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Dobbiamo chiudere per sempre con la prima Repubblica.

10 Febbraio 2011

Scrivevo in agosto, prendendomela con le colombe del Pdl e con Gianni Letta in particolare, che ormai era dimostrato che la prima Repubblica aveva ceppi di resistenza insospettati. I tanti lussi e i tanti privilegi di cui era stata cosparsa la penisola si erano talmente annidati nei gangli del potere che non sarebbe stato possibile rinnovare il nostro Paese senza andare ad una guerra, in cui non si sarebbe dovuto fare prigionieri.

Ogni germe infetto della prima Repubblica doveva essere sterilizzato, pena doversi trovare costretti a ricominciare la battaglia da capo.
La battaglia che si sta combattendo nel nostro Paese è epocale, e chiamati a combatterla, non stando più alla finestra, sono i moderati, quelli che, non accecati dal fanatismo, sanno ancora discernere ciò che è bene e ciò che è male per i cittadini.

E è sicuramente bene per i cittadini che siano essi a decidere chi debba governarli: decidere maggioranza e premier in un sistema bipolare; togliere a chiunque la possibilità di mutare le scelte dell’elettore senza che si torni a consultarlo; costringere la magistratura a rientrare nel suo alveo in modo che l’attuale suo esorbitante potere non calpesti più la sovranità della politica.

Quando si crede che alla magistratura sia concesso tutto (perché oggi così stanno le cose) siamo già scivolati nello stato di Polizia. E le enormi spese e l’enorme dispiego di tempo e di uomini che essa dedica alle intercettazioni di onesti cittadini, senza che da parte dell’opposizione si levi una sola voce contraria, significa che è questa l’impostazione che tanto l’opposizione che la magistratura intendono dare al nuovo assetto repubblicano.

L’opposizione ha una sua ragguardevole componente comunista, e dunque ciò non meraviglia, ma le altre forze, a partire dall’Udc, dovrebbero quantomeno interrogarsi e muovere qualche eccezione. Invece si è visto come il nuovo vicepresidente del Csm Vietti, proveniente dall’Udc, abbia fatto presto ad amalgamarsi all’andazzo.

Qualcuno (ad esempio il sottoscritto) aveva sperato che la sua nomina potesse imprimere una correzione di rotta. Invece si è visto che il nuovo eletto è stato subito fagocitato dal sistema della Casta, e se si ascolta Vietti non si nota alcuna differenza con quanto dichiarava il suo predecessore Mancino.

La magistratura decide il bene e il male del Paese. Decide di assolvere Fini per uno scandalo che colpisce dignità e moralità in un colpo solo. Napolitano lascia che Fini chieda da presidente della Camera le dimissioni del governo. La magistratura incassa richiami e multe salate dall’Europa per i suoi lunghi processi e, mentre trascura i cittadini e le imprese che avrebbero bisogno di giudizi più solleciti, occupa ingenti risorse economiche, uomini e tempo per sapere se Berlusconi è andato a letto con una minorenne, che lo nega.
Così pure accusa il premier (e giù altri costi ingenti) di una telefonata concussiva, quando nessuno si è dichiarato concusso.
E usa due pesi e due misure quando c’è da definire concussiva la telefonata del premier, mentre non lo può essere la telefonata della Boccassini alla Questura che teneva in stato di fermo il figlio.

Come vedete, è tutto sottosopra. Le istituzioni non funzionano, e non funzionano non per colpa di Berlusconi, il cui governo sta portando avanti programmi e riforme importanti. Non funzionano per colpa di Fini, per colpa di Napolitano (terza e prima carica dello Stato), e per colpa della magistratura che ha invaso le prerogative del parlamento.

Non funziona per colpa di un’opposizione che lascia passare i fatti grandi per fermarsi (compiacendosene!) a spiare dietro il buco della serratura della camera da letto del premier.
Voi vedete bene che ancora le pagine più importanti di certi quotidiani sinistrorsi, sono ancora ammassate dietro il buco della serratura. E cascasse il mondo, da lì non si schiodano.
Ci sarebbe da vomitare.

Ieri leggevo la dichiarazione di un alto magistrato di cui non ricordo il nome, secondo il quale la magistratura ha tutto il diritto di difendersi se qualcuno l’attacca. Di difendere i singoli magistrati come pure di difendersi da attacchi generici di incapacità ad amministrare la giustizia.

Sappiamo che, come nei peggiori stati di Polizia, il Csm ha adottato l’uso di aprire per ogni attacco un fascicolo. Una specie di monito.
Significa che, mentre io posso dire: La politica è marcia, e ciò appartiene al mio diritto di critica, non posso invece dire: La magistratura è marcia.
Avete capito in che Stato stiamo vivendo? Qualcuno ancora dubita che non si debba intervenire radicalmente in una situazione in cui la politica è stata ridotta a pollame da cortile?

Non avevo alcun dubbio che per salvare il nostro Paese si dovesse e si debba pervenire ad uno scontro epocale. Occorre spazzare via perfino il ricordo di ciò che fu la prima Repubblica.
Il miglior modo di festeggiarne i 150 anni sarà quello di munirsi di un bel bisturi e tagliare tutto il marcio che resiste.

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“I veri anti democratici? I nemici di Berlusconi”. Maurizio Cavezan intervista Piero Ostellino. Qui.

“La Consulta a muso duro contro Berlusconi. “Chi ci critica ci offende”. Qui. Da cui estraggo:

“«Se, come leggo e sento dire, ogni mezzo è lecito per cacciare Berlusconi, per un liberale come me il problema non è difendere Berlusconi, ma la democrazia. La democrazia, ha detto Karl Popper, è il solo sistema dove si possono cacciare i governanti senza fare ricorso alla violenza. Per cambiare i governanti la nostra Costituzione prevede la sfiducia in Parlamento, il ricorso a elezioni anticipate e l’accusa di attentato alla Costituzione da istruire nei confronti dei governanti stessi. Dunque, se Berlusconi è un pericolo per la democrazia i mezzi per cacciarlo ci sono e sono democratici. Ma quando si dice che ogni mezzo sarebbe lecito, si è fuori dalla Costituzione. È stupefacente che coloro i quali si dichiarano democratici duri e puri siano pronti a contraddire la democrazia pur di far fuori Berlusconi. Alla sua difesa dalle accuse della magistratura provvederanno gli avvocati. Ma se si attenta alla democrazia penso sia un mio dovere di liberale intervenire ».”

“Figlia mia, evita il corteo: è solo una roba da snob” di Marina Ripa di Meana. Qui.

“Caso Tommasi, si può credere a una donna che teme ufo e nazisti?” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Il golpe puritano” di Mario Sechi. Qui. Da cui estraggo:

“Viviamo in un Paese che ha smarrito la ragion di Stato e il senso di pietas. Ma cadranno al suolo anche gli avvoltoi che sperano di cibarsi delle carogne.”


Letto 975 volte.


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Bart