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Ferrara sbaglia

18 Settembre 2011

Non sbaglia nell’affermare che non c’è nessuna maggioranza oggi in grado di sostituire quella scelta dagli elettori. Non sbaglia quando dichiara che Berlusconi è ancora un leader insostituibile. Né sbaglia quando lo invita a “resistere e contrattaccare”. Invece sbaglia clamorosamente nel momento in cui consiglia a Berlusconi di presentarsi, con o senza avvocati, a Napoli per essere ascoltato come vittima di ricatto. La partita in gioco è ben più alta di quella che appare a Ferrara, ossia uno scontro tra una persona fisica e la magistratura. Questo non è per niente lo scontro che si sta montando sulla scacchiera. A meno che Ferrara (ma non lo credo) non sostenga che ci troviamo di fronte ad un’azione della magistratura chiara e pulita. Il che non è affatto. In realtà, a Napoli si sta consumando uno degli intrecci (un altro, grande e grosso, è a Milano) imbastiti da un organo istituzionale, la magistratura, allo scopo di affermare il proprio dominio sulle altre Istituzioni, e in sostanza sul sistema democratico, che vuole che a dirigere la politica del Paese siano l’uomo e la maggioranza scelti dagli elettori. La magistratura, aiutata in ciò dagli errori commessi dall’uomo Berlusconi e messi in evidenza da Ferrara nel suo articolo di oggi sul Giornale, approfitta di tali debolezze per affermare il proprio imperio e la propria intoccabilità. La verità dello scontro in atto tra Berlusconi e la magistratura sta tutta qui. Al riguardo, il silenzio del Csm è più che eloquente. Alle ore 20 di stasera scade l’ultimatum della procura di Napoli. Staremo a vedere se essa avrà il coraggio di far prelevare il presidente del Consiglio da una squadra di carabinieri. Se così sarà, dovremo tremare tutti, anche le opposizioni. Perché lo scontro avrà mostrato in modo palese il volto orripilante che ci tiene tutti in scacco. Ho già scritto che l’Italia è in balia di un cinico mostro che sta mettendo a soqquadro le Istituzioni. Ho auspicato un eroe del tipo fiabesco che riesca con la sua spada a mozzargli la testa. Chi sa che non sia proprio Berlusconi, questo eroe, e la sua spada non sia quel gran rifiuto che Ferrara sconsiglia. Infatti, Berlusconi quando sarà arrestato non potrà certamente essere considerato in modo ambiguo e fasullo una persona fisica (nel caso Ruby si teorizzò che non è possibile distinguere tra la persona e la carica che essa ricopre), bensì dovrà essere considerato da tutti, dall’opposizione e dal capo dello Stato, il presidente del Consiglio. Si vedrà, così,  se è loro intenzione aprire la strada ad una invasione di campo pericolosa e scellerata. Berlusconi, peraltro, aveva dato la sua disponibilità ad essere ascoltato, ma in presenza dei suoi legali. I pm gli negano questa possibilità. E perché? Un cittadino non può chiedere ed ottenere di presentarsi da un magistrato con al suo fianco un uomo di diritto che sappia aiutarlo a non commettere errori di ogni tipo? In specie poi se il teste avverte che si sta tentando di tutto per trovare un appiglio che consenta al magistrato di trasformarlo in imputato. Un amico mi ha confidato che se Berlusconi si presenterà a Napoli, non tornerà più a casa, ma lo rinchiuderanno in galera. La strada dunque, caro Ferrara, non è quella suggerita nell’articolo. La strada dovrebbe essere un’altra, facile facile, se la magistratura fosse davvero in buona fede e cristallina. Consentire al premier di presentarsi all’udienza assistito dai suoi avvocati. E tutto finirebbe lì.

Aggiornamento dopo le ore 20:

“Berlusconi ha rifiutato di presentarsi. E ha detto no anche alla possibilità, concessa dalla Procura, della testimonianza assistita. Quest’ultima soluzione avrebbe consentito al premier di andare dai pm sempre in qualità di testimone e obbligato a rispondere alle domande ma accompagnato da un suo avvocato.” (Qui).

Altri articoli

“Ultimatum scaduto per Silvio” di Mario Sechi. Qui.

“Scalfari vuole buttare giù Silvio. Napolitano: basta sogni di golpe”. Qui.

Video di Ferrara. Qui.

“Ferrara, dì al Cav la verità” di Emanuele Macaluso. Qui.

“II Cav. non molla, ma non basta: il Pdl si muova e riparta dalla politica” di Gennaro Malgieri. Qui. Da cuiestraggo:

“Se la sentono lorsignori di mettere sotto accusa con le modalità previste dalle leggi e dalla Costituzione Berlusconi e cacciarlo via? Non credo, poiché, per quanto censurabili le sue frequentazioni, sono e restano soltanto sue, non hanno valenza politica, e mai, laddove fosse stata in vigore la ragion di Stato fatta purtroppo a pezzi, le conversazioni irrilevanti penalmente avrebbero dovuto essere rese note tanto per sputtanarlo urbi et orbi.”


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart