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Dopo lo stop di Napolitano, vediamo se c’è davvero la libertà di stampa

13 Agosto 2010

Ormai la Repubblica italiana è alla frutta. Si scoprono fior di magagne sul conto del presidente della Camera; tutta la stampa, anche quella più riottosa, a poco a poco ne prende atto ed informa i cittadini, com’è suo dovere, e che ti succede? Che dopo la vacanza, Napolitano torna a Roma e, con un’intervista concessa al giornale del suo vecchio partito, L’Unità,  praticamente chiede lo stop delle inchieste. Così dichiara, infatti:

«Ho sempre ritenuto che nessun contrasto politico debba investire impropriamente la vita delle istituzioni. Perciò è ora che cessi una campagna gravemente destabilizzante sul piano istituzionale qual è quella volta a delegittimare il Presidente di un ramo del Parlamento e la stessa funzione essenziale che egli è chiamato ad assolvere per la continuità dell’attività legislativa ».

E ancora:

«Questo è il momento di abbassare i toni, di compiere uno sforzo di responsabile ponderazione tra le esigenze della chiarezza politica e quelle della continuità della vita istituzionale, guardando al paese che ha bisogno di risposte ai propri problemi anziché di rese di conti e di annunci minacciosi nell’arena politica cui non consegua alcuna prospettiva generatrice di fiducia ».

Insomma, per Napolitano lo scandalo di Montecarlo e le raccomandazioni Rai sono ridotte al rango di “rese di conti”. Verrebbe voglia di dimenticare queste parole.

Gli risponde su Libero Osvaldo Napoli:

“È con qualche amarezza, ma con profondo rispetto per la sua carica, che leggo l’invito del presidente Napolitano a cessare gli attacchi contro il presidente della Camera. Le sue parole avrebbero oggi ben altro effetto sull’opinione pubblica se fossero già state pronunciate, senza cambiare una virgola, quando due anni fa una campagna di veleni ancora più ampia e devastante era stata lanciata contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”.

Mi domando: Se sul presidente della Camera si avanzano sospetti di abuso della sua carica, con quale giustificazione il Presidente della Repubblica chiede lo stop alle indagini? È forse, la sua, una censura? Fa bene il Pdl a indignarsi. Ciò che sembra non vedere Napolitano circa i comportamenti della terza carica dello Stato, lo vedono i cittadini.

Che il Pdl, quindi, non rinunci a chiedere le dimissioni di Fini, e a porre una interrogazione parlamentare sugli abusi del presidente della Camera.

Chi sa perché mi viene in mente il caso Nixon, nonché la forza e la determinazione che la stampa statunitense ebbe per resistere e vincere tutti i tentativi finalizzati alla copertura dell’inchiesta. Spero che la nostra stampa sia all’altezza della situazione.

Sarebbe quantomeno scandaloso che dopo l’intervento di Napolitano, certi giornali mettessero il silenziatore allo scandalo. Non ci voglio credere. Non credo che lo voglia nemmeno Napolitano. Comunque, negli Stati Uniti non ci riuscirono. Non possiamo essere da meno.

La campagna contro il bavaglio è stata fatta da tutti i giornali, nessuno escluso. Alcuni, se ricordate, con più forza e perfino con sottoscrizioni. Non vorrei che fossero proprio quest’ultimi ad imbavagliarsi.

Napolitano, sbagliando, sembra considerare il caso Fini una semplice rissa tra rivali invidiosi l’uno dell’altro, quasi da compatire e sedare con due buffetti.

Se fosse davvero così, queste sarebbero le mie domande: Si è mai permesso, lei, Presidente, di raccomandare qualcuno in Rai avvalendosi della sua carica istituzionale? Voglio sperare di no. E perché non lo ha fatto? Voglio sperare: perché sa di non poterlo fare per rispetto della carica che ricopre. E che significa ricoprire una carica istituzionale? Voglio sperare: significa che non possiamo servircene per scopi personali. Inoltre: Lei mentirebbe agli italiani? Immagino di no, perché una carica istituzionale non può farlo. E lei è la prima carica istituzionale. E se, come appare dall’inchiesta, Fini, terza carica istituzionale, ha mentito agli italiani, per lei non è sanzionabile con l’indegnità? Spero proprio di sì.

Allora applichi domande e risposte al caso del presidente della Camera, e ne tragga le conclusioni, che non possono essere, caro Presidente, che quelle delle sue dimissioni.

 Lei, il garante delle Istituzioni, non può lasciar correre. Consentirebbe alla terza carica dello Stato di fare ciò che lei sa benissimo che non si può fare? Credo proprio di no. Non troverebbe, quindi, qualche grave frattura istituzionale tra il suo comportamento e quello di Fini?

