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CINEMA: LONTANO DA LEI – AWAY FROM HER

17 Marzo 2010

di Vittorio Baccelli

LONTANO DA LEI – AWAY FROM HER

Un film di Sarah Polley. Con Julie Christie, Michael Murphy, Gordon Pinsent, Stacey LaBerge, Olympia Dukakis, Deanna Dezmari, Alberta Watson.

Titolo originale Away from Her.
Drammatico, durata 110 min.
Canada 2006.

Con un’intelligente dose di flashback e raffinati effetti anticati, Sarah Polley disegna un lieve e terribile ritratto della solitudine.”La memoria è il diario che ognuno di noi porta con sé”, scriveva Oscar Wilde; ma, a differenza di un documentario, si tratta di un diario personalizzato dalla gioia e dal dolore, che lo rendono selettivo. A darne conferma è questo film diretto dall’attrice e regista esordiente Sarah Polley, che, tratto dall’acclamato racconto “The bear came over the mountain” di Alice Munro, ricorre alla tematica del morbo di Alzheimer quale metafora finalizzata a spiegare l’importanza dei ricordi in un duraturo rapporto di coppia. Ne sono infatti protagonisti gli inseparabili coniugi Grant e Fiona, rispettivamente interpretati dai veterani Julie Christie e Gordon Pinsent, sposati da circa mezzo secolo, ma la cui serenità viene improvvisamente disturbata dai sempre più lampanti vuoti di memoria che colpiscono la donna, fino al momento del suo ricovero in una casa di riposo specializzata nel trattamento di questa malattia. E proprio una mente all’interno della quale stanno progressivamente svanendo i ricordi sembrano voler simboleggiare le bianche scenografie innevate di Kathleen Climie, mentre il povero Grant, cui viene imposto di tornare a far visita a Fiona soltanto dopo il primo mese di permanenza nel centro, si trova costretto ad accettare il fatto che la donna si sia completamente dimenticata di lui, affezionatasi nel frattempo ad un altro paziente del posto. Scandita dall’efficace colonna sonora di Jonathan Goldsmith, una storia di abbandono e solitudine, sostenuta da un ottimo cast, con un’atmosfera melanconica, ma non priva di un pizzico d’ironia dolce-amara. Soprattutto, tra momenti toccanti ed altri decisamente significativi, un coinvolgente ed appassionante racconto per immagini che riesce nella non facile impresa di evitare eccessi mielosi e retorici. La sessantasettenne Julie Christie   è bravissima. È una star, che non si vergogna delle rughe e la vecchiaia, ma anzi le usa come straordinari strumenti per emozionarci e convincerci che la terza età, se portata con classe, ha una marcia in più. Che smacco alle povere attrici di turno che umiliano il loro talento per provare chirurgicamente a fermare il tempo. In Italia gli attori ventiseienni che passano alla regia realizzano vuoti e ridicoli inni estetizzanti alla loro immagine. Sarah Polley, a 28 anni, ha realizzato un film sui vecchietti malati dal quale si esce completamente guariti. Un film che commuove e fa sorridere.


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Bart