Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Fatiscente la casa di Montecarlo?

5 Agosto 2010

Ora si cerca di nascondere il tutto dietro un aggettivo: fatiscente. Lo fa oggi la segretaria storica di Fini, Rita Marino.
Insomma, chi ha gestito l’intera faccenda è talmente in difficoltà da non vergognarsi di raccontarci cose che non stanno né in cielo né in terra.

Si finge di dimenticare che il vero valore di un bene immobile è dato dalla sua posizione.
La stessa casa, se posta a Montuolo, il mio paese, vale una sciocchezza: vale, ossia, più o meno il costo dei materiali impiegati e della manodopera, che poi sono gli stessi costi, suppergiù, che si sostengono per costruire a Montecarlo. Soltanto che ciò che fa la differenza è il valore della posizione.

Ammettiamo che i costi complessivi per fare un appartamento di 45 o 70 mq siano intorno ai 250 mila euro. L’appartamento di Montuolo varrà all’incirca quella cifra o poco di più, ma a Montecarlo no, a Montecarlo vale, secondo quanto ho letto, circa 3 milioni di euro.

Dunque, se torniamo alla casa di Montuolo e togliamo dal suo prezzo di mercato il costo di 250 mila euro, ciò che resta o è zero o è una sciocchezza. Se la stessa operazione la facciamo per la casa di Montecarlo, vediamo che ciò che resta sono circa 2,7 milioni di euro.
Questa cifra rappresenta lo svenduto, il depauperamento del patrimonio di An.

Se facciamo la stessa operazione considerando fatiscente la casa, addirittura la supponiamo ridotta ad un valore, per quanto riguarda i muri fatiscenti, pari ad esempio ad euro 10 mila, vedremo che la casa di Montuolo si venderà ad una valore uguale o appena superiore a 10 mila euro, ma la casa di Montecarlo non potrà essere venduta ad una cifra inferiore a 2,7 milioni di euro + 10 mila euro.

Quindi è inutile che si insista su questo punto. La casa di Montecarlo è stata regalata. A chi? Al momento sappiamo che è stata regalata a due società off-shore residenti nei paradisi fiscali, attraverso le quali è protetto dall’anonimato il vero proprietario dell’immobile:

“Ereditata da An nel 2001, la casa è stata «dimenticata » per anni dal partito, che ha anche rifiutato una serie di vantaggiose proposte di acquisto dagli altri inquilini del palazzo che la ospita. Fino a quando, nel 2008, An la cede per appena 300mila euro a una società creata presumibilmente ad hoc un mesetto prima, la Printemps, il cui amministratore è appunto James Walfenzao. E la Printemps la rivende, tre mesi dopo, con 30mila euro di plusvalenza a una società gemella (stesso capitale sociale, stessa sede sull’isola caraibica di Saint Lucia), la Timara. Operazioni evidentemente mirate alla copertura del reale acquirente dell’immobile, visto che nel secondo rogito firmano come venditore e compratore Tony Izelaar e Suzi Beach, che lavorano come colleghi nella stessa società di servizi monegasca, la Jason Sam, che si occupa tra l’altro di creare società in paradisi fiscali, tra cui appunto Saint Lucia, per aiutare clienti danarosi a concludere affari immobiliari lontani da occhi indiscreti e dalle attenzioni del fisco del Paese d’origine. Il vero acquirente della casa, probabilmente, si sarà rivolto per la bisogna alla Jason. Oppure direttamente a Walfenzao.” (qui)

Probabilmente questo era lo scopo ultimo dell’operazione.  

La domanda è: Perché Fini che, secondo quanto si legge, autorizzava o meno tutte le operazioni di compravendita, ha consentito questa operazione di evidente e clamorosa svendita, e in più a favore di società collocate in un paradiso fiscale, messo all’indice dall’Ocse?

Leggiamo che la procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla questione: “La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla cessione da parte di Alleanza Nazionale di un immobile ubicato a Montecarlo. I Pm, a quanto si è appreso, hanno disposto l’acquisizione di documenti riguardante l’appartamento.” Ma Fini tace ancora, nonostante il bailamme che sta succedendo sul patrimonio di An e sull’esigenza di trasparenza reclamata dai vecchi aennini (qui): “Un commissariamento? Diciamo che ci sono dei dubbi sulla gestione dei fondi, legati ad esempio alle anticipazioni al Secolo – dice Caruso – ed abbiamo adottato una soluzione-ponte che “congela” la situazione: se ne riparlerà a settembre. Di certo, la decisione assunta offre una garanzia di gestione comune del patrimonio”. Quando, dice ancora il senatore Caruso, “potremo riparlare con maggiori elementi anche della vicenda della casa di Montecarlo: quanto emerge dai giornali è chiaro. E allarmante”.  I finiani che ieri alla Camera hanno chiesto a Caliendo di fare un passo indietro e al governo di ritirargli le deleghe, perché non chiedono lo stesso a Fini?

E continua a tacere anche Napolitano. E pensate pure a questo: Il Foglio di   Ferrara, evidentemente pro Fini, non spende una parola sull’affaire di Montecarlo. Lo ha fatto oggi perfino L’Unità, ma Ferrara, no.

Molto probabilmente confidano che, in tempo di vacanze, il tutto sarà dimenticato. Spero proprio che abbiano fatto male i loro conti.

Articoli correlati

Casa di Montecarlo. Qui.
“Casa a Montecarlo, la procura si muove”. Qui. Da cui estraggo:

“GAUCCI – Intanto l’ex patron del Perugia Luciano Gaucci, intervistato dal settimanale Panorama a Santo Domingo, dà la sua versione dei fatti sulla guerra di beni in corso con la ex fidanzata, l’attuale compagna di Fini: «Elisabetta Tulliani non aveva né proprietà né redditi, le ho dato tutto, sia a lei che alla famiglia ». Gaucci ricostruisce nel dettaglio la vicenda della vincita al Superenalotto che, secondo la Tulliani, le avrebbe permesso di acquistare alcuni immobili: «La schedina – afferma tra l’altro – l’ho compilata e l’ho giocata io, ho vinto 2 miliardi e 400 milioni di lire e siccome sono generoso ed ero perso d’amore le ho regalato la metà ». E ancora: «Elisabetta dice che è stata lei a vincere e a darmi la metà, come se all’epoca io avessi avuto bisogno dei suoi soldi… ». Gaucci al settimanale spiega di aver lasciato alla sua fidanzata i propri beni dopo il crac del Perugia Calcio. «Era meglio lasciarli in mani sicure, sarebbe stato apprezzato se dopo fossero tornati indietro. E aggiungo che sono arrabbiato con la signora. Se lei avesse detto: ‘ok, le case ti appartengono e te le restituisco perché è giusto così ‘, io le avrei fatto tenere i quadri, le macchine e i gioielli. Anzi, i gioielli glieli lascio comunque perchè sono un frutto d’amore, porta sfortuna farseli restituire… ».”

“Ipotesi di truffa aggravata su ex casa An. Gaucci conferma: “Tulliani vinse al lotto”. Qui. Da cui estraggo:

“Gaucci, nell’intervista, sostiene di essere infastidito dalle menzogne: “Ma come? Ho aiutato lei, il fratello, la madre e il padre, gli ho intestato questo mondo e quell’altro… “. Fa l’elenco degli immobili: “L’attico di via Sardegna, poi il terreno nel Reatino, quello con immobili a Capranica Prenestina, la casa dove vive con Fini, le auto per tutta la famiglia, i quadri. Mamma mia, non mi ci fate pensare”.

Parlando di Giancarlo, il fratello della compagna del presidente della Camera che ora vive in affitto a Montecarlo nella casa ereditata da An e poi venduta in circostanze da chiarire a società offshore: “L’ho nominato presidente della Viterbese e oggi mi piacerebbe andare a rivedere i bilanci di allora, le compravendite dei giocatori. Era un furbetto, ma io non ero un cretino”. Il patron racconta ancora di non avere nessun dissidio con Fini e di avere sempre rispettato la scelta sentimentale della sua ex. “Anche se – conclude – prima si è riempita la pancia e poi si è alzata da tavola”.

Casa Montecarlo. Rassegna stampa del 5 agosto 2010. Qui.

“Inchiesta sulla casa di An a Monaco. Fini: “Ben vengano le indagini”. Qui.


Letto 1766 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart