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Di Berlusconi si sa tutto, ma di altri?

4 Aprile 2011

Ormai di Berlusconi sappiamo perfino il colore delle mutande che indossa, le donne che frequenta, i soldi che ha, le ville sparse per il mondo. È stato, come disse un tale, rivoltato come un calzino. E poi, Berlusconi è un personaggio che le cose non le tiene nascoste, le dice e le fa alla luce del sole. Per lo meno per quanto è emerso finora.

Ma di altri personaggi politici si sa poco o nulla e, quando emergono marachelle (si fa per dire) trovano le procure occupate a mascherarle.

Sappiamo tutti come è andata l’archiviazione dello scandalo di Montecarlo, in cui non si sono voluti ascoltare testimoni importanti e necessari o dare il giusto rilievo a documenti ufficiali provenienti da Saint Lucia e da Montecarlo. Oppure non si è voluto indagare sulle raccomandazioni in Rai del presidente della Camera.

Ora il Giornale ci rivela uno scandalo e la complicità di certe procure, che fanno impallidire il caso Fini.

C’era bisogno di un’altra prova che certa magistratura non fa il suo dovere e applica la legge a sua completa discrezione?
Di procuratori (e giudici) siffatti l’Italia non ha bisogno. Devono essere sradicati dalla magistratura, in modo che agli italiani sia garantita una giustizia all’altezza del suo rango internazionale.
Invece abbiamo una giustizia da terzo mondo, e ancora più giù.

Non so se D’Alema risulterà colpevole o meno, ma quello che mi pare di dover dire è che qualche procuratore (lo si diceva anche al tempo di Mani Pulite) ha avuto un occhio di riguardo per i peccati della sinistra e ha occultato le sue colpe, infrangendo molto probabilmente la legge.

Mi chiedo se qualcuno vorrà approfondire o preferirà archiviare, graziando ancora una volta la parte politica che gli è da sempre gradita. Come si vede anche in questi giorni in cui, non a caso e per restituire il favore, la sinistra si oppone radicalmente ad ogni tentativo di riforma della giustizia.
Staremo a vedere se si ripeterà il caso Fini.

Articoli correalti

“Le conversazioni che non dovevano essere trascritte” di Luigi Ferrarella. Qui.

“Fondi esteri Ds, il “nuovo Greganti” Agiva per coprire i vertici del partito” di Gian Marco Chiocci e Luca Fazzo. Qui.

“E arrivò il giorno della macelleria” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Ruby, la solita “svista” dei pm: agli atti tre intercettazioni illegali” di Andrea Indini. Qui.

“Ruby, ormai ci siamo: i dieci buchi dell’accusa” di Enrico Lagattolla. Qui.

“La politica è uscita di scena” di Francesco Perfetti. Qui.

“Così siamo tornati falchi contro il raìs”. Qui.


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Bart