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I traditori certificati

8 Novembre 2011

I traditori da stasera hanno un nome e cognome. Li trovate elencati qui, e mi risparmio così di sporcare le mie pagine con i loro nomi.

Ma uno, uno solo lo voglio fare: è quello di Gennaro Malgieri.
Questo carneade (ma il suo voto conta quanto quello del suo capogruppo Cicchitto) si presenta subito dopo la chiusura della votazione, scusandosi del ritardo e dichiarando che se fosse stato presente avrebbe votato come il suo gruppo.

Ritengo che oggi Malgieri possa essere preso a simbolo di quanto poco impegno e, direi, di quanta poca serietà siano presenti in taluni uomini della ex maggioranza.

Nel giorno in cui perfino Tremonti è tornato da Bruxelles rinunciando a partecipare ad una riunione importante, questo carneade si è dimenticato che in Aula si doveva affrontare una delicatissima votazione, e forse se n’è andato al bar o al gabinetto, o a telefonare l’articolo al suo giornale.

Con questi politici dobbiamo fare i conti. Per non parlare di coloro, come la Carlucci, che hanno pensato bene di accasarsi per tempo altrove.

E ora che fare?
Mi ripeto per l’ennesima volta. Berlusconi deve rassegnare le dimissioni solo a fronte di un voto di sfiducia. E questo di oggi non è formalmente un voto di sfiducia, ma lo stesso voto che sul rendiconto generale dello Stato mise sotto, qualche settimana fa, il governo.

Il voto di sfiducia deve essere palese, ossia deve essere votato per quello che è. Deve essere netto e chiaro, e non servirsi di una votazione in cui il governo va sotto. Di andare sotto, non è la prima volta che accade al governo Berlusconi.

Perciò, faccia il punto, com’è suo dovere, con Napolitano, e poi si impegni a procedere immediatamente alla ennesima richiesta di fiducia, e questa volta sul maxiemendamento, cominciando al Senato dopo il testo è già stato presentato.

Sono tanto mai sicuro che qualsiasi nuovo governo farà peggio di questo, molto peggio, e metterà presto in allarme i mercati (sta già accadendo dopo il voto, qui), che Berlusconi farà meglio a passare al più presto la responsabilità dalle proprie spalle a quelle del parlamento, se quest’ultimo intende davvero sfiduciarlo.

Si dovrà sapere, così, che non è Berlusconi che ha ceduto le armi, ma è il parlamento che lo ha mandato a casa, illudendosi di saper esprimere un governo migliore.
I cittadini vedranno molto presto se davvero le cose stanno così.

P.S. Berlusconi ha concordato con Napolitano le sue dimissioni subito dopo l’approvazione degli impegni assunti con l’Europa

www.i-mie-libri.it

Altri articoli
“Berlusconi in Aula si ferma a quota 308. Poi va al Colle: «Ma non mi dimetto »” di C. Arg. Qui.

“Subito la sfiducia del Pd in aula. Così Fini vuole abbattere Silvio”. Qui.

“La maggioranza non c’è più: dopo il voto spread ai massimi, Borsa chiude a +0,74%”
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Bart