Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

STORIA: I MAESTRI: Libia. Il mite erede del gran Senusso /2

5 Aprile 2011

di Paolo Monelli
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, marted√¨ 2 settembre 1969]

Forse la deposizione da lontano di Idris I √® l’ultimo atto di una rapida parabola del senussismo, cio√® di quella con ¬≠fraternita religiosa musulma ¬≠na che domin√≤ sulla fine del secolo scorso una vastissima zona africana, dal Mediter ¬≠raneo fino al fondo del deser ¬≠to del Sahara e al lago Ciad. La storia risale ad un algeri ¬≠no dal chilometrico nome di Mohammed Ibn Ali Ben as-Sanusi al-Khattabi al-Hasari ¬†al-Idris al-Muhagiri, detto pi√Ļ semplicemente il ¬ęgran Senusso ¬Ľ, rampollo d’una famiglia che si diceva discendente di ¬≠retta di Fatima figlia di Maometto, nato presso a poco nel 1787 e morto intorno al 1859, fondatore della confraternita s√Ļ detta. Dopo aver studiato teologia in Marocco viaggi√≤ per grande parte del mondo musulmano predicando una riforma della dottrina e del rito: fu in Tunisia, a Tripoli, al Cairo, alla Mecca, in altri luoghi d’Arabia. Nel 1842 fond√≤ la sua prima zauija (convento) in Cirenaica; a questa altre ne seguirono rapidamente finch√© si trov√≤ a capo di una specie di principato con la capitale nell’oasi di Giarabub, nel mezzo del deserto; scelta cos√¨ remota per stare alla larga dai turchi che governavano la Cirenaica e non vedevano con favore il suo proselitismo.

La grande prova  

Lasci√≤ morendo due figli giovinetti. E ne eredit√≤ il potere e la missione il secondogenito, Mohammed al-Mahdi. (Prima di morire il gran Senusso ordin√≤ ai due figlioli di arrampicarsi fino al sommo di due altissime palme che ergevano davanti alla zauija di Giarabub e di lass√Ļ gettarsi a terra invocando Allah e il suo profeta. Il secondogenito senza esitare un attimo salt√≤ gi√Ļ e rest√≤ illeso; l’altro si rifiut√≤ di buttarsi e dovette cedere al fratello pi√Ļ coraggioso, o pi√Ļ fiducioso nel miracolo, i suoi diritti di primogenito. Sotto il governo intelligente e animoso di Mohammed al-Malidi la confraternita moltiplic√≤ i suoi conventi ed estese la sua auto ¬≠rit√† da Fez a Damasco, da Costantinopoli all’India. I tur ¬≠chi si accorsero a un certo momento che il potere dello sceicco senussita era assai pi√Ļ grande di quello dei governa ¬≠tori turchi.

Al-Mahdi predicava ubbi ¬≠dienza cieca ai precetti del ¬≠l’islamismo nella loro purez ¬≠za originaria; viet√≤ il canto, la musica e la danza, e l’uso del tabacco. Ammoniva che l’attivit√† mistica e quella pra ¬≠tica potevano benissimo coe ¬≠sistere, era lecito aspirare tanto al benessere materiale quanto al perfezionamento morale, il pieno godimento della vita terrena non escludeva l’aspirazione alle gioie voluttuose del Paradiso; im ¬≠perativo per tutti i fedeli era la diffusione della potenza musulmana e la guerra con ¬≠tro gli infedeli, da battere e ridurre in schiavit√Ļ.

Alla sua morte, anno 1902, avendo la ¬≠sciato figli in giovanissima et√†, il primogenito Mohammed al-Idris non aveva che 12 anni, i confratelli (ikuan) chiamarono a succedergli il figlio d’un suo fratello, Ahmed Ash Sharif. Il quale, quando l’Italia sbarc√≤ in Tripolitania e in Cirenaica l’anno 1911, strinse alleanza con i turchi e continu√≤ la guerra contro di noi anche dopo che la Tur ¬≠chia, confessandosi disfatta, aveva firmato la pace. Nel corso della prima guerra mondiale, Ahmed si trov√≤ padrone di tutta la Cirenaica salva una breve fascia costie ¬≠ra alla quale s’era ridotta la occupazione italiana. Per una serie di avvenimenti, troppo complicati per questo brevis ¬≠simo sunto di storia, poco do ¬≠po Ahmed scomparve dalla scena e il novembre del 1915 si trov√≤ padrone dello Stato senussita il legittimo erede del secondo sceicco. Mohammed al-Idris, il silurato di oggi.

Di animo mite e pacifico, intavol√≤ subito trattative con l’Italia per creare rapporti di buon vicinato: in seguito alle quali, nel 1917, il governo ita ¬≠liano, con un trattato conclu ¬≠so a Regima, nel Bengasino, gli deleg√≤ la qualit√† di capo delle oasi sahariane di Agila, Giarabub, Gialo e Cufra; e in riconoscimento del suo ami ¬≠chevole atteggiamento gli conferiva, riconoscendolo ca ¬≠po della confraternita senus ¬≠sita, la dignit√† di emiro di Barce, con il titolo di altezza. L’anno 1921 Idris venne a Roma a fare omaggio al re d’Italia.