Gentile Presidente, vede bene che non ci sono vie di uscita, anche per chi volesse trovarne a tutti i costi: Fini deve dimettersi, e nessuno potrà coprirlo senza contagiarsi. Rifletta. Vorrebbe passare alla storia come il capo dello Stato che ha coperto uno scandalo istituzionale? Perché di questo si tratta, come sta emergendo dalle inchieste. Non penso che lo desideri.

Ritengo che sia stato mal consigliato a rilasciare all’Unità quell’intervista. Anche lei ha consiglieri da quattro soldi, come ce li ha Berlusconi. Ragioni con la sua testa. Anche per quanto riguarda il governicchio. Ascolti ciò che dice con garbo il presidente del Senato (ossia la carica istituzionale che viene subito dopo di lei) al Corriere della Sera di oggi. Schifani non la pensa come lei, e  le ha risposto subito, tondo tondo, premettendo:

«per ­ché se il presidente della Camera fa poli ­tica attiva, ritengo di avere diritto a parlare di politica »

Sempre nell’intervista curata da Francesco Verderami, si legge:

“la seconda carica dello Stato boccia ogni possibile terza via, l’opzione cioè di un governo tecnico, l’idea di una nuova legge eletto ­rale varata dalle forze uscite sconfitte dal ­le urne nel 2008, che «provocherebbe un grave vulnus ai principi della democra ­zia”.

«È una riflessio ­ne squisitamente politica, la mia. Ma rammento come nelle democrazie mag ­gioritarie valga il principio che i governi siano scelti dagli elettori ».

Sappia che questa volta gli elettori di centrodestra reagirebbero con rabbia di fronte al ribaltone. Non accenda questa miccia pericolosa. Assai più pericolosa dell’assoluzione che lei pare voler dare al caso Fini.

Conclusione: se non fosse in grado di ottenere, lei, Presidente, le dimissioni di Fini, per ragioni sue che non saprei comprendere, o perché non si è reso conto di ciò che ha combinato, non ci resta che sperare nell’inchiesta di quei quotidiani, come il Giornale e Libero, ad esempio, che di bavagli non ne vogliono sentir parlare, anche se fosse il capo dello Stato ad imporglieli.

Insomma, Gian Marco Chiocci, Massimo Malpica, Franco Bechis, Stefano Filippi come Bob Woodward e Carl Bernstein nello scandalo Watergate. A loro mi affido.

Ormai ciò che di scandaloso ha commesso Fini – la terza carica dello Stato super partes – è uscito allo scoperto. Impossibile metterlo a tacere. Chi ci provasse sarebbe colpevole di fronte agli italiani.

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Casa di Montecarlo. Rassegna stampa del 13 agosto 2010. Qui.

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5 Comments

  1. Commento by giuliomozzi — 13 Agosto 2010 @ 16:29

    D’altra parte: finché non viene condannato per qualcosa, Gianfranco Fini è un uomo innocente. Giusto?

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Agosto 2010 @ 18:05

    Certo che lo è. Peraltro non è detto che ci siano colpe penalmente rilevanti. Su queste ultime vedremo. Ciò di cui Fini è colpevole moralmente ( e come terza carica non lo può fare) è di predicar bene e razzolare male.
    Berlusconi, almeno, non fa il moralista, e non  intende su questo dare lezioni a nessuno.  
    Sembra, inoltre, che Fini, con la sua dichiarazione, abbia mentito. Negli Usa Clinton evitò la messa in stato d’accusa proprio perché riconobbe di avere mentito.

    Se ha mentito e l’inchiesta ha fondamento, Fini deve dimettersi. Non si può mentire agli italiani, nella posizione in cui si trova, terza carica istituzionale.

  3. Commento by Carlo — 13 Agosto 2010 @ 18:28

    Forse deve tenergli bordone poiché, magari, anche lui gli ha prospettato una qualche futura ipotesi presidenziale (fantascienza, ma ricordiamoci l’insistenza su costituzione e via cantando). Se lasciato solo può essere che sveli qualche altarino non proprio democratico. Insomma, spinto di qua, spinto di là, non può essere che sia stato spinto anche da lui? E’ vilipendio? Bhoo, mi tutelo non citandoli per nome, spero basti.

  4. Commento by Luciano Baroni — 13 Agosto 2010 @ 21:53

    Condivido in toto il tuo scritto, Bart.

    Penso anche e con forza, che nemmeno Scalfavo ha fatto interviste del genere ( anche se l’ha fatto nascostamente il ribaltone, come disse Bossi ) e ciò vuol dire che il Giorgio “ungherese” ne ha fatto un’altra delle sue.

    Buona serata.:oops: :oops:

  5. Commento by Maria — 14 Agosto 2010 @ 12:30

    Evidentemente le vacanze non hanno giovato a Napolitano che ha perso un’ottima occasione per tacere. Avallando Fini si rende conto che si mette alla sua stessa “altezza” ?

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