Ormai non c’è altro da fare e prima lo si fa meglio è. Le ragioni ci sono tutte.
La prima è che come terza carica dello Stato disonora il partito che lo ha designato, in quanto viola continuamente gli ambiti stabiliti dalla Costituzione.
La seconda è che continuamente si mette in contrasto con le linee del partito deliberate dalla maggioranza, facendo trasparire all’esterno un’immagine fuorviante e negativa del Pdl.
La terza è che agisce attivamente all’interno del partito con un’opera logorante e disgregatrice, impedendogli di portare avanti le deliberazioni assunte a maggiotraanza.
Si deve espellerlo subito. Magari con un discorso televisivo a reti unificate Berlusconi spiegherà ai cittadini le ragioni di questa espulsione, che non impedirà a Fini di fare politica, ovviamente, ma in un’altra casa o fondando un suo partito.
Sono convinto che gli elettori del Pdl capiranno.
L’altra strada, quella di minacciare le dimissioni, è ormai impraticabile. La situazione di crisi in cui versa il Paese, insieme con l’Europa, non la renderebbe accettabile, e l’opposizione avrebbe buon gioco di chiedere il governo di salute pubblica, accusando di irresponsabilità Berlusconi.
Sarebbe questa una trappola mortale.
Invece l’espulsione di Fini, sarebbe compresa e facilmente accettata. Tutti capirebbero che un Pdl in cui le linee adottate dalla maggioranza possono essere portate avanti è un Pdl forte.
Se si perderà qualche parlamentare pazienza. È meglio un partito snello e funzionante, che un partito che si muove come un ippopotamo nel pantano.
Lo scontro durissimo di ieri tra Fini e Bondi può essere l’occasione per deliberare una tale espulsione.
Ogni giorno in più – lo si ricordi – va a vantaggio della strategia di Fini.
Pensate come tutto sarebbe stato più semplice, se l’espulsione fosse stata comminata all’indomani delle regionali. Più passa il tempo, più le cose tendono a complicarsi.
Che Berlusconi non abbia paura di compiere questo passo.
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“Premier tra fedelissimi e frondisti: resa dei conti” di Antonio Signorini. Qui.
Commenti
4 risposte a “Espellere Fini dal Pdl”
Visto l’attivismo degli ultimi tempi del Capo dello Stato, sono certo che all’opposizione non dispiacerebbe, in caso di dimissioni di Berlusconi, far assumere a Napolitano anche l’interim della Presidenza del Consiglio, dando luogo alla sperimentazione di un presidenzialismo puro all’italiana in cui il Presidentissimo verrebbe eletto dai partiti.
Mario, non bestemmiare per favore !
Qui ciò che leggo su Liebero
Mario, non bestemmiare per favore !
Qui ciò che leggo su Libero
La risposta è qui su legno storto.