L’antico feudo

Questo suo contegno umile e sottomesso suscit√≤ lo sde ¬≠gno dei pi√Ļ ortodossi degli ikuan senussiti; alcune trib√Ļ gli rifiutarono l’ubbidienza; finch√© malaticcio, incerto, inerte, si esili√≤ in Egitto e lasci√≤ che i suoi fedeli conti ¬≠nuassero la guerriglia a loro arbitrio. Ma le autorit√† italia ¬≠ne considerarono che avesse mancato ai patti, e nel 1922 il governatore della Cirenaica, generale Bongiovanni, dichia ¬≠r√≤ decaduti gli accordi di Re ¬≠gima. L’anno seguente la con ¬≠fraternita fu disciolta d’auto ¬≠rit√† e ordinato il sequestro di tutti i suoi beni. L’ultimo e il pi√Ļ tenace combattente dei senussi, Omar al-Muktar, bat ¬≠tuto e catturato, fu impicca ¬≠to dopo breve processo per ordine del governatore Ora ¬≠ziani. Provvedimento feroce e eccessivo, errore psicolo ¬≠gico e politico; oggi Omar al-Muktar √® venerato come il grande eroe della resistenza nazionale, come purissimo martire; e in fondo la sua esecuzione √® la sola cosa che viene rimproverata dai libici all’occupazione italiana.

Nel corso della, seconda guerra mondiale Idris e i suoi Senussi collaborarono attiva ¬≠mente con le forze britan ¬≠niche durante la campagna nel deserto dal ’40 al ’43. L’ottobre del 1946 i britan ¬≠nici gli riconobbero il titolo di emiro, nel 1949 lo invita ¬≠rono a formare un governo in Cirenaica, e il 24 dicem ¬≠bre 1951 lo riconobbero capo del regno unito della Tripolitania della Cirenaica e del Fezzan con il titolo del re di Libia.

Come ho gi√† detto nelle mie corrispondenze dalla Li ¬≠bia della primavera scorsa, in quel viaggio riportai l’impres ¬≠sione che Idris I fosse pi√Ļ legato con il cuore e con le simpatie alla Cirenaica che alla Tripolitania, e soprattut ¬≠to al suo antico feudo, l’emi ¬≠rato di Barce sull’altipiano cirenaico. Si recava spesso, lasciando Bengasi e Tripoli, alla nuovissima capitale del regno da lui creata ad El- Beda accanto ad una zauija fondata da suo nonno il gran senusso. Aveva fatto dono di due suoi palazzi in Bengasi a quella erigenda universit√† e all’accademia militare, ma a El-Beda profondeva denaro per fare sempre pi√Ļ vasta una gi√† grande universit√† islami ¬≠ca. Ma anche in questo suo dominio cirenaico √® venuta su una generazione meno fana ¬≠tica, che giudicava eccessivo il potere palese od occulto che avevano assunto la fa ¬≠miglia regale ed i capi cabila pi√Ļ influenti e pi√Ļ retrivi. (M’hanno raccontato la sto ¬≠ria d’una strada che va dal ¬≠la costa a Sebha nell’interno data in appalto ad un paren ¬≠te del re, poco pi√Ļ d’una pista da allargare e da asfal ¬≠tare; il lavoro √® proceduto a rilento due anni, poi fu sospeso perch√© l’appaltatore aveva finito i soldi. Ne chie ¬≠se e ne ottenne altri, riprese stancamente l’opera, ora la strada √® pressoch√© abbando ¬≠nata e in condizioni assai peggiori di prima). Non ha avuto molte gioie, del resto, Idris I dalla sua famiglia. Il principe ereditario, che oggi ha invitato la popolazione ad appoggiare la giunta mi ¬≠litare, √® figlio d’un fratello del re, ucciso a pugnalate tempo fa per un’oscura fac ¬≠cenda di palazzo.

Giusto e savio

In Libia mi hanno parlato tutti bene del vecchio re, in ¬≠digeni e coloni italiani, me l’hanno definito giusto e sa ¬≠vio, equilibrato e pacifico. Il suo merito pi√Ļ grande, a mio parere, √® l’interesse alacre ¬≠mente portato al migliora ¬≠mento delle condizioni econo ¬≠miche e sociali dei suoi sud ¬≠diti, rinunciando del tutto √Ę‚ÄĒ come non hanno fatto altri sovrani d’Arabia √Ę‚ÄĒ a farsi con il gettito dei pozzi petro ¬≠liferi un suo bel patrimonio personale.

Negli ambienti politici di ¬≠cevano che era incline ai com ¬≠promessi, conciliante, attento a non precipitare gli avve ¬≠nimenti. Non √® sempre stato fedele a questo stampo, tut ¬≠tavia. La fine dello scorso an ¬≠no il primo ministro Baccusc’, un giovane moderno, nemico dei conservatori e dei capi ca ¬≠bila della Cirenaica che vor ¬≠rebbero perpetuare antiquati sistemi di governo, per libe ¬≠rarsi di due colleghi di ga ¬≠binetto troppo retrivi offr√¨ al re le sue dimissioni; contan ¬≠do sul fatto che il re √® alie ¬≠no dal prendere risoluzioni affrettate, e le dimissioni le avrebbe respinte, tanto pi√Ļ che il primo ministro doveva fare prossimamente un viag ¬≠gio ufficiale in Inghilterra e negli Stati Uniti. Il re, invece, le accett√≤ senza discussione.


Letto 1946 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart