini alla ‚Äúverit√†‚ÄĚ. Attenzione per√≤ alle brevi sinopsi suggerite da produzioni e/o uffici stampa. Per esempio, leggiamo che ¬ęl’editor Margaret Tate, √® una donna dalla vita organizzata e che sa bene ci√≤ che vuole, soprattutto sul lavoro. Quando √® in ufficio, infatti, Margaret √® un capo insopportabile, in particolare con il suo assistente Andrew Paxton che lei non perde mai occasione di tiranneggiare e tormentare ¬Ľ. Ora, ¬ęsul lavoro ¬Ľ e ¬ęin ufficio ¬Ľ sono parole molto vaghe se non teniamo ben conto che la protagonista √® un editor. Sui suoi compiti, durante il film, non veniamo a sapere molto, se non che Margaret deve leggere manoscritti e decidere quali siano degni di pubblicazione. Nella realt√† il lavoro dell’editor √® un po’ pi√Ļ complesso e soprattutto ‚Äúinvasivo‚ÄĚ. Il libro viene aggredito ‚Äúchirurgicamente‚ÄĚ, spesso riscritto, sottoposto ad una cura ‚Äúestetica‚ÄĚ che lo trasforma in prodotto omogeneo alle esigenze di vendita, cio√® a quelle che nella precisa contingenza culturale sono ritenute le attese del probabile lettore, individuato quest’ultimo secondo criteri di target commerciale e, per lo pi√Ļ, secondo idee di mediet√† che vanno ad investire, non solo in superficie, la stessa concezione del mondo di quanti acquisteranno e leggeranno le pagine stampate. Non siamo lontani dalla pubblicit√†. Tutto questo per dire che Ricatto d’amore va ben oltre la storia del ‚Äúcurioso‚ÄĚ caso americano, della proposta di matrimonio finto di una canadese che riceve il foglio di via al suo assistente interessato alla carriera. Ben oltre, o se si vuole ben al di qua dei problemi dell’immigrazione negli Usa (√® comunque anche questo un consistente elemento di attualit√†). Qui si tratta ancora una volta di salvare i valori della famiglia, valori pi√Ļ forti e resistenti persino di certa tecnocrazia. Mentre nei prodotti approvati e sfornati dall’industria editoriale possiamo pur trovare, a seconda della ‚Äúgenialit√†‚ÄĚ dell’editor, anche guizzi di trasgressione (controllati e programmati, si capisce), sull’autenticit√† dei sentimenti che devono portare al matrimonio non si transige. Il marchio Walt Disney non pu√≤ permetterselo. In questo senso, la macchina narrativa e la sceneggiatura (Peter Chiarelli) di Ricatto d’amore sono di una ¬†funzionalit√† impressionante. E capita difficilmente di trovare un’identificazione altrettanto giusta tra attori e ruoli: Bullock/Margaret, ma anche e soprattutto Reynolds/Andrew nella difficile parte del figlio di famiglia straricca che dall’Alaska se ne va a provare le proprie capacit√† a New York cominciando dal basso (mito americano). Le sequenze si articolano secondo sfumature cos√¨ sapienti (la regista e attrice Anne Fletcher viene dai successi di Un ciclone in casa, Missione tata, Step Up e 7 volte in bianco) che si √® portati ad appassionarsi alla ‚Äúcuriosa‚ÄĚ storia d’amore (da finto a vero), tralasciando progressivamente il punto di partenza, ossia la situazione di lavoro editoriale, fortemente integrativa, in cui sono immersi i protagonisti all’inizio del film. Man mano, tutte le ragioni ‚Äútradizionali‚ÄĚ si affermano e vincono (Margaret conoscer√† in Alaska la famiglia di Andrew, genitori e simpatica nonna novantenne√Ę‚ā¨¬¶), soddisfacendo tutte le attese dello spettatore (secondo il target prefissato, largo ma rigido). Non ci sar√† nemmeno da vergognarsi d’essere anche un po’ romantici. Di un romanticismo moderno, attuale, non ‚Äúrivoluzionario‚ÄĚ, si capisce.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart