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Due attentati

9 Ottobre 2010

Il primo attentato (alla vita) ha riguardato il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Ed è a tutti noto.
Il secondo attentato (alla libertĂ  di stampa) è quello compiuto con la perquisizione fatta nella sede di un giornale e nelle abitazioni del suo direttore, Alessandro Sallusti, oltre che di un suo giornalista, Nicola Porro. Pare che una direttiva europea vieti questo tipo di perquisizioni, ma in Italia siamo abituati a questo e altro. Il giornale in questione è proprio il Giornale, il quotidiano cioè che ha svolto una serrata inchiesta contro il presidente della Camera sugli scandali che lo coinvolgono. La Marcegaglia invitò duramente il Giornale a smetterla con questa inchiesta. E con l’occasione criticò pure il governo. Rispose Alessandro Sallusti dicendole che è bene che ognuno faccia il proprio mestiere, ossia che la Marcegaglia non si intrometta in questioni della cui gravitĂ  non è in grado di rendersi conto.

Ed ecco fatto. Da tempo spiati tutti i giornalisti del Giornale, secondo quanto dichiarato da Sallusti, finalmente capita una telefonata di Nicola Porro all’addetto stampa di Confindustra, Renato Arpisella. Il contenuto di questa telefonata viene interpretato come una minaccia nei confronti di Emma Marcegaglia e immediatamente i pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock fanno partire venti carabinieri per perquisire tutto il possibile. Mancava poco che ci frugassero anche nelle mutande, ha detto Vittorio Feltri. Non credo che sia stata così massiccia l’operazione che portò all’arresto di Totò Riina.

Ho ascoltato la telefonata. Si avverte all’inizio chiaramente il tono scherzoso, poi è una telefonata normale, ma certamente incauta. Probabilmente Porro ha creduto che bastassero i sorrisi iniziali per fugare ogni altra cattiva impressione del suo interlocutore.

Comunque sta di fatto che la perquisizione non ha portato a nulla di concreto e ieri il quotidiano, secondo le dichiarazioni di Feltri, ha lavorato tutto il giorno per creare un dossier sulla Marcegaglia da pubblicare oggi. Praticamente una protesta e una sfida. Fra l’altro, ieri sera Feltri è stato intervistato nel programma de La7 “Le invasioni barbariche” ed è tornato a criticare il comportamento di Fini che, in presenza di prove ormai definitive, resta incollato alla presidenza della Camera.

Il dubbio che si stia muovendo qualcosa di pericoloso per fermare il pensiero di centrodestra è forte. La sinistra e i suoi seguaci sono permeati di un concetto di democrazia a senso unico. La democrazia è soltanto tale quando esprime il loro pensiero, altrimenti è populismo, dittatura, berlusconismo, inganno e così via.

A dimostrarlo sta il silenzio che circonda lo scandalo sesquipedale in cui, appunto, è coinvolto Fini, di fronte al quale quello che portò alle dimissioni del ministro Scajola è una bazzecola, e sta anche il silenzio nei confronti della campagna che il Fatto Quotidiano da varie settimane sta conducendo contro il presidente del Senato, Renato Schifani, e che non viene definita dossieraggio, come invece è stato fatto per quella che il Giornale ha condotto nei confronti del presidente della Camera.

Ha detto bene Cicchitto, due pesi e due misure. Se ne renderanno conto i cittadini?

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“Dilemma a destra. Fermare Feltri?” di Fabrizio d’Esposito. Qui.

“Il buono, il brutto e il cattivo” di Marco Travaglio. Qui.

“La fine della politica” di Piero Ostellino. Qui.

“Ma secondo te chi c’è dietro Fini” di Rosaria Capacchione. Qui. Da cui estraggo:

“E l’altro (Arpisella): «Dai secondo te chi c’è dietro Fini? ». Porro dice di non saperlo, Arpisella chiarisce senza chiarire: «Ci son quelli che c’erano dietro la D’Addario dai su! », rinviando ulteriori spiegazioni ad un incontro.”

Rassegna stampa del 9 ottobre 2010. Qui.


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1 commento

  1. Commento by Roberto — 9 Ottobre 2010 @ 10:55

    “Il dubbio che si stia muovendo qualcosa di pericoloso per fermare il pensiero di centrodestra è forte” è bellissima e coraggiosa, me la sono segnata. Complimenti.

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