Una risposta a questa opposizione c’è: andare tutti a votare

Non dobbiamo avere paura delle parole. Gli ultimi avvenimenti ci dicono chiaramente che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio piano eversivo per rovesciare il governo.

D’accordo: non è un’operazione che comincia ora, ma si deve osservare che solo in questi ultimi mesi la sua accelerazione è stata repentina e massiccia. Probabilmente l’appuntamento elettorale ormai dietro l’angolo, e le previsioni di vittoria del centrodestra, hanno fatto perdere la testa all’opposizione e il disegno è ora evidente.

Visto che non si riesce a far cadere Berlusconi – così ha ragionato l’opposizione – allora non facciamolo governare. Non diamogli tregua. Se è vero che la nuova legge del legittimo impedimento lo terrà fuori dalle aule giudiziarie almeno per 18 mesi, noi scateniamoli addosso quasi quotidianamente la nostra magistratura e teniamolo occupato a difendersi nei confronti dell’opinione pubblica.
Una strategia eversiva, perché mira all’immobilismo, se non addirittura alla paralisi del Paese.

Qual è lo scopo? Mostrare agli elettori che Berlusconi fa le promesse ma non le mantiene.
Tuttavia, poiché non sono sicuri dell’effetto che questo progetto può avere sugli elettori, mettono in atto anche un progetto complementare: spingere gli elettori all’astensionismo.

Siccome l’astensionismo è più facile che attecchisca presso l’elettorato di centrodestra, ecco che qua e là qualcuno si mette a scrivere che il disgusto strisciante per la politica indurrà molti elettori a disertare le urne.

Attenzione, però: non sempre, ma molto spesso chi mostra queste preoccupazioni di solito è uno che l’astensionismo lo auspica, perché è un avversario del centrodestra.
Dobbiamo stare in guardia, dunque.

Se avessi una vasta platea, e non la ho, vorrei mettere sull’avviso i moderati invitandoli ad   agire come Ulisse: mettersi ossia i tappi alle orecchie e non ascoltare la loro musica.

Guardate in cagnesco chi predica l’astensionismo. Non è uno di noi.
Chi è con noi non può che esortare l’elettorato moderato ad andare a votare. Dovrà votare il 28 e il 29 marzo, ma lo dovrà fare fino a che le riforme auspicate da Berlusconi non saranno diventate leggi dello Stato.

Si tratta di una guerra. Di una guerra lunga e difficile. Ci vorranno anni?
È molto probabile, ma con la nostra lotta e con la nostra ostinazione daremo un’Italia migliore ai nostri figli.

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