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DALLE MURA AL MARE: personaggi

27 Novembre 2008

di Mariapia Frigerio

La signora delle fiabe

Quello che più colpisce ancor oggi, vedendola, è la sua bellezza, una bellezza rimasta intatta nonostante il trascorrere degli anni e le molteplici peripezie della sua vita. Una bellezza che Tobino ebbe modo di ammirare e di descrivere nel carteggio che scambiò con lei e che è in parte riportato nell’introduzione al tomo dei Meridiani dedicato al medico scrittore.Verrebbe voglia di poterla seguire -come in un film- quando in auto, bambina, era la piccola compagna del padre. Una bambina di soli sette anni seduta accanto a un vecchio signore dalla lunga barba che guidava. Chissà cosa si saranno detti, chissà che strano legame tra loro! E veramente fin da lì, dalla sua infanzia, si vorrebbe seguire la vicenda della sua bellezza, già da quando, inconsapevole forse, attraversava Italia e Germania, in auto, al fianco del grande padre. Perché di un grande padre senza dubbio si trattava. Elena Franchetti è, infatti, la figlia del compositore Alberto Franchetti, l’autore di “Cristoforo Colombo”, ripreso a Genova nelle commemorazioni colombiane e, verrebbe da dire naturalmente, di “Germania”, senza contare di una “Figlia di Iorio” ridato non troppi anni or sono a Gardone.
Nata a Firenze, città amata, dove ha avuto luogo la sua prima educazione, dove ha condiviso amicizie letterarie e passioni politiche che di nuovo hanno visto la sua bellezza in fuga. Perché se è vero che la nostra prima infanzia lascia in noi un segno indelebile, per lei questo è ancora più vero. Così la vicenda della sua vita e della sua bellezza l’hanno vista attraversare il fronte con Campolmi, partigiano stimato dagli inglese, in un viaggio da lei stessa descritto e, approdata a Milano, lavorare per il controspionaggio.
Poi di nuovo Firenze, la sua città. Poi Lucca, Versilia e Pisa -dove si laurea in Lettere – e ancora Firenze.
Ora si sa che vive a Viareggio.
Possiamo solo immaginarci la sua casa, ma, nel nostro immaginare, sentiamo che deve essere una casa calda, piena di libri, piena dei suoi veri amici che devono essere talmente tanti da ricoprirne tutte le pareti.
Ma Elena Franchetti non è solo un’insaziabile lettrice. Elena Franchetti è anche una grande traduttrice. Ha tradotto il suo amato Kafka nella nostra lingua. Così nei caratteri della BUR noi possiamo leggere “Il processo”, “America” e “Il castello”. Ma ha tradotto anche testi di psicanalisi per Einaudi. E di nuovo per la BUR ci ha donato un unicum: tutte le fiabe dei fratelli Grimm, l’opera più completa in assoluto per chi ama questo genere di letteratura. E ha saputo, in questa occasione, farci dimenticare la sua di bellezza per immergerci, invece, in quella delle varie Biancanevi, delle cattive matrigne, delle Cenerentole, delle Rosaspine (le Belle Addormentate che tutti conosciamo).
Nella sua casa piena di libri, in questo rifugio che noi solo possiamo immaginare vive ora la signora delle fiabe. Vive a due passi dal mare, dal mare di Viareggio. Eppure, nelle nostre fantasie, pensiamo che un altro dovrebbe essere il luogo adatto a lei. Un luogo meno marino, forse un luogo più a nord, forse un luogo più tedesco, forse qualche posto che da bambina andava visitando col vecchio padre. E nello stesso tempo speriamo che la sua vita avventurosa ed errabonda si fermi qui, a due passi da noi, e che qui, proprio vicino a noi, approdi il viaggio della sua immutabile bellezza.


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6 Comments

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 27 Novembre 2008 @ 23:25

    Personaggio straordinario e pur discreto. La sua bellezza esteriore si abbina felicemente alla sua bellezza interiore, al suo grande bagaglio umano e culturale, al suo enorme amore per i “veri” amici, cioè i libri. Ritengo encomiabile e di notevole levatura il suo itinerario ed il suo lavoro letterario, ma un apprezzamento del tutto particolare voglio rivolgere a questa squisita, colta e poliedrica signora per la traduzione delle favole dei fratelli Grimm. L’incanto e la felicità che possono dare le favole, il loro stimolare la fantasia, la complicità che trasmettono costituiscono un valore incalcolabile per la formazione infantile.
    Grazie alla bravissima e sempre attenta Mariapia Frigerio, per averci offerto, con la consueta delicatezza formale e con il suo indiscusso acume, un altro personaggio di indubbio interesse della nostra terra
    Gian Gabriele Benedetti

  2. Commento by alex — 30 Novembre 2008 @ 12:24

    Questa volta la Frigerio ha voluto raccontarci una fiaba dove si narra di una donna, della sua bellezza che il tempo non riesce a corrodere neanche un po’ e del suo amore per la letteratura (traduce, infatti, K e tutte le fiabe dei fratelli Grimm). E questo è il primo incantesimo.
    L’altro è nell’immagine che la scrittrice ci regala: un auto, una bambina, suo padre e tante storie da ascoltare mentre dal finestrino scorre il paesaggio della Versilia.

  3. Commento by Giuliana Puccinelli (Gippì) — 11 Febbraio 2009 @ 13:06

    Un bel ritratto delineato in modo assai efficace. Poco in fondo ci viene detto su questa elusiva affascinante signora, ma fra le righe emerge molto di lei: un carattere forte,indomito, una spiccata modernità. Questa ragazza che coraggiosamente valica l’Appennino con un partigiano, questa traduttrice che dalle fiabe spazia fino alla psicoanalisi e a Kafka portando avanti un duro, impegnativo, misconosciuto lavoro, è una donna con la D maiuscola che indica alle ragazze di oggi una strada: ardua, difficile da percorrere, ma obbligata. Sarebbe interessante esplorare il mondo di queste giovani donne degli anni Quaranta che, strette tra il ventennio fascista e la controriforma degli anni Cinquanta, tentarono di trovare una via di fuga verso una vita più vera scelta da loro e non imposta dalla società.
    A questa bella figura femminile va la nostra incondizionata ammirazione, a Mariapia Frigerio un sentito grazie per la sua capacità tutta “macchiaiola” o se volete “impressionista” di delineare con pochi, rapidi tratti di penna una persona, una vita, una storia.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Febbraio 2009 @ 16:11

    @ Giuliana Puccinelli.

    Immagino che lei sia la sorella di Fabrizio Puccinelli, che conobbi in Garfagnana, a Castelnuovo, alla fine degli anni ’60.
    Ho inserito il romanzo di Fabrizio, “Il supplente”, nel mio libro “Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi”, che sarà presentato all’Agorà, sabato 28 febbraio alle ore 16,30. Già presentato dal Comune di Lucca nella conferenza stampa di cui qui:
    http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=15146

  5. Commento by gippì — 12 Febbraio 2009 @ 09:39

    Eh sì, sono una delle due sorelle di Fabrizio. Sabato farò il possibile per venire.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Febbraio 2009 @ 10:17

    Grazie. Spero che ci possiamo conoscere.

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