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Ferrara insiste, sbagliando

20 Settembre 2011

Ieri sera a Radio Londra, Giuliano Ferrara ha insistito nel richiedere a Berlusconi di presentarsi ai pm di Napoli che lo vogliono interrogare come vittima di un ricatto.

Mi meraviglio. Mi meraviglio giacché Ferrara fa un grossolano errore, che non è da lui, che appare uomo non solo intelligente ma avveduto.

Ho già ricordato che lo scontro in atto non è tra la persona di Berlusconi e i pm di Napoli, ma investe due organi istituzionali e costituzionali importanti: la presidenza del Consiglio e la magistratura. Ossia il potere politico esecutivo e l’organo che interpreta le leggi ed ha in mano uno strumento formidabile quale quello di poter condannare chiunque, fino addirittura alla detenzione. Un organo, cioè, che ha il perverso potere di distruggere, che manca agli altri organi istituzionali e costituzionali.

Lo abbiamo visto con Mani Pulite. Nessuno può credere di salvarsi da una magistratura siffatta. Il potere politico è stato già travolto una prima volta, e non sarà difficile che l’operazione nefasta si ripeta, se la risposta resterà la medesima di allora: ossia, ossequio e subordinazione.

Una tale risposta, oggi, è colpevole. Significherebbe che la politica non ha imparato nulla da quella lezione. E non contenta delle prime bastonate, ne auspica di nuove e di più pesanti.

Occorre tagliare la testa del mostro. Occorre che qualcuno dica basta. Se una parte della politica, quella di sinistra, tace giacché suppone di ricavarne un utile per la conquista agognata del potere, l’altra parte deve mostrare il coraggio e la saggezza necessari per evitare il crollo della democrazia.

Ferrara fa l’errore di considerare i pm di Napoli delle persone obiettive, prive di pregiudizi e di mire politiche. È un errore che non mi aspettavo da una persona scaltra come lui.

Va bene quando sollecita Berlusconi a contrattaccare con forza e decisione, ma dimentica che il contrattacco sarà impossibile, se la magistratura a Napoli riuscirà, come teme il presidente del Consiglio, ad incastrarlo. Incastrarlo, si badi bene, non perché sia colpevole, ma poiché la sentenza di condanna politica è già stata scritta da una parte della magistratura e la lotta tra alcuni pm riguarda unicamente chi per primo riuscirà nell’impresa, passando alla storia.

Una storia che, contrariamente a quanto si pensi, non potrà che biasimare molti dei protagonisti di questa vicenda scellerata, ed in primis proprio certi procuratori.

Insomma, Ferrara tralascia di considerare un’ipotesi che non è poi tanto peregrina, e cioè che se Berlusconi si presenterà a Napoli, non farà più ritorno né a Palazzo Chigi né ad Arcore.

Altri articoli

“Il gip scopre l’inganno “Competenza di Roma” Ma il Cav è già infangato” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Prima insulta poi zittisce: il “carognismo” di sinistra trionfa, ma non passerà” di Marcello Veneziani. Qui.


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Bart