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Esposito. Espulsione? Dimissioni?

21 Agosto 2013

Le dimissioni vengono sempre richieste quando a doverle dare è Silvio Berlusconi, ma quando su di un giudice di cassazione come Antonio Esposito si stanno accumulando testimonianze in cui si dichiara che egli era molto prevenuto nei confronti di Berlusconi, avendo usato nel passato (2009 e 2011) espressioni molto forti e sprezzanti nei suoi confronti, e tuttavia non ha adempiuto ad uno dei doveri cardine a cui un giudice è tenuto, ossia quello di rifiutare di far parte di un collegio giudicante la persona di cui egli ha manifestamente espresso il suo disprezzo, la cosiddetta grande stampa allineata tace.
Esposito si √® ben guardato dal rispettare questo inderogabile dovere, pur sapendo della sua preconcetta e consolidata parzialit√†, ed ha emesso una sentenza risultata devastante per l’imputato e per le istituzioni.

Si dice che questa sentenza, di cui attendiamo ancora le motivazioni, prescinder√† dalle vicende personali del giudice che l’ha emessa, e dunque la condanna di Berlusconi rester√†; ed allora ci si domanda se siamo in presenza di una vera giustizia nel nostro Paese.
Scrivo queste cose partendo ovviamente dal presupposto che le testimonianze addotte da ‚Äúil Giornale‚ÄĚ, siano autentiche e non manipolate, e tra di esse ve n’√® una pesantissima, quella del noto attore Franco Nero. Del resto mancano le smentite sicch√© a contrastarle, con sempre maggiore debolezza ed impaccio, resta solo il giudice incriminato, in ci√≤ appoggiato da Marco Travaglio, pure lui con sempre minore efficacia di fronte al proliferare di testimonianze che descrivono un magistrato assai poco riservato e facile, in riunioni conviviali, a sbottonarsi su faccende per le quali il suo ufficio impone la massima riservatezza. Un chiacchierone, insomma. Una Perpetua di manzoniana memoria.

Questo fatto mi ha richiamato alla mente la vicenda della casa di Montecarlo che colp√¨ l’immagine dell’allora presidente della camera Gianfranco Fini.
Ricordate, anche a quel tempo i cosiddetti giornaloni si disinteressarono delle rivelazioni del “Giornale” e parlarono di macchina del fango messa in moto contro una figura istituzionale che aveva cominciato a contrastare il potente leader del centrodestra Silvio Berlusconi. Come Esposito, anche Fini respinse le accuse, finch√© le prove che andavano accumulandosi lo costrinsero a fare delle promesse in tv che poi non furono mantenute. La magistratura apparve molto clemente sulla vicenda archiviandola in fretta e furia, e lo stesso Napolitano non proffer√¨ nemmeno una parola per sanzionare il comportamento della terza carica dello Stato. Cos√¨ anche i giornaloni, sia pure timidamente, dovettero dare notizia dello scandalo, ed ammettere con ci√≤ che il “Giornale” aveva visto giusto. Naturalmente, nonostante le prove, Fini pot√© rimanere al suo posto, visto che la sua permanenza alla camera sarebbe stata ancora utile al Pd contro l’avversario di sempre. Ma se la magistratura chiuse tutte e due gli occhi, come li chiusero Napolitano, il Pd e il parlamento, non altrettanto fecero i cittadini, che alle elezioni del febbraio scorso espressero la loro severa condanna estromettendolo dal parlamento, e cucendogli addosso, in questo modo e per sempre, la famosa lettera scarlatta di cui parla Nathaniel Hawthorne nel famoso romanzo omonimo.

Sulla vicenda Esposito i giornaloni, non avendone avuto abbastanza del silenzio durato settimane per il caso Fini, stanno replicando lo stesso atteggiamento, ma non vi è dubbio che il materiale che si va acculando sulle inquietanti responsabilità di Esposito, li costringerà a scriverne, magari, come successe per Fini, in modo defilato e non impegnativo.
Tra tutti, “Il Fatto Quotidiano” √® il solo che lo ha ripreso e ne sta parlando. Devo, per√≤, rammaricarmi che Travaglio e il suo giornale non abbiano capito la gravit√† di quanto sta emergendo a carico di Esposito – ci√≤ che, in un Paese normale, porterebbe immediatamente all’annullamento della sentenza – e lo difendano con le stesse armi spuntate con cui i giornaloni combatterono la giusta campagna che “il Fatto Quotidiano” condusse contro la richiesta di Napolitano della distruzione dei nastri che contenevano le registrazioni delle sue telefonate con l’ex presidente del senato Nicola Mancino, imputato per falsa testimonianza nel processo palermitano sulla trattativa tra lo Stato e la mafia.
Ho sempre condiviso la posizione di Travaglio e del suo giornale, e l’ho anche difesa. Napolitano ci ha nascosto la verit√†, e, a mio avviso, una verit√† inquietante, che i cittadini avevano il diritto di conoscere.
Cos√¨ oggi posso dire a Travaglio di fare molta attenzione, pur essendo amico dei giudici. Qui √® possibile che ci troviamo di fronte ad un giudice che ha colto l’occasione per sfogare dentro e con una sentenza di condanna il suo disprezzo per un cittadino, quando invece avrebbe dovuto chiamarsi fuori dal giudizio per rispettare il principio sacrosanto ed inviolabile dell’imparzialit√†.

Il Csm e la stessa cassazione hanno aperto, separatamente, un fascicolo sul caso, ma il punto non √® √Ę‚ā¨‚Äú si veda di rifletterci seriamente √Ę‚ā¨‚Äú se sar√† adottato un provvedimento disciplinare a carico di Antonio Esposito (che mi parrebbe scontato), ma il fatto che un tale giudice, prevenuto nei confronti dell’imputato, gli abbia inflitto una pesante condanna, la quale, nonostante il vizio, sembrerebbe irrevocabile. Ha senso tutto ci√≤? Ha senso che un cittadino subisca una condanna in un processo in cui il giudice che lo ha condannato era prevenuto fortemente nei suoi confronti, lo disprezzava e non lo aveva nemmeno nascosto? Resta un mistero – anche questo da approfondire – su come sia stato possibile che a un tale inadatto giudice fosse affidato il caso.
Si dirà, ma Esposito è solo uno dei membri del collegio giudicante, ma allora si dovrebbe rivedere anche il caso del Lodo Mondadori, riaperto dopo che un giudice del collegio romano fu dichiarato corrotto dalla Fininvest.
Altrimenti, si riproporrebbe in modo drammatico il vulnus inquietante della nostra magistratura: quello di usare due pesi e due misure.

Ciò che comunque non sortirà dal Csm come pure dalla cassazione è un provvedimento di espulsione di Esposito dalla magistratura che, se le prove si riveleranno solide e veritiere, sarebbe il minimo da applicare ad un giudice che si è comportato in questo modo tanto in società quanto nei confronti di un imputato, anzi di due imputati se ci mettiamo anche le rivelazioni sul processo a carico di Wanna Marchi.

A parte dunque un provvedimento di espulsione, che sarebbe sacrosanto, e non arriverà mai, mi pare opportuno concludere così: poiché le dimissioni le si chiede continuamente a Silvio Berlusconi proprio in seguito a questa precostituita e viziata sentenza, perché nessuno le pretende da Esposito, che sembrerebbe aver violato gravemente in questa stessa sentenza i principi costituzionali del giusto processo?


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3 Comments

  1. Commento by zarina — 21 Agosto 2013 @ 15:22

    Purtoppo non accadr√† ne l’una ne l’altra. ¬† Spero per√≤ che si riesca almeno a continuare a scavare e scovare ¬† altre interessanti ¬† “amenit√†” su quella casta, ¬† in modo da far aprire gli occhi a chi continua a tenerli coperti con le fette di prosciutto.
    Quello che finalmente ¬† comincia ad emergere, ¬† e spero appunto che altri trovino il coraggio di denunciare, ¬† √® di una gravit√† inaudita , ma la cosa pi√Ļ grave √® l’atteggiamento di finta rassegnazione di chi dovrebbe intervenire e che invece si limita a ripetere che le sentenze vanno rispettate e applicate. Vorrei vedere se toccasse a loro. ¬† ¬† Se la sentenza √® viziata da pregiudizi ¬† (oltre alla mancanza di prove) ¬† come si sospettava e sta chiaramente emergendo, ¬† VA ANNULLATA, non si pu√≤ scherzare con la vita delle persone anche se si chiamano Berlusconi. Attenzione a tollerare ancora questa situazione.Chiunque pu√≤ ritrovarsi ¬† distrutto da quei diabolici e incontrollatii ingranaggi .
    Non ho alcun stima per quel giornalista, lo trovo ¬† presuntuoso, fazioso, polemico, ¬† ¬† convinto (o si autoconvince’) ¬† di essere l’unico depositario della verit√† assoluta. Uno cos√¨ non √® in grado di essere imparziale e obiettivo e quindi dal mio punto di vista diventa poco credibile , come dimostra la sua ostinazione a difendere l’indifendibile.
     

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Agosto 2013 @ 16:37

    Cara zarina, dovrebbe essere la stessa magistratura Рper salvare la propria integrità Рad espellere certi magistrati che la disonorano. Se ciò non succede significa una cosa sola: che essa è corrotta, e sono responsabili di questa corruzione anche i cosiddetti magistrati onesti. Infatti nessuna delle loro voci si è mai alzata per denunciare ed opporsi allo scandalo.

  3. Commento by zarina — 21 Agosto 2013 @ 17:59

    Infatti, credo che sia ipocrita chi sostiene ¬† che il fenomeno riguardi una minoranza politicizzata. E’ molto pi√Ļ verosimile che il rapporto di forze sia esattamente l’opposto. ¬† L’unica voce che si alza √® quella dei rappresentanti sindacali a difesa dei loro privilegi.

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