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Dimissioni sotto condizione

9 Novembre 2011

Berlusconi ha scelto una via di mezzo, ma ha scelto bene.
Ferrara gli consigliava di salire, dopo l’approvazione del rendiconto, al Colle e dimettersi a condizione che Napolitano gli promettesse le elezioni anticipate.
Altri, ad esempio il sottoscritto, consigliava di dimettersi solo a seguito di un voto di sfiducia.
Credo che la via di mezzo scelta da Berlusconi vada nella direzione suggerita da me e da altri. Ma molto più astuta.

Perché?
Perché Berlusconi ha promesso a Napolitano le sue dimissioni solo dopo che la legge di stabilità, compreso il maxiemendamento, sarà approvata.
E qui casca l’asino. L’opposizione, infatti, è messa con le spalle al muro.

Dopo che Berlusconi è riuscito a conoscere i nomi dei suoi   pugnalatori e quindi è riuscito a strappare loro la maschera (tra questi anche Sandro Versace che tante volte è andato a difenderlo in Tv. Crosetto, invece, ha votato con il Pdl, comela Bertolinie Stracquadanio), ora si è messo in testa di levarsi un’altra soddisfazione, e ha dimostrato di saper giocare sulla scacchiera politica meglio degli avversari e perfino dei suoi consiglieri. Credo che con questa mossa Berlusconi abbia recuperato con un balzo, o, come dice Bersani, con uno scatto di reni, i due errori del passato, da me richiamati in altro articolo.

La mossa, in principio non valutata compiutamente nelle sue implicazioni, richiede una chiara risposta dall’opposizione: è pronta a votare la legge di stabilità e gli impegni contenuti nel maxiemendamento?
Se sì, si tratterebbe di rimangiarsi   i vari improperi rivolti al governo, in specie l’insulto tutto ipocrita di essersi sottoposto al commissariamento dell’Europa. Di Pietro poi dovrebbe rimangiarsi quella sua definizione di macelleria sociale affibbiata al contenuto della lettera di impegni.
Lo faranno? Credo proprio di no. Sarebbe come riuscire a spostare una montagna.

La verità è che Berlusconi ha come gettato un osso ai cani (la legge di stabilità con incluso il maxiemendamento), e questi si scanneranno per riuscire a farsi belli di fronte agli elettori (nella previsione, tra le tante la più solida, di doversi presentare ad essi per un nuovo voto), e a tal punto si scanneranno che finiranno per trasformare gli impegni assunti con l’Europa in un provvedimento talmente stravolto e ridicolo che l’Europa ne sarà scandalizzata.

A questo punto Berlusconi potrà tornare al Colle e mostrare il caravanserraglio nel momento in cui sta facendo a pezzi la credibilità (sì, proprio quella tante volte presa a pretesto per linciare Berlusconi) del nostro Paese. E lo farà proprio davanti allo stesso Napolitano che è ormai considerato il primo garante dell’Italia nei confronti dell’Europa.

Come reagirà Napolitano davanti all’impietoso spettacolo?
Non credo che reagirà bene, e capirà, anzi, che non è il caso di affidare ad un governo di larghe intese la salvezza dell’Italia.
Dare in mano il Paese a gente di tale insipienza e litigiosità, significherebbe mandarlo ad un sicuro fallimento.

Berlusconi avrà, dunque, la sua soddisfazione, e la sua rivincita.
Avrà dimostrato che, se è vero che la sua maggioranza si è disintegrata, è altrettanto vero che nessun’altra è in grado di sostituirla.

Dunque, o l’opposizione accetta di approvare gli impegni assunti nei fatti anche da Napolitano, o l’unica strada resta quella delle elezioni.
A febbraio, come ormai dicono i più.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“Napolitano pone i limiti: no a un nuovo esecutivo contro Berlusconi e Bossi”. Qui.

“Il realismo del Cavaliere” di Mario Sechi. Qui.

“Perché l’accordo tra il Cav. e il Quirinale scombina i piani del Pd” di Claudio Cerasa. Qui.

“Dimissioni a tempo” di Alessandro De Angelis. Qui.

“L’idea delle 16 e 25. Passo alla Diabolik” di Tommaso Labate. Qui.

Si legge qui:

“L’imperatore Giuliano, che tentò senza successo di restaurare la religione romana, abbandonata a favore del cristianesimo da suo zio Costantino I e dal figlio Costanzo II, passò alla storia come l’Apostata. Malgieri, che per rinnegare in extremis Berlusconi non ha trovato di meglio che rifugiarsi nei bagni di Montecitorio (“mi scappava”), rimarrà più modestamente nelle cronache come Gennaro La Prostata….
Pietro”


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart