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Facciano pure il bello e il cattivo tempo, ma prima o poi dovranno passare da noi

2 Novembre 2013

Ci resta solo questa speranza, a noi moderati. Solo che riusciamo a formare una forte unità di combattimento. L’articolo di ieri di Ainis sul “Corriere della Sera”, anche se timido, ha lasciato intendere che qualcosa non va in ciò che sta accadendo. Non ha avuto il coraggio che sarebbe stato necessario di dichiarare che l’operazione Berlusconi messa in atto dalla Giunta del senato è una vera e propria schifezza. Lasciamo stare la parola democrazia, per non sporcarla con siffatte turpi manovre. Il segno di quell’articolo è univoco: anche i giornaloni di regime non riescono a mandare giù tutti i bocconi. Si accorgono che subire in silenzio può rischiare di turbare oltre ogni misura la loro coscienza e togliere il sonno del quieto vivere a cui si erano abituati. L’antiberlusconismo aveva consentito loro di conciliare il servizio al potere con una attività professionale che sparava addosso ad un comodo nemico che la magistratura aveva già cannoneggiato spianando la strada.
Perfino la Bindi, antiberlusconiana per eccellenza, ha sentito il bisogno in questi giorni di lavarsi la coscienza dichiarando che con quella decisione è stato commesso un errore.

Il fatto è che di questi errori d’ora in poi se ne faranno tanti e in tempi velocissimi. Sui palazzi più importanti delle istituzioni stanno per essere ammainate le bandiere issate nel lontano 1948 e sostituite con quelle rosse di bramosia e di spudoratezza che le avanguardie già si portano sventolanti sulle spalle.
Fausto Carioti ieri scriveva:

“La scelta della giunta presieduta da Pietro Grasso è stata indecente dal punto di vista etico, ma tutt’altro che fessa. Fare carne di porco del regolamento del Senato per imporre il voto palese sulla sorte di Silvio Berlusconi è stato un gesto di spregiudicata lucidità politica, il momento in cui sono stati piantati i semi per gli assetti futuri.”

Leggetelo perché la sua analisi è spietata e terribile. Per ciò ho scritto da vari mesi, capirete che non posso che condividerla. Assistiamo dal 1994 ad una marcia su Roma che avrebbe dovuto essere veloce ma che si è rallentata per colpa di una resistenza inattesa, che finalmente, con una potenza di fuoco che non ha precedenti, sta per essere abbattuta. La spartizione dei palazzi è già stata fatta a tavolino e Carioti ben la descrive.
È la stessa gioiosa macchina da guerra che ora, voltandosi indietro, vede solo i cadaveri dei propri nemici e davanti le porte spalancate della città dei sette colli.

Naturalmente la gioiosa macchina da guerra ha saputo ben operare anche in campo nemico lusingando e suggerendo, talché quelle porte non dovranno affatto essere abbattute e chi le ha spalancate è lì ad attendere le prime avanguardie ben schierato sull’attenti e speranzoso di essere immatricolato a servizio del nuovo potere.
I nomi di questi traditori li conoscete. D’ora in poi avremo conati di vomito ogni volta che ci toccherà nominarli.

Ma davvero la gioiosa macchina da guerra arriverà ad issare le sue bandiere sui palazzi romani?
Le probabilità sono molte, non v’è dubbio, ma la vittoria non è ancora assicurata. Perché? Perché c’è ancora una speranza che i difensori della libertà non hanno ancora deposta ai piedi delle avanguardie: quella di compattarsi in una unità di combattimento tale da concentrare sull’avversario una potenza di fuoco maggiore di quella sferrata su di loro.

Dove decidere il campo di battaglia? Forse nell’unione dei partiti di centrodestra, per quanto resta di loro? No.
La forza adeguata a sostenere, e forse anche a vincere, l’assalto al potere, sta nella gran massa dei cittadini moderati. E il campo di battaglia, perciò? Le prossime elezioni di primavera. Ormai si corre verso di esse, pur con obiettivi diversi.

Anch’io sono tra quelli che non vedono altra via di uscita. Nella generale confusione che ha chiuso in una tenaglia mortale le nostre istituzioni, l’ultima possibilità che ci è offerta da una democrazia morente è il ritorno alle urne. La parola agli elettori è la sua ultima speranza.
Se non ci sarà il voto in tempi rapidi, tutto infatti è destinato a precipitare e gli ultimi fili democratici saranno tagliati. I fatti accaduti in questi giorni ci danno testimonianza di un’accelerazione dell’autoritarismo fortemente alimentata dalla bramosia di potere e dalla inusitata e feroce violenza contro gli ultimi argini democratici. Accettare, come vanno predicando anche i traditori del Pdl, di arrivare almeno al 2015 in questa situazione, significherebbe consentire il consolidamento di un regime dal quale i cittadini di qualunque tendenza ideologica faticherebbero – come la storia ci ha insegnato – a liberarsi.

La primavera è ormai vicina. Occorre dunque prepararsi senza tentennamenti all’appuntamento elettorale: l’ultima occasione che i moderati hanno per cercare di sconfiggere il totalitarismo avanzante.

 


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8 Comments

  1. Commento by enzo — 2 Novembre 2013 @ 00:13

    Spero che le elezioni ci saranno a primavera! Lo spero vivamente ma non con questa legge che non da alcuna maggioranza e soprattutto calpesta la dignità che gli elettori che devono avere il diritto di decidere i loro rappresentanti.

  2. Commento by enzo — 2 Novembre 2013 @ 00:22

    Comunque non si metta la maschera del moderato. I toni estremi del Suo commento non può essere di un moderato, quello che Lei non è mai stato in questo blog. I moderati servono solo per vincere le elezioni ma dubito che questa volta potranno essere tirati per la giacchetta. Volete il voto dei moderati e poi diventano traditori quando hanno votato.
    Guerre, battaglie, fuoco, armi: non sono il linguaggio di un moderato e soprattutto non lo sono i principi e le idee.
    La gioiosa macchina da guerra è una squallida immagine di un personaggio che certo moderato non  lo era ma le Sue parole e i sui sentimenti non sono da meno.
     

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Novembre 2013 @ 00:26

    Sono d’accordo, enzo. Però io sono per il bipolarismo e vorrei si lavorasse in questa direzione. Si dovrebbe arrivare ad avere in Italia 2 grandi coalizioni (auspicherei anche due soli grandi partiti), in modo che gli elettori siano in grado di premiare il buon governo e punire il cattivo governo, praticando l’alternanza, che è il vero prodotto di una democrazia autentica.

    Invece sono convinto che si creerà un sistema più confuso di quello della prima repubblica.

    Tuttavia ho il sospetto che non avremo alcuna riforma elettorale, visti i troppi divergenti interessi in ballo; ma noi elettori non possiamo fare niente, solo subire. A meno che non ci muniamo di forconi ed occupiamo il parlamento.

    Il secondo commento, enzo, è, come i suoi precedenti, fuori luogo e dimostra ancora una volta che non si rende conto di ciò che ci sta accadendo. Gli ultimi fatti paiono passati sulla sua testa senza che se ne accorgesse. Stento a credere che sia così miope.
    I moderati dovrebbero, in questa situazione, comportarsi come me per non fare la fine degli stupidi del villaggio. Prima di essere schiavizzati da un regime che abbiamo già conosciuto occorre una nuova Resistenza, e la resistenza non la si fa stando inginocchiati. Si deve ricordare, enzo, che essere moderati non significa affatto essere vili, e non saper combattere per la propria libertà.
    Lei non mi ha mai detto quanti anni ha. Io a gennaio ne conterò 72. Faccia i conti di ciò che è passato sotto i miei occhi. Conosco molto bene il doppiopesismo, i voltagabbana e l’ipocrisia, ed oggi ne circolano in dosi massiccie. Mandano cattivo odore, ecco perchè dovrebbe percepire la puzza anche lei.

  4. Commento by enzo — 3 Novembre 2013 @ 09:14

    io ho 48 anni e considero moderato chi sovrappone l’interesse dell’Italia a quello di singole persone o interessi particolari. Un moderato non può accettare che possa governare chi ha interessi prossimi allo Stato, chi controlla in qualche modo la comunicazione, chi detiene interessi personali troppo ingombranti. E questo è l’inizio. Se si accetta questo poi non si può più tornar alla moderazione. Il moderato non consente guerre istituzionali. Andreotti ha affrontato il proprio processo senza guerre interne. i dirigenti Fiat depositarono un memoriale ammettendo il sistema “mani pulite” assumendo responsabilità penali. I moderati non sono unti dal Signore, se ne guarderebbero bene. I moderati si dimettevano se venivano sorpresi di non avere pagato una multa per eccesso di velocità. I moderati se colpiti da ingiustizie lottano ferocemente e privatamente e non coinvolgono un intero Stato nelle loro disgrazie. I moderati adesso sembrano non esistere più, passano per vili semplicemente perchè pensano che ci siano interessi collettivi che  prevaricano quelli personali. Abbassano la testa davanti al rispetto nei confronti del nostro paese. Se qualcuno ha subito ingiustizie, anche pesanti, lotti nelle sedi opportune e lasci che l’Italia vada avanti comunque. Ma se questo qualcuno fosse veramente colpevole come è perdonabile quello che sta facendo all’intera nazione? Il mondo non capisce, caro maestro, il mondo non capisce e ci sta solo sopportando, non abbiamo più alcun rilievo internazionale. Ci sono stati scandali, attentati, complotti che avrebbero potuto bloccare il paese ma i moderati hanno permesso che l’Italia andasse avanti ugualmente, adesso sono 20 anni che siamo fermi. Questo non è moderazione è estremismo, cieco estremismo.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 3 Novembre 2013 @ 10:36

    Non le pare, enzo, che segnalare che la giustizia non funziona e che un cittadino (emerge il caso di Berlusconi perché è un politico noto, ma di casi di questo tipo ce ne sono, eccome) viene discriminato per le sue idee politiche, non sia fare gli interessi dell’Italia, anzi gli interessi della democrazia?

    Non le pare che criticare Napolitano per aver consentito a Fini di intervenire a gamba tesa contro un partito (poteva essere anche un partito diverso dal Pdl) non sia fare gli interessi della democrazia?

    Non le pare, enzo, che non intervenire da parte di Napolitano affinché Fini abbandonasse la presidenza della camera dopo lo scandalo di Montecarlo, non sia fare gli interessi della democrazia?

    Non le pare che leggere la sentenza Esposito (ma lei l’ha letta?) e trovare scritto che   si condanna Berlusconi a seguito di una “prova logica”, e criticarla aspramente non sia difendere la democrazia?

    Non le pare che criticare la sentenza Quaranta della consulta che ha manomesso la costituzione per accontentare il capo dello Stato e consentire la distruzione dei famigerati nastri, non sia fare gli interessi della democrazia?

    Non le pare che criticare il come è avvenuta la nomina di Monti a senatore a vita e il come è avvenuta quella degli altri 4 non sia fare gli interessi della democrazia?

    Seguire il caso Cancellieri (legga qui l’articolo di Repubblica) affinché la giustizia non si comporti in due modi diversi (il caso Cancellieri, come ho scritto, ha contenuti ancora più gravi), discriminando per motivi ideologici, non significa difendere la democrazia? La condanna a 7 anni di reclusione subita da Berlusconi, se da lei è considerata giusta, dovrebbe reclamarla anche per la Cancellieri, non le pare?

    Scrivere che è falso sostenere che Vittorio Feltri abbia infangato l’ex direttore di Avvenire, Boffo, in quanto la sentenza di condanna per molestie sessuali ad una donna è vera e ne fu pubblicata una copia, mentre Feltri si scusò per il secondo documento che si rivelò una bufala, non è difendere la democrazia, oltre che la verità?

    Difendere Marrazzo dalla decisione del Pd di farlo dimettere per i suoi gusti sessuali, quando è il Pd a menarne vanto nei suoi programmi, non è difendere la democrazia?

    Quando si diceva negli anni ’94 che l’Italia era caduta sotto la dittatura di Berlusconi, io ho difeso l’Italia   dalla diffamazione che ci disonorava all’estero. Non significa ciò difendere la verità e la democrazia. Le è parso che si sia vissuti sotto la dittatura di Berlusconi?

    Quando accusai Benigni di diffamare l’Italia allorché si esibì contro Berlusconi al parlamento europeo, non le pare che difesi la democrazia oltre che la dignità del nostro Paese?

    Io nel mio blog mi occupo di questo. Si vada a leggere tutti i miei articoli.

    Sono anche convinto che si sta marciando verso un regime autoritario, e quindi sono molto sensibile (forse troppo, ma è meglio così) ad ogni episodio che vada in questa direzione. Lei tende a isolare il moderato e a rinchiuderlo dentro un privato che lo condanna a subire. Si rilegga ciò che ha scritto. Il moderato che descrive lei è quello che va bene per le dittature.

    Non vede che ciò che sta succedendo non ha niente a che vedere con casi individuali per i quali – come sostiene lei – non si deve scomodare l’Italia? A pagare il nuovo autoritarismo saranno proprio i moderati, se non alzeranno la testa in tempo. Ora che abbiamo ancora un barlume di libertà stiamo pagando tutti gli errori della politica sia di destra che di sinistra. Dopo, sarà anche peggio, perché la testa non potremo nemmeno più alzarla e nemmeno brontolare.

    Guai se i moderati ascoltassero, oggi, il suo consiglio. Per natura sono già riservati, individualisti, come li vuole lei, e stanno pagando per questa loro natura accomodante. Oggi si chiede loro un cambiamento: devono essere combattenti per la democrazia, per la verità, per la libertà, per la giustizia.Devono tornare ad essere Liberi e Forti.

    Ho 24 anni più di lei. Sono tanti nella storia politica di un Paese. Quando lei nasceva io ero già segretario provinciale della mia categoria lavorativa e già facevo le mie battaglie e mi confrontavo con ideologie diverse dalle mie, imparando a conoscerle   e a contrastarle quando non erano genuine.

    _____

    P. S. Il conflitto di interessi è poca cosa rispetto a quanto ho descritto sopra. In qualche articolo ho ricordato che un importante senatore del Pd appartiene alla più potente famiglia della mia provincia: possiede fabbriche, alcune primarie in campo internazionale, e tv. Nessuno del Pd ha mai sollevato il problema.

    Legga quanto stamani scrive sul Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia:
    Proprio oggi, pertanto, essi dovrebbero sentire il dovere di parlare, di restituire alla Repubblica la verità del suo passato. Senza di ciò, infatti, il Pd resterà sempre prigioniero di quella parte dell’opinione pubblica di sinistra – numericamente minoritaria, ma vocalmente prevalente sulla scena pubblica – la quale non solo, ebbra com’è di antiberlusconismo, è portata a vedere esclusivamente nel «fare giustizia » la soluzione di tutti i problemi del Paese, ma è convinta che la responsabilità di questi sia sempre e solo degli «altri », chiude gli occhi di fronte alla complessità delle questioni per la varietà degli interessi in gioco, spasima perché ogni contrasto sia tagliato con l’accetta, perché chi non la pensa come lei sia collocato all’istante tra i «nemici » e possibilmente consegnato a un tribunale. È fatto di questi ingredienti il volto nuovo dell’antico estremismo italiano che oggi ha preso le sembianze di un radicalismo iperdemocratico nutrito di un’ossessiva rivendicazione di «trasparenza » e di «diritti » quanto della più schietta ignoranza di ogni passato. Un estremismo che proprio per la sua forma «democratica » è capace, però, d’infiltrarsi per mille rivoli anche nell’opinione «media » di sinistra, finendo in tal modo per prendere in ostaggio e condizionare lo stesso Pd.

  6. Commento by enzo — 3 Novembre 2013 @ 13:17

    allora abbia in coraggio di denunciare tutto! non mi dica che qualcuno è peggio di quell’altro. Come Le ho già detto la moderazione si è persa all’inizio si questi vent’anni. Conflitto di interessi non significa non avere i propri interessi rappresentati, ci mancherebbe. Il conflitto d’interessi nasce, ovunque, quando si passa dal rappresentativo all’esecutivo. Parla di mali di destra e di sinistra ma questa destra non ha tolti i mali della sinistra ma ne ha beneficiato. Non ha rotto il legame nefasto fra politica e poteri economici locali ma ne ha usufruito. Abbia il coraggio di ammettere che il male genetico del conflitto d’interessi ha prodotto una reazione incontrollabile di intrecci tra poteri diversi dove tutto era permesso perchè tutto è stato permesso.
     

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 3 Novembre 2013 @ 17:55

    Lei, enzo, parla di una cosa ovvia, che denuncio da quando è nato il mio blog. Le istituzioni italiane sono malate.

    Dov’è che mi è mancato il coraggio?

    Sarei felice di ricevere una sua segnalazione concreta, poiché il mio scopo è quello di denunciare i comportamenti ipocriti e doppiopesisti e le violazioni della costituzione. Se ho mancato, sono pronto a rimediare, e ne chiederei scusa ai miei lettori.

    Anni fa condannai l’antiberlusconismo con commentatori assai qualificati (oggi squagliatisi: uno di questi era un ottimo e da me stimato scrittore) sostenendo che esso avrebbe seminato l’odio nel Paese. E’ stato così. L’articolo che le ho segnalato di Ernesto Galli della Loggia dice la stessa cosa, ma con qualche anno di ritardo. Se lo avesse scritto a tempo debito non saremmo a questo punto.

    Il fatto è che la gioiosa macchina da guerra ha assoldato molti ipocriti e fedifraghi e solo ora che siamo ad un passo dal fascismo rosso, qualcuno si accorge di aver esagerato nel compiacimento.

    Guardi Scalfari. Nessun cenno oggi al caso Cancellieri. Non è d’accordo con me che per la telefonata di Berlusconi si spese molto e di più? Non le dice proprio niente anche questo fatto che non è di mesi fa, ma di oggi? Fresco fresco. Apra gli occhi, la prego, ci auti ad evitare il fascismo rosso. Esso peserà più su di lei, ancora giovane, che su di me.

    Vorrei che si accorgesse, infine, che, ad esempio sul caso Cancellieri, ho una posizione diversa da quella del Pdl, espressa da Brunetta, proprio perché la mia è una posizione di denuncia del doppiopesismo e dell’applicazione ideologica della legge.

  8. Commento by enzo — 5 Novembre 2013 @ 19:18

    In questi giorni mi ha colpito la relazione della commissione europea sulle spese “folli” fatte nella poca ricostruzione dell’Aquila a seguito del terremoto. Sono state rendicontate le spese e denunciati gli sprechi e le infiltrazioni malavitose. Una denuncia tutta politica. Quando la politica controlla, come dovrebbe, allora la magistratura non interviene.  
    In Italia nessuno ha denunciato proprio un bel niente e tra qualche anno toccherà ancora alla magistratura indagare i politici di turno su quanto è avvenuto. Allora si potrà parlare di magistratura invadente (se va bene) mentre non ci rende conto che è la politica seria che manca in questo disperato Paese.

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Bart