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Enrico Letta e Napolitano

20 Luglio 2012

Se tornassimo indietro di qualche mese, quando Napolitano scelse di sostituire Berlusconi con Monti e sui giornali apparvero le notizie che rivelavano che Enrico Letta e Mario Monti erano membri di alcuni potentati economici, oppure ci si ricordasse di quel “pizzino” in parlamento inviato da Letta a Monti, il cittadino capirebbe meglio perché l’esponente del Pd vorrebbe che si facesse da parte di tutti (partiti e media, ovviamente) qualcosa di più per stringersi attorno al Presidente nel momento in cui è attaccata la sua affidabilità.

Napolitano è il sostenitore accanito di Monti, il suo mentore e il suo difensore. In ogni circostanza. Nonostante che Monti abbia mostrato la sua assoluta incapacità di passare dalla teoria cattedratica ai fatti quotidiani, come sostiene anche Renato Brunetta; nonostante che abbia già ridotto il Paese in un deserto improduttivo che ci allontana sempre più dal risanamento necessario; nonostante che continui a prevedere nuove tassazioni (e qui) che provocherebbero il collasso del Paese, compreso quello dei singoli cittadini, non più in grado di spendere e nemmeno di indebitarsi; nonostante che la Merkel si diverta a fare il tira e molla con Monti più di quanto facesse con Berlusconi; nonostante che formalmente il grigio Monti appaia più rispettato del burlesco Berlusconi ma sia ridicolizzata alle sue spalle la sua boria; nonostante tutto ciò noi abbiamo ancora chi scommette nel successo del duo Napolitano-Monti e per questo è disposto a chiudere gli occhi.

Letta è uno di quelli che ha rinunciato per principio ad analizzare ciò che sta accadendo al nostro Paese da quando al potere effettivo, senza che i cittadini lo abbiamo deciso, si sono istaurati Napolitano e Monti. Il primo, addirittura, spendendo non i suoi soldi ma i nostri in un momento in cui i cittadini erano chiamati ingiustamente a sostenere duri sacrifici, si è permesso di fare senatore a vita Mario Monti, prima ancora di misurarne il valore reale. Niente infatti autorizzava un tale riconoscimento, essendo la vita professionale di Monti contrassegnata da una grigia burocrazia.

Ho scritto sopra che i cittadini sono stati chiamati ingiustamente a sostenere duri sacrifici, in quanto la strada del risanamento non doveva affatto passare attraverso lo strumento della tassazione, bensì attraverso quelli della riduzione dei costi dell’apparato pubblico (a cominciare dal faraonico Quirinale), del dimagrimento delle Istituzioni, troppo pletoriche, e infine dalla vendita di parte del nostro patrimonio immobiliare.

Monti ha lavorato a testa in giù, ossia ragionando con i piedi, e meraviglia che solo pochi abbiano denunciato i suoi gravissimi errori. Men che meno si sono alzate le voci per fermarlo e rimandarlo a casa (anche ritirandogli il costoso e inutile   – se non per l’interessato – laticlavio).

Godendo della protezione di Napolitano, è apparso ai cittadini che Monti sia stato autorizzato a fare il bello e il cattivo tempo e che, dall’alto della sua appartenenza ad una classe di privilegiati non toccati dalla crisi, ostenti insensibilità nei confronti delle classi deboli colpite a morte dai suoi provvedimenti.
Se il deserto può uccidere i comuni cittadini, infatti, non potrà fare altrettanto con le classi privilegiate, le quali hanno molti modi non solo per sopravvivere ma per mantenere lo statu quo.

Dunque, il vero dominus della situazione attuale è Napolitano, che non a caso è stato insignito del titolo di Re, Re Giorgio è infatti il l’appellativo che più ricorre tra i suoi sudditi.
E come un re si sta comportando. Un re di antica memoria, quello cioè il cui potere discendeva direttamente da Dio, e nessuno poteva ardire di criticarlo.
Letta pare rivivere, come speciale e privilegiato suddito (una specie di prono e fedele feudatario) la condizione di quei tempi.

Si sospetta che Napolitano si sia macchiato forse della colpa di aver cercato di intervenire a favore di un indagato dalla giustizia?
Ebbene, secondo Letta questo aspetto è irrilevante poiché Giorgio è un Re e pertanto solo il Padreterno può giudicarlo. Ossia nessuno qui in terra.

Dimentica, Letta, che siamo in un repubblica democratica e se ci sono sospetti di illeciti che coinvolgono il capo dello Stato, proprio per questo e a maggior ragione, si deve fare di tutto per conoscere la verità, così che i cittadini sappiano se il loro massimo rappresentante sia ancora degno di rivestire l’alto incarico ricevuto dal parlamento.
Ciò soprattutto se l’interessato, ossia il capo dello Stato, fa di tutto per nascondere ciò che è intercorso tra lui e l’indagato Nicola Mancino.

La verità va avanti a tutto, in una democrazia, e nessuna norma costituzionale può essere interpretata al fine di impedire la ricerca della verità. Essa non sarebbe una norma costituzionale, infatti, ma incostituzionale.

Si rassegni Letta a rispettare la verità e a farla emergere, così come vogliono gli elettori.

Tra i quali mi metto anch’io, settantenne che ha vissuto molti momenti critici della nostra democrazia, tra i quali quelli che hanno visto al vertice dello Stato uomini come Oscar Luigi Scalfaro che, da ciò che sta emergendo, pare abbia anche avuto parte importante nella trattativa Stato-mafia.

Spero con tutto il cuore che in Italia ci sia qualcuno che abbia il potere di imporre a Napolitano di mettere a disposizione dei cittadini i nastri delle conversazioni da lui tenute con Mancino, in modo da consentire, nell’interesse dei cittadini, una di queste risoluzioni:

1 – Napolitano ha agito correttamente (anche se, come ha scritto qualcuno, avrebbe dovuto abbassare la cornetta del telefono e rifiutare la conversazione con un indagato che gli chiedeva di intervenire a suo favore) e allora resti pure in carica e ci accompagni con il suo discepolo Monti verso il baratro economico.

2 – Napolitano lascia intendere nelle sue telefonate di voler intervenire a favore di Mancino, e allora si dimetta, così che i cittadini possano liberarsi di un uomo che si è probabilmente illuso di essere Dio.


Sarò all’estero fino al 29 luglio. Quindi il blog è sospeso fino al mio ritorno.
Voglio sperare che nel frattempo emerga la verità su quanto è accaduto.


Letto 2142 volte.


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Bart