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Cominciamo a fare come Sherlock Holmes

11 Marzo 2010

Ieri il Csm censura a maggioranza Silvio Berlusconi. Sempre ieri i senatori del Pd nell’aula del Senato alzano il braccino con tanto di costituzione alla mano. La sventolano. A  inizio 2010  stessa cosa fanno i magistrati di Anm, che addirittura lasciano l’aula quando, in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario, parla il rappresentante del governo.

Ora facciamo un passo indietro. A fine 1993, Berlusconi dichiara di scendere in campo per combattere il comunismo che, grazie all’azione di Mani Pulite, ha la strada spianata (era rimasto solo il partito d’Occhetto, allo stesso modo che si è tentato di far rimanere solo il Pd oggi in occasione dello scandalo delle liste). Vince Berlusconi nella primavera del 1994 e, prima ancora che cominci a governare, viene raggiunto dal famoso avviso di garanzia a Napoli, preannunciato – come ha ricordato ieri in aula il sen. Gabriele Boscetto nel suo splendido ed esauriente intervento – dal Corriere della Sera.

In seguito, alcuni magistrati di punta sia di Mani Pulite che di altre operazioni giudiziarie finiscono nelle file del Pd o diventano star della televisione.

Sherlock Holmes a questo punto trarrebbe le prime deduzioni.

C’è un’operazione giudiziaria, Mani Pulite, che abbatte tutti i partiti e apre la strada alla gioiosa macchina da guerra di Occhetto. C’è una dichiarazione di Berlusconi di scendere in campo per contrastare la gioiosa macchina da guerra. La contrasta vincendo le elezioni. Subito parte un avviso di garanzia contro di lui, che fa cadere il governo prima ancora che avvii la sua azione politica.

Direbbe Sherlock Holmes, fumando la sua pipa:  Che si tratti di un’azione concertata per contrastare chi ha impedito alla gioiosa macchina da guerra di conquistare il potere, è l’ipotesi più forte. Le coincidenze sono troppo sospette.

Ma vediamo ancora.
Che cosa succede poi?

Che l’azione della magistratura continua con un accanimento che non ha precedenti e, quando Berlusconi torna al governo, l’azione di certa magistratura non gli dà respiro al punto di ostacolare gravemente la sua azione politica. Allora il governo cerca di tutelare con leggi apposite la governabilità del Paese da questo assedio. Il Pd le contrasta, non ammettendo mai che questo accanimento pregiudichi la governabilità.

La magistratura accompagna il contrasto del Pd emettendo sentenze di illegittimità e di incostituzionalità. L’assedio alla governabilità dunque prosegue. Chi si era illuso di governare al posto dei comunisti viene punito. Il messaggio è chiaro: chi ha messo in ridicolo la gioiosa macchina di Occhetto ha vinto una battaglia ma non ha vinto la guerra.

Il Pd esulta. L’uomo è colpito ripetutamente ai fianchi. Prima o poi cadrà. Anzi forse il Ko è vicino, si cerca il colpo finale. Berlusconi insiste a parlare di toghe rosse politicizzate. Porta l’esempio di alcuni magistrati protagonisti di Mani Pulite e di altri che siedono sugli scranni del parlamento proprio nelle file del Pd, e sono proprio coloro che più lo hanno bersagliato. Alcuni di questi magistrati diventano frequentatori abituali di talk show, dove è costume parlare male di lui e del suo governo.

L’ipotesi di Sherlock Holmes si irrobustisce ancora di più.

Ma, a corroborarla ulteriormente, arrivano i fatti di questi giorni: lo scandalo delle liste.

A Milano si è scoperto che il magistrato nello spulciare le liste ha usato due pesi e due misure. Ha bocciato alcune irregolarità nelle liste del Pdl e le stesse irregolarità le ha approvate per il Pd.

Il Csm, anziché indagare sul doppiopesismo applicato a Milano dai suoi magistrati, si riunisce ed emette una specie di condanna a carico di Berlusconi per gli insulti che questi ha rivolto alla magistratura, senza precisare che Berlusconi non li ha rivolti alla magistratura ma solo a certi magistrati che lui definisce toghe rosse.

Si domanda Sherlock Holmes: È vero che a Milano si è usato il doppiopesismo? Sì, è vero. Allora perché il Csm tace? Perché si riunisce per condannare Berlusconi e non fa nulla per assumere un provvedimento disciplinare contro il magistrato colpevole di parzialità in danno del Pdl?

Ma ora andiamo a Roma. Berlusconi denuncia che i presentatori della lista del Pdl sono stati ostacolati. Il Pd e i radicali dicono che è tutto falso. Vedremo. Tuttavia una cosa è certa: il magistrato doveva consentire l’ingresso, anche tardivo, dei rappresentanti del Pdl e registrare il loro ritardo. Lo prevede la legge. Non lo hanno fatto. Perché non si è tenuto conto di questa grave mancanza? Perché il Csm, anziché farsi prendere dalla fregola di condannare Berlusconi (uscendo dal seminato), non assume, come sarebbe suo compito, provvedimenti disciplinari contro il magistrato inadempiente?

Sherlock Holmes sente odore di bruciato e va avanti.

Ieri Bersani suggerisce che tanto il Pd che il Pdl rinuncino ai ricorsi e si avvii la campagna elettorale sui programmi.

Sherlock Holmes vuol vederci chiaro. Di che ricorsi si tratta? Basta però una rapida occhiata per avere la conferma di quanto già aveva sospettato. Si tratta di due ricorsi di stampo diverso. Ecco perché a Bersani farebbe comodo fermarsi. A Milano infatti il ricorso del Pd è finalizzato ad impedire all’elettorato di centrodestra di votare il proprio schieramento, mentre a Roma accade esattamente il contrario, ossia il Pdl ricorre per consentire al suo elettorato di votarlo.

Facile la deduzione per Sherlock Holmes: Siamo di fronte a due democrazie diverse. Quella del Pd è di stampo sovietico, quella del Pdl è di stampo liberale.

Ammette che l’operazione liste è stata per lui un’occasione insperata, un colpo di fortuna, per sciogliere i pochi dubbi residui e concludere che:

1 – Il Pd rappresenta ancora l’ex Pci, nonostante i camuffamenti assunti via via nel tempo, perfino con nomi diversi

2 – L’operazione in atto nel Paese è la continuazione di quella fallita di Mani Pulite.

3 РIl Csm ̬ doppiopesista allo stesso modo dei magistrati che non hanno fatto il loro dovere in occasione della presentazione delle liste.

4 – Questi magistrati non possono che appartenere – sono i fatti a dirlo – a quello schieramento che a partire dal 1994 ostacola l’azione di governo per sfiancare Berlusconi e costringerlo alla resa.

5 – Il Csm è dello stesso stampo, quindi ha le stesse finalità. Il suo silenzio sugli errori dei magistrati di Milano e di Roma a riguardo dello scandalo delle liste ha il significato incontrovertibile di condivisione, e dunque la sua condanna nei confronti di Berlusconi altro non è che uno dei tanti ricami di questo disegno.

6- La costituzione sbandierata dai senatori del Pd ieri in aula come quella sbandierata da Anm in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario è una costituzione che non hanno mai letto, e probabilmente ne hanno visto soltanto la copertina. Nonostante che il capo dello Stato abbia cercato di farglielo capire, hanno fatto orecchi da mercante. Aveva ragione Guareschi: trinariciuti.

Giunti a questo punto Sherlock Holmes si volterebbe verso il suo fedele compagno e, togliendosi la pipa di bocca, esclamerebbe, compiaciuto e   con un malizioso sorriso:

“Elementare, Watson”


Letto 1993 volte.


2 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 11 Marzo 2010 @ 18:24

    Che mente lucida, fervida e divertente Bart !

    Qui i commenti del Legno

  2. Commento by Maria — 12 Marzo 2010 @ 22:40

    Bravissimo, una bella ricostruzione

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